05/08/17

È un hell


Anche quest'estate, come da prassi e come mi aspettavo, sono iniziate le domande sulle vacanze.
Niente, non se ne esce. Non se ne può uscire.
Un po' di mare niente?”
No, non è che mi piaccia molto”
Ma un po' di mare e di colore fanno bene”
Non ci sta un euro”
Però puoi fare il pendolare... qui vicino ci sono Baia, Bacoli...”
Non mi piace fare il pendolare marittimo”
C'è una piscina economica a Monterusciello”
Non ho l'auto per arrivare a Monterusciello”
Ti potresti organizzare”
Non mi organizzo il resto dell'anno, men che meno mi organizzo ad agosto”
E così in eterno, secula seculorum.

Suona strano, che uno “così giovane” resti in casa ad agosto. Bianco come un latticino, avulso ad ombrelloni, ridenti e morettiani spostamenti in vespa, etc etc. Che sia fotofobico? Che sia agorafobico? Che tipo strano...
Ci sono abituato da quando ero adolescente, a essere massacrato di domande oziose circa il mio non amare “il bagno a mare”, la folla, i telefoni sulla spiaggia e tutta la paccottiglia futurista che ormai domina le estati del più svitato degli esclusi.
Sembro vecchio. Forse lo sono. Si verifica lo stesso stupore usato a piene mani su annose questioni come patente, whatsapp, laurea, comitive liceali, tatuaggi, dischi dei Beatles. Tutto quello che manca viene opportunamente segnalato e fatto rimarcare. Non è importante se tu quelle cose davvero non le vuoi e non te ne frega una sega di averle. Non importa. Purché si parli.

Le giornate procedono così in un deserto di matrice zurliniana, almeno per come io so vivere e nutrirmi del deserto attorno. Mi manca la pioggia, mi mancano le lunghe notti oscure, il vento sinistro mentre cerco di dormire, i bar vuoti di primo mattino, i vicoli attorno al porto irrorati di quella luce ambigua e sfuggente che sa parlarti come nient'altro di sentimenti smarriti, di appuntamenti sbiaditi, una luce che ha il pregio incommensurabile di mostrarti in flashback le espressioni serie e contrite di quelli che non ti hanno più ritrovato. E dai quali non ti farai trovare mai più.

Alle tre del pomeriggio, con la casa immersa in una palude di caldo soffocante e quarantatré gradi percepiti, mi telefona Geremino Cerullo, un mio vecchio cliente dei tempi della Fnac. Geremino Cerullo è un individuo il cui cervello penso sia partito da qualche lustro. Ricco, vicino ai sessanta, maniacale, compulsivo. Lo detesto, perché ha sempre profittato dei miei momenti di difficoltà -invero frequenti- per razziare le mie discografie faticosamente costruite. Mi faceva delle offerte che non ero in grado di rifiutare. Per intere discografie di gruppi che nemmeno gli piacevano: Riot, April Wine, Black'n'Blue, Great White, persino i Faster Pussycat e i Cinderella. Band, ripeto, che palesemente non gli piacevano. La sua goduria era ostentare e applicare il potere di sottrarmele, dandomi in cambio il “vile denaro”, come lo chiama lui. Grazie alla sua ossessione di scompaginarmi la discografia personale, ho potuto pagare l'affitto e le bollette nei mesi più spietati del biennio 2009-2010, quando lo stipendio se ne andava all'incirca il dieci del mese, tra debitucci pregressi, multe e bollette non pagate.
Oggi ha un tono ancora più agitato del solito. Mi chiede cose ne penso delle “ultime merdate dei partiti di sinistra” adducendo come motivo della sua domanda “perché tu ti ostini a essere comunista”
Non parlo di politica con te, Geremino. Dimmi, cosa ti serve?”
Ti senti in colpa per tutte le malefatte e le oscenità dei tuoi amici renziani?”
Mai avuto amici tra i renziani. Ho amici tra gli operai baschi”
Ma tu sei italiano”
Anche tu. Dimmi, Geremino, come posso aiutarti?”
Ebbene, mi serve un cd rarissimo di un gruppo power metal napoletano degli anni '80, si chiamano OCCASO e hanno inciso un solo disco nel 1983, il seminale 'È un hell', per giunta registrato a due passi da casa mia, a via Tasso”
Me li ricordo vagamente. Somigliavano a Metal Church, Malice e ai primi Fates Warning”
ESATTAMENTE! Orbene, pare che abbiano editato una ristampa in cd di quel rarissimo vinile, che peraltro ho qui davanti a me mentre discorro con te in questa esiziale canicola”
Geremino, mi sembra di parlare con il nipote di D'Annunzio...”
Ci tengo all'espressione alata con un senso”
Questo è motivo di stima, già sai”
Ora ti dico la formazione degli OCCASO...”
No, non ce n'è bisogno... dimmi piuttosto quale piccola etichetta ha curato la ristampa...”
Una label ellenica, la Surgical Metal Assault, con sede a Panionios. Ho scritto loro d'acchito, ma non mi hanno risposto. E poi non hanno paypal, accettano solo bitcoin e assegni bancari internazionali. Col cazzo che rischio. Devi aiutarmi, devo possedere quel cd. Ecco la formazione degli Occaso: Profazio Cuoco voce e chitarra ritmica occasionale, James “Beppe Savoldi” Cazzillo alla chitarra solista, Genny McMaterdei al basso elettrico, Dodo “Domopak” Cafiero on drums and percussion, Lirio Ciacia ingegnere del suono, Danilo “Vengeance Of The Steel” Maniero copertina e grafica, anno di grazia 1993”
Per come me la poni, si tratta di un caso disperato. Non vedo come posso procurartelo, Geremino”
Ti offro venticinque euro per tutto il servizio”
Troppo poco. E poi siamo ad agosto”
A proposito, non vai a mare?”
No, non ho soldi per andarci”
Questo affare potrebbe permetterti di farti due giorni per rilassarti”
Con venticinque euro ci faccio una spesa e mezzo prendendo le sottomarche, Geremino”
Sono tempi ostili per l'intera popolazione. Se Sparta piange, Roma non ride. Tutta colpa del tuo amico Renzi”
Glielo dirò non appena lo vedo. Senti Geremino, la vedo dura anche se mi alzi l'offerta”
Tu forse non capisci, Luca. Io DEVO avere quel cd, perché lo devo mettere in culo a tutti quei giornalistucoli che si vantano di essere esperti di Italian Metal o Italian Steel. Mi devono fare un bucchino. Se loro sono fermi alle band classiche come i Vanadium e compagnia cantante, io sono andato oltre, io posso dirmi il più grande esperto di ENOTRIAN METAL al mondo. E gli Occaso devo averli sia in vinile, che è qui con me mentre ti espongo tale materia, che in cd, supporto che ti chiedo ancora con deflagrante urgenza”
Ti farò sapere. Ti prometto che mi impegnerò al massimo”
Del resto sei senza lavoro”
Non vedo il nesso”
... e fatti qualche bagno, che sei sempre così pallido”
C'è della saggezza nelle tue parole. Grazie”
Last but not least: hai qualche discografia da vendermi, di quelle band hard che ami tu? Tipo gli Anvil: ti offro quaranta euro per tutto”
No, gli Anvil li ho venduti anni fa”
A chi?”
Ciao Geremino, a presto. Ti faccio sapere sugli Occaso”

Non cercherò quel cd per lui. Sfilo una Camel dal pacchetto, ripenso a tutta la musica che ha in casa e che ignora, tutto assorbito dal prossimo affare. Non merita di trovare una rarità, e di certo non con la mia collaborazione.
Metto su “Intellect” dei Killing Joke, post-punk millenarista così abrasivo da poter contrastare l'idea stessa dell'estate. E sia, sono un tipo invernale, non bianco come i latticini; piuttosto, come i sogni e i desideri non esposti. Ce ne sono abbastanza da far nevicare su tutte le chiese sconsacrate della mia insonnia eterna.


©Luca De Pasquale 2017



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