03/08/17

Tacticas De Cabeza


The secret of the Hanged Man - the smile of his lips.
Iron Maiden, “Revelations”

Il furgone con la scritta “Materiale di tipo 3 non destinato al consumo umano” semina il panico tra i pochi coraggiosi che si aggirano per Pozzuoli in questi giorni di Lucifero.
In effetti, all'apertura del portellone che contiene scarti di supermercati e macellerie si sprigiona una puzza che definire infernale sarebbe un eufemismo. Putrescenza nauseante che, catturata ed esaltata dal caldo stagnante e senza vento, può anche far perdere i sensi ai più deboli di stomaco.
Me lo trovo davanti e sorrido, pronto a inalare l'odore devastante di carcasse animali, ossa, pelli di pollo e altra roba inimmaginabile. Sorrido, a pensare che la gente cerca in tutti di modi di rendere quest'estate luciferina pulita e rilassante, mentre io quasi accolgo come un vecchio amico questo furgone carico di morte che non si piange e frattaglie lutulenti.

Non ho dormito. Dei pezzi di merda su una terrazza hanno fatto caciara fino alle quattro e mezza del mattino. Ridevano, urlavano, si facevano scherzi; le loro voci volgari e banali riecheggiavano nel paese deserto e dormiente, con un effetto indegno. A quasi due isolati di distanza, essendo dotato di buon udito, distinguevo i loro elettrizzanti argomenti: facebook, corsi di cucina, gente che scopa e non lo dice, gente che scopa e lo dice fin troppo, libri da leggere sotto l'ombrellone e al cesso, situazioni finanziarie di famiglia e non, stupidi cantanti con baffetti o ciuffo, sconfortanti luoghi comuni in materia di politica e amministrazione pubblica.
Per qualche minuto ho sognato ad occhi aperti di essere un demone, raggiungere quella terrazza, uccidere gli uomini e provocare orgasmi nelle donne, poi scomparire in un mantello di nulla, nascondendomi infine nella scia del primo traghetto dell'alba. Sempre il mare, il mare che ricorre, certo. Sono giorni e giorni che mi sento una stazione sottomarina, oppure un fallace emulo di Poseidone e Nettuno, insomma sommerso come mi piace, sotto il livello dell'acqua, sotto l'attenzione dei curiosi, titolare di una porzione di infinito che non saprò mai usare a mio vantaggio, come sempre.

Il ragazzo con la tuta blu sversa nel contenitore del furgone tutti gli scarti del mio supermercato abituale. La puzza è irreale. Continuo a fumare la mia sigaretta, fermo. Ho solo i piedi al sole. Passa la donna inglese che fa eccitare tutti in zona con i suoi gonnellini da tennista, si tappa il naso. La immagino come un'implacabile ragioniera del sesso, una che mica si emoziona quando tu vieni, non chiude nemmeno gli occhi, di certo non schiude le labbra. Massima freddezza, contabilità. Niente da eccepire.
Del resto, credo che in assoluto un cazzo in erezione non sia di per sé una visione così estatica, a prescindere dalla sua utilità estemporanea.
Mi viene da pensare che questo odore di putrefazione e maciullamento si confà a tutto quanto sto cercando di togliermi di dosso, a iniziare dalle speranze che non ho mai sostituito per scaramanzia, finendo con quei fantasmi dei quali parlano molto più gli altri che non io stesso. Le scorie che sto cercando di eliminare puzzano anche più di questi resti animali dal colore giallo, popolati da moschini e vermi senza testa. Giuro che puzzano di più, anche se le loro sembianze possono essere sorrisi, gambe spalancate, promesse di eternità e preghiere copiate da un settimanale.
Da piccolo cercavo di spiegare che agli illusi angeli di riserva preferivo di gran lunga la decadente regalità di certi innocui demoni; ho studiato a lungo per essere una persona non grata, un Lucifero da appartamento. Ora devo ripulirmi a costo di rimetterci qualche anno di vita, le ali nere le userò come tende quando fa troppo caldo.

Quanto costa questo disco?”
Quindicimila lire”, rispose Armando.
È bello?”
Non lo so, ma ci canta quello degli Iron Maiden, Bruce Dickinson. Ti piacciono gli Iron Maiden?”
Da impazzire. 'Revelations' è la canzone che dovrete far girare quando sarò morto”, sorrisi.
Non ti sembra un po' presto per parlare di morire? Comunque il disco è di importazione, ha un buon prezzo. Lo prendi?”
Certo, ha un'aria che mi piace e adoro la voce di Bruce Dickinson”
Era il 28 dicembre del 1986, pomeriggio. La scena si svolgeva nel negozio Top Music di via Merliani, a Napoli. Armando è stato il mio primo commesso di fiducia. Non gli piaceva il metal, mi assecondava, ma era onesto. Ha sempre ammesso di non conoscere i minuscoli gruppi svedesi, danesi, greci e gallesi che andavo spulciando.
Il disco di cui chiedevo lumi in quel pomeriggio di pioggia era “Head Tactics” dei Samson. Ignoravo che si trattasse di una raccolta che racchiudeva i due lavori “Head On” e “Shock Tactics”, non ne sapevo niente di Samson al tempo. Mi sono affezionato a quel disco in un modo incredibile, sin da subito. Non è da considerarsi certo un imprescindibile del periodo aureo della New Wave Of British Heavy Metal, però per me era un totem, una pietra iniziale, addirittura una forma di rassicurazione. Ho sempre provato per i dischi qualcosa che superava di gran lunga il mero collezionismo, pratica di cui -come spero sia ormai notorio- detesto le sfavillanti e megalomani esibizioni muscolari pubbliche.
Head Tactics” mi ha accolto a casa come un familiare per anni e anni, sia che venissi da una disfatta amorosa o da un trionfo, sia che tornassi alla mia tana carico di dubbi e inquietudini. Quella copertina, la stessa marginalità del disco, mi caricavano di positività. In ogni caso, Chris Aylmer è stato uno dei primi bassisti che mi ha impressionato: grande professionista. Manco a dirlo, perso troppo presto.
Anche oggi, quarantacinquenne a spasso per le strade di un esilio tutto in movimento, torno a casa e ritrovo quella copertina ad osservarmi dal mio “piano di scrittura”. Non è più il vinile di quegli anni, anch'esso venduto in un momento di bisogno, ma la versione in cd giapponese, quotata in modo spropositato sui siti specializzati. Non mi importa quanto cazzo valga o come potrei esibirla, mi importa che mi aspetti a casa come una volta, un pezzo preciso e insostituibile della mia crescita e delle mie curiosità. Come, forse, non è cambiata di molto quella storia su 'Revelations” dei Maiden, un pezzo che mi fa ancora sobbalzare come allora. E poi, Steve Harris; correo, insieme a tanti altri miei eroi, di quella passione per il basso rock così violenta da avermi impedito praticamente di suonare.
Per questi motivi, e per molto altro, quando rientro in casa devo sapere che -pur nascosto da qualche parte o relegato in un dimenticatoio dorato di qualche mese- “Head Tactics” è della partita, con me, fedele negli anni. Una questione di trascendenza, quasi di cabala.

Già.
Ho ricominciato da piccole cose, da piccole grandi cose. Che vadano in culo i mobili di ebano, le vacanze in comitiva, le inerziali comodità che secondo il gusto diffuso “parlano di un uomo”, manco si trattasse di un profumo intimo prima di un coito. No, non si riparte dal mobilio. Non si riparte dalla carità affettiva, non si tenta alla mia età di accodarsi a qualche stereotipo ambulante di funzionalità, non si straparla d'amore con un occhio alla pagina di Wikipedia su Hikmet e l'altra a impugnare l'uccello per ritrovare il vigore dei vent'anni. Si screma tutto, si guarda anche un po' commossi ai vecchi baluardi, si ritrovano vecchie passioni mai stinte o estirpate, si capisce che anche in camere vuoto se l'anima deve resistere non ci sarà verso di farla a pezzi come le ossa di un pollo.
Lontani dai ricatti ovvi delle famiglie allargate, lontani dalle nevrosi bianche di unioni irrazionali, distanti dal codice e in aperto conflitto con la legiferazione corrente della diplomazia utilitaristica.
Senza mai accettare rituali di salvezza; chi ti vuole salvare deve prima accettare la tua natura, la tua libertà di morte non compiacente, il tuo spirito che prevede di essere scacciato persino da paradisi condominiali o terrazze estive. E basta, una volta per tutte, con la melma dialettica dei rimorchiatori di anime perse.

A casa, sotto lo sguardo antico di “Head Tactics”, cerco un sito di un'etichetta discografica che mi piaceva molto, la Rogue Records. Sul sito, che è in smobilitazione, trovo questo:



Its sad but its true. As of April 30th 2017 Rogue Records America has shut its doors permanently.
The last 2 decades have been great, sadly the industry is too much in dire straits at the moment for us to continue on.
We tried, trust me we tried…but in the end it was just impossible and ultimately wiped us out.
That my friends is the cold cold hard truth. We are broke and have been for about 6 months.
All projects and future releases have been cancelled.
All orders on our bandcamp page will continue to be serviced until Dec 31 2017 or until all the inventory runs out.
Thanks for your support…see you in another life.
Ma certo. Come si fa a reggere l'urto delle cose che funzionano di più? L'ho imparato nel lavoro, nella vita, anche in amore. Quel che funziona ti può sbaragliare in qualsiasi momento. Perfetto. È per questo che non si deve cercare di imitare il modello vincente basico, ma opporvisi. Prendendosi tutti i rischi del caso, incluse scomuniche e grotteschi predicozzi circa l'efficienza degli esseri umani e il loro dovere di autoconservazione e autotutela.
La tattica non è solo resistere, ma anche tentare di sovvertire: non si vince, no. Quel che si ottiene è uno squarcio nella tela del destino. Una deviazione. Poi ci puoi morire, ci puoi fuggire attraverso, puoi fare quel che vuoi. Tutto tranne assuefarsi e imitare.
Non voglio finire in quel furgone pieno di materiale di tipo 3. Non d'estate, non sotto gli occhi dei saggi.


©Luca De Pasquale 2017



















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