13/02/17

Il morso a tradimento


Sono otto anni che conosco Giocasta Cuoco.
Otto anni con alti -pochissimi- e tutta una serie di basse frequenze quasi inavvertibili.
E sono esattamente otto anni che è alle prese sempre con la stessa materia: lasciare qualcuno che è un pezzo di merda. I suoi problemi sentimentali sono proverbiali, epocali e naturalmente irrisolvibili.
Sono otto anni che Giocasta finge di non conoscere le mie idee in proposito, simulando elegantemente di ignorare che detesto le confessioni sentimentali con relativi consigli inascoltati. E questo non certo perché lei è una donna. Non mi piacciono nemmeno le confidenze maschili; se possibile, ancora meno.
In otto anni di frequentazione nemmeno assidua, solo a mia memoria ricordo tali Corrado il regista, Mimso il giornalista esperto di musica, Digimon il bancario/pittore, Ferdi Freddie il proprietario del pub artistico in centro, Esaoudè l'artigiano africano, Vincenzo il micropene, Nanni il rampollo di buona famiglia laureato in filosofia e adesso, immancabile e degna conclusione, Tovaritch il disegnatore di fumetti, un esistenzialista in pectore con una gran faccia da coglione.
Tutti questi uomini hanno un aspetto comune: sono dei figli di puttana, dei bastardi -questo il suo fantasioso frasario- e nessuno di loro è stato a quanto pare in grado di comprenderla e apprezzarla.
Non credo che le sue fidate storiche amiche la aiutino molto ad avere una visione razionale della cosa. E cioè che è lei a scegliere degli stronzi vanitosi, vacui e totalmente insicuri, vendicativi in cifra circa qualcosa accaduto loro probabilmente in una lontanissima (se non inventata) infanzia.
Anche oggi, mentre ascolto le sue noiose geremiadi, mi rendo conto che Giocasta odierebbe certamente anche me, se dovessimo per errore scantonare dall'amicizia.
Credo che mi darebbe del fascista, mi direbbe che i miei sentimenti sono violenti in genere e si sfogherebbe proprio con Tovaritch o Esaoudé, in un continuo riciclo di ruoli, sensazioni, grottesche appendici destiniche, lassismo poetico e altre cose a me insopportabili.
Non mi è mai piaciuto fare il confidente. È un ruolo senza carattere, ambiguo e viscido, sfortunato per genesi e molle per prosecuzione fattuale. Molte donne continuano a volare alto nei confronti delle persone di sesso maschile dalle quali si fanno accompagnare. Un errore gratuito e perseverato fino allo sfinimento, sfidando qualsiasi legge di consapevolezza legata all'aumento degli anni e delle esperienze. Giocasta è esattamente come otto anni fa, e questa cosa mi deprime. Mentre parla, ho tanta voglia di darmela a gambe. Ho anche un po' di voglia di dirle che in realtà il suo Tovaritch non è virile, è sciatto nel suo conformismo saccente, è l'ennesimo stronzo scelto con cura.
Non servirebbe.
Giocasta parla ora con me, ma tra due ore dirà le stesse cose al primo sprovveduto incontrato per caso. Un parlarsi nello specchio della bocca, a caccia perpetua di giustificazioni irrichieste e di vittimismo.
Il repertorio è blando, prevedibile e in certi accenti anche disgustoso.
E pensare che le prime volte che noi due... io e Tovaritch...”
Sì?”
Le prime volte che abbiamo... hai capito, quando abbiamo... scopato, lui è stato dolcissimo”
Scopato e dolcissimo non si accordano. Marchiano errore.
E ora? E ora? E ora?”
Non so”, soffio estenuato.
Io lo lascio”
Silenzio.
Faccio bene?”
Domanda retorica. Certo, lascialo subito”
Eppure...”
Eppure?”
Quell'uomo è strano. Ha qualcosa di profondamente tenero dentro”
Un sofficino”
Tu scherzi ma ha uno sguardo così triste... certe volte penso che deve aver visuto qualcosa di orribile che io non so”
Dici? Ad esempio?”
Chissà, magari è stato molestato da ragazzo... che ne possiamo sapere, in fondo? Ha uno sguardo così smarrito quando mi chiede di vestirmi in modo appariscente, sembra il suo ultimo desiderio... come se ne andasse della sua stessa vita. Capisci che intendo?”
Magari è perché ne ha per una volta sola. Come energie, intendo”
... e del resto io so una cosa di cui lui non ama parlare... di quella volta, ma non dirlo a nessuno... posso dirtelo?”
Ma certo, Giocasta”
Cosa vuoi che me ne freghi di questo manichino, cara?
... tre anni fa è finito in ospedale... dopo che... dopo che Annatta...”
Annatta?”
La sua ex ragazza... lo ha morso nell'intimo a tradimento in un momento loro e lo ha accusato di averla tradita... addirittura tre punti...”
Istintivamente, mi porto le mani ai genitali e un brivido mi percorre la nuca.
Che orrore”
Non ci vedo chiaro in questa storia... tu che ne pensi?”
Faccio uno sforzo enorme per non ridere.
Credo di dovergli dare un'altra possibilità”, mi dice a sorpresa, con uno sguardo sognante.
Dici? E su quali basi?”
Ha sofferto”
Tutti soffriamo, Giocasta”
Sì. Ma lui non è come te, lui non ne parla”
Touché. E quindi la sua sofferenza è reale e la mia simulata?”
Non dico questo. Ma lui ha un ritegno, una timidezza... Tovaritch è autentico. Credo di dover dare una chance all'amore”
Al vostro?”
All'amore. All'amore in genere. L'amore è importante”
Con questa frase sei pronta a scrivere un testo per Sanremo 2018”
Scemo... un'ultima cosa... avresti dovuto vedere il suo sguardo quando gli ho regalato quell'orecchino di bauxite spagnolo...”
Un orecchino di bauxite spagnolo?”
Già, bellissimo. Raffigura un castoro pirata con la zampa a uncino, uno spettacolo. Artigianato di Valencia. Me lo fece scoprire Nuçço, un mio carissimo amico...”
Chiaro. Un altro “figlio di puttana” prima ripudiato e poi riciclato come amico. I giochini di Giocasta. Comunque questo Tovaritch non deve stare bene, se calza un orecchino a forma di castoro pirata.
Estenuato, prendo ottimo congedo da Giocasta. Mi ringrazia per i “preziosi consigli” (quali?) e per “la dolcezza”, ci abbracciamo con indifferenza, ci diamo appuntamento a presto ma in realtà ci vedremo tra undici mesi o giù di lì. Sono otto anni che va avanti questa buffonata del 'vediamoci di più'.

E così, resto solo per strada. Solo in mezzo alla gente. Giocasta non mi ha nemmeno chiesto come sto. Ho anche pagato io il caffè, e avevo solo sette euro in tasca. Non posso comprare le sigarette. Altro che i suoi fantasiosi amanti pieni di risorse e di originalità. Io lo so, la mia anima ha la faccia di Mads Mikkelsen in “Valhalla Rising”. Da parecchi mesi a questa parte. E ne sono felice. La mia anima dev'essere come il personaggio di Mikkelsen in quella truculenta e metafisica pellicola, One-Eye. Adoro la faccia di Mads Mikkelsen, ma non porterei mai un orecchino a forma di castoro pirata.
Mi fermo davanti a una vetrina. Si tratta di un negozio di abbigliamento. La commessa è seduta sul banco e parla con una cliente. La cliente è un ramarro rifatto, ma la commessa è rustica e la gonna è molto volatile. Mentre le guardo le gambe con lo stesso reale interesse che proverei per un'antologia di nuovi scrittori -dunque meno del minimo garantito- sento parlare alle mie spalle.
Vuoi che te lo compri?”
No... ma perché, ci hai pensato?”
Con te mi viene sempre da pensare a ogni cosa. E non solo pensare”
Oh, porco. Ricordati che siamo in pubblico”
Io e te siamo sempre cosa privata”, dice la voce d'uomo. Una voce da pitale con la tonsillite, da mezzo uomo, da circoncisione mentale delle voglie.
Mi giro con odio, queste schermaglie tra coppie sono risulta esistenziale da debellare, e mi trovo davanti una specie di sosia di Franck Ribery. L'uomo porta un orecchino a destra, una pataccona. Lo guardo con attenzione: rappresenta un castoro con l'occhio bendato e l'uncino al posto di una zampa. Un obbrobrio. Sarà lui? Il prode Tovaritch dei dolori silenziosi e delle seconde possibilità? Se è lui, neanche un gadget sessuale omaggio accetterebbe di dividere parti di fiato e corpo con un uomo del genere. La ragazza che gli chiede/non gli chiede il vestito avrà almeno quindici anni meno di lui.
L'infingardo. Il vero bastardo. Tovaritch. Il dolce sognatore che chiede di vestirsi da puttana e poi fa lo sguardo acquoso. Ripenso a Giocasta, con rammarico ancora un po' indifferente. Mi dispiace davvero, in fondo. Finirà come con gli altri. Saranno riciclati nella sua personalissima “ruota del destino” che tutto annulla, tutti i torti, le speranze sodomizzate, le miserie monche e senza gittata, le menzogne esorcizzate da sorrisi ebeti nei ristoranti, nei resort, mentre si gode, mentre si tradisce.
Vorrei, a maggior ragione, essere davvero One-Eye e decapitarlo, a questo Tovaritch castoro pirata. Ma quel che conta, almeno adesso, è che non posso acquistare le sigarette.

©Luca De Pasquale 2017

Nessun commento:

Posta un commento