20/06/17

Aforismi, vanità assortite e lingue in bocca


Mi trovo sempre in enorme difficoltà quando qualcuno mi parla attraverso citazioni e aforismi. Come se per esprimere il proprio pensiero si dovesse giocoforza ricorrere a parole di altri.
Nobili altri, ma sempre altri.

Per dirmi che ti piacciono le donne è inutile che ti metti Truffaut tutto in bocca; per parlare di giustizia non devi citarmi per forza Tito Livio, Saviano o Falcone.
Mi chiedo se citazioni e aforismi abbiano un potere afrodisiaco che ignoro. Come funziona? Se cito Verlaine la mia interlocutrice ha uno sturbo istantaneo e inizia a figurarsi la scena di me che le incombo addosso, amante focoso, dotato e resistente?
Come vengono utilizzate oggi le citazioni? Per dimostrare di essere profondi? Per elevarsi dal lutulento panorama generale? Citare i migliori intellettuali è dunque un atto di proterva autocelebrazione?
Quel che sia: comunque se hai fame non piazzarmi Lucullo da qualche parte. E non citarmi dei santoni per informarmi che hai iniziato un nuovo corso di vita. Dillo a parole tue. Senza esibizionismi da wikipedia.

Altra cosa che non apprezzo per niente è che oggi tutti hanno un parere su tutto. Il più insospettabile e timido individuo, se ben stimolato e umettato, è capace di sciorinarti massime e precetti su tutto lo scibile umano.
Politica, vaccini, rapporti anali consensuali, code alla vaccinara, rock americano, emorroidi, eiaculazione precoce, riciclo della plastica, scelta di loculi, ristoranti à la page.
Questa inesorabile tuttologia mi esaspera sul serio. Perché è mio costume, sin da quando ero bambino, tacere quando non so e non sono in grado di elaborare teorie. Il che accade spesso, visto che in tante materie sono ignorante, impreparato e poco propenso ad un apprendimento in pillole e luoghi comuni.
È vero, scrivo. Ma non lo so quand'è che Francis Scott Fitzgerald andò a Daytona per scoparsi quella poetessa. Non lo so e non lo scriverò.
Detesto le trasmissioni di cucina e i corsi che spuntano come funghi ad ogni angolo di strada, quindi è da escludere che mi cimenti, per risultare simpatico e aggiornato, con la spiegazione del tortino di farro screziato di formaggio vegano.
Non improvviso su ciò che non conosco. È una delle mie pochissime regole.

Mi imbarazza moltissimo anche il proliferare di svariate campagne atte a risvegliare la nostra funzione di “lettori”.
Io leggo, e tu?
Certo che leggo, ma fatti i cazzi tuoi che non mi stai neanche simpatico.
Leggere fa crescere, fai come me!
Sì, d'accordo. Leggere cosa, però? Mi parlate di lettura indiscriminata?
Molti libri che escono oggi non farebbero crescere neanche l'erba spontanea sui balconi. Molti libri sono imitazioni di altre imitazioni. E sono insinceri, pomposi, studiati nel minimo dettaglio. Di che crescita parlate?
Cosa può insegnarmi un libro scritto da un coglione vanitoso che se ne sbatte dei lettori, visti solo come numeri alle casse delle librerie?
Cosa può insegnarmi un vigliacco più abile a intessere una rete di relazioni convenienti che a esprimersi in un italiano presentabile?
Cosa può insegnarmi un'editoria impregnata di osceni concetti imprenditoriali, abile a ravanare nella rumorosa feccia multitasking?
Quindi attenzione. C'è libro e libro. Autore ed autore, editore ed editore.
E, in ogni caso, non state a rompere le palle con questa ossessione della lettura come standard migliorativo della vita.
Con il degrado socioeconomico delle classi più disagiate e anche di quelle medie, non c'è un uomo in difficoltà che possa sostituire la cifra per il fitto e le bollette con una manciata di sia pur alatissime poesie.
Io leggo, e tu?
Io leggo quando posso, resisto, respiro, mangio, bevo, scopo, mi dissolvo. E non ti dico nemmeno cosa leggo, strumentale icona post-borghese.

E ora citami Camus, che si porta di nuovo. Crea appositamente per me, che sono un ribelle improduttivo e fuori moda, un misto tra Fedro, Lucio Fontana, Agassi, Coppi, Che Guevara e qualche banchiere illuminato amico di Macron.
Dimostrati aggiornato, così posso eliminarti più velocemente.

©Luca De Pasquale 2017

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