10/01/17

Mi fai godere come nessuno dopo di te





La tranquillità domestica di Giordano e Giovanna mi dà sui nervi da sempre. Li trovo deprimenti. Trovo deprimenti le loro caute e morigerate abitudini, le posate che usano, trovo triste la loro colf, trovo pretenziosa la loro cultura fintamente evoluta, le loro letture basate su passaparola populisti che sono peggio dello scolo.
E trovo tutto disomogeneo rispetto alla loro smaccata attitudine a non nascondere la fortissima (lo dicono loro) intesa sessuale. Dopo che me lo hanno rivelato in più occasioni, me li immagino continuamente fottere.
Non posso guardare in faccia Giovanna mentre mi chiede quanto zucchero voglio nel suo caffè lavapiedi, che me la immagino in una smorfia contratta poco prima del sublime lascito. Quando la tocco sulle spalle o sulle braccia per il bacetto di saluto, mi pare quasi che debba avere un orgasmo subitaneo. Me la figuro in vasca di bagno con le candele accese -come in quelle cacate di serie americane- oppure truccata come una strega pazza con i reggicalze imperlati di strasse, o che so, vestita da assistente di studio radiologico ma senza mutandine. Davvero stancante.
Quanto a quel bisonte che si ritrova per marito, Giordano, con lui va decisamente peggio. Di lui mi fa schifo il fatto che non ammetta una volta per tutte di essere di destra. Non lo stimo, la sua ipocrisia mi fa orrore. Dimmelo che sei di destra, cosa posso mai farti, stronzo? Per chi mi hai preso, tarantola impotente? Ammettilo che sei un reazionario, un conservatore, un liberista. Ami la ricchezza che non è alla tua portata, stimi i ricchi, ami chi fa girare il volano dell'economia in una sola direzione. Ami il padrone e non lo dici. E allora sei un vigliacco del cazzo, una nullità. Ami le comodità, le belle cose, i bei vizi, i bei viaggi, ami la religione di stato, ami le regole decise da pochi, sei di destra. Dimmelo, confessamelo, vigliacco. Lo so che mi consideri un incrocio pazzoide tra un anarchico violento e un autonomo uscito di peso da una sezione di qualche oscuro partitucolo di nostalvendetta comunista. Mi disprezzi per questo, ma non lo dai a vedere, vigliacco del cazzo.
Con Giordano, a parte questo problema di fondo, va peggio perché non posso guardarlo senza immaginarlo chiaro e nitido a spingere su/con/tra/per/fra/in Giovanna. Lo vedo sudato, ansimante, folle e esaltato, con la lingua ingrossata e ingorda a urlare “bambina, oh bambina, bambina mia, Bambi mia cosa ti sto facendo? Cosa ti sto facendo? Dimmelo, dimmelo, maledizione!!! E tu che mi fai? Ti avviso, sto per venire, ti voglio avvisare!!!”

Non avrebbero dovuto dirmi che fanno tanto sesso, e che c'è tanta soddisfazione in casa loro grazie alla loro attitudine carnalona. A parte che la notizia non è affatto di mio interesse, me li fa apparire come due mostri e anche due imbecilli. Detesto le coppie che vogliono dimostrare al mondo quanto si amano e quanto sanno incastrarsi, dentro e fuori dal letto. Trovo che sia una forma arrogante e puerile di esibizionismo unidirezionale, buono solo per guardoni della vita, segaioli assortiti e portinaie che non hanno un cazzo da fare. Se scopate più di ricci, conigli e koala sono fatti vostri, che Dio vi conservi gli apparati per continuare lo sport preferito, ma a me che frega?
Sono a pranzo da loro, nel loro appartamento tutto ordinato, pulito, con mobili nuovi, passati a lucido, funzionali, in tinta con il resto. Tutto in casa loro comunica ordine, consequenzialità, quieta agiatezza. Non posso fargliene certo una colpa, non sono così ridicolo, eppure la cosa ha un suo valore disturbante.
Allora lo compriamo quel divano arancione, uguale a quello visto a casa di Annasia?”
Certo amore: accettano rate?”
Anche se non le accettano, lo prendiamo lo stesso. E poi le rate fanno venire il mal di testa, meglio fare in soluzione unica”, conclude Giordano. E nel farlo, passa il medio nel palmo della mano destra di Giovanna, per comunicarle platealmente che ha di nuovo tanta voglia di fare lo sporcaccione. Lo fa sotto i miei occhi, ostentando senza darlo a vedere.
Infilo gli occhi nel piatto, non voglio vedere. Probabile che si stiano facendo anche il classico piedino camembert sotto il tavolo, e che la mia presenza finisca per inasprire la loro eccitazione.
Vengo a sapere che il divano costa 1265 euro. Penso che ho corretto dei temi a un asino liceale per 50 euro l'altro giorno. E che con quei cinquanta ci ho comprato le sigarette e fatto la spesa. Chissà se l'asino tornerà. Dovrò trovarne presto un altro. Non so cosa ci faccio in questo appartamento, mentre questi due fanno il loro micropetting esibizionistico en plein air.

Due ore dopo, mi congedo e me ne vado affanculo.
Il sugo faceva schifo e l'hamburger non era ben cotto.
Giordano richiude la porta di casa, Giovanna lo raggiunge e gli prende il mignolo in bocca, poi inizia a produrre dei versi orrendi.
Non sai aspettare, eh?”
No, voglio fare le bisettrici con te”
DA PAIURA, DA PAIURA, sei un tocco di femminone”
E tu sei un porco, il mio porco”
Vuoi che mi vesto come il Capitano?”
Io di lì ho una sorpresa. Un costumino tutto per il mio porcellone”
No, DA PAIURA... quale?”
Betty Boop”
DA PAIURA”

Ventiquattro minuti dopo, Giordano, con una benda sull'occhio e un finto uncino appoggiato sulla spalla, urla: “OH CENERENTOLA! OH PRINCIPESSA CI SONO! ECCO IL TIGRI E L'EUFRATE, DA PAIURA! TI CANTO UNA CANZONE DI LIONEL RICHIE! LA DIGA CEDE, SONO IL TUO PANETTIERE! TI IMPASTO, TI FACCIO LO SCHERZO DI CICCIO PASTICCIO E NON POSTICCIO! DA PAIURA!!!”
Poi, il silenzio.
Lei non è venuta. Non è una novità. Lo farà da sola, quando lui è in azienda.
Pensavo”, dice lui, “a Sauro. Com'è triste, che brutta vita fa. Sempre senza soldi, ha fallito in tutto”
Mi fa molta pena, è comunque un uomo sensibile”
Mah... sticazzi. Non si è saputo vendere. Tutto fumo. E gioca a fare pure il comunista, è davvero penoso... avevo pure pensato di aiutarlo... ma ho altro per la testa...”
Del tipo?”
Montarti di nuovo. Sì. Forte forte forte. Come una sinfonia di Schubert un po' brillo”
Ah, capitano, tu mi tenti... sarebbe stato bello se Sauro avesse potuto guardarci... magari gli davamo un po' di gioia”
No, non mi va... solo io e te, Lady Gaga... io e te, come sempre, DA PAIURA”
Giovanna prende dal cassetto del comodino la maschera di Lady Gaga. Lui si toglie i calzini.

Io, il Sauro, infagottato in autobus, chiamo la madre di quel ginnasiale che non mi ha portato i soldi dell'ultima lezione. Da paiura.

©Luca De Pasquale 2017

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