21/12/16

Lo scrittore gola profonda in perenne promozione


Incontro per strada lo scrittore Ignazio Fottegro e già questo si annuncia il cancro inguaribile della mia giornata.
Una gola profonda, sofisticato non più di una sfogliatella napoletana fasulla, finto gentile, finto razionale, finto terzomondista, ultrafan della città fino allo sfinimento e all'idiozia, falsamente ben disposto verso il suo ambiente e verso gli altri scrittori, che naturalmente reputa in cuor suo tutti dei fottuti incapaci. Non alla sua altezza, chiaro.
Anche di me, figurarsi, pensa che sono un pigmeo, uno sfigato, un marginale, un non scrittore, destinato a nuotare per sempre tra piccoli editori ed eventi di minimo impatto. Gli piace pensare questo di ogni persona scrivente sulla faccia della terra.
Io lo reputo semplicemente un succhiacazzi. Non altro. Inutile che io ci giri intorno: solo un succhiacazzi. Un succhiacazzi nel senso spirituale della definizione, intendiamoci; poi dove lo mette e dove lo conserva sono fatti suoi.
Perché è ruffiano, bonario, brodoso, grumoso, inutile. Non ho mai letto un suo libro e non ne leggerò mai. Piuttosto, mi abbono a una rivista di estremisti di destra, e ho detto tutto. Almeno lì potrei prendere atto di detestabili punti di vista e poi mi ci pulirei il culo. I suoi libri invece sono ben rilegati e non servirebbero nemmeno a quello.

Sento arrivare subito la sua maledetta simpatia frontale, per cui nel suo cervello di succhiacazzi decide di abbassarsi al mio livello: “Ciao, come stai? Stai scrivendo un nuovo libro? Tu sei uno bravo”.
No Ignazio, non al momento. In questo momento sono impegnato nella ricerca di un lavoro”
Oh, mi dispiace... che piaga questa”
Quale, succhiacazzi?
Eh, quanto è vero”, replico, facendomi schifo.
Tu sei uno bravo. Avresti dovuto riscontrare miglior fortuna”
Riscontrare fortuna? Succhiamelo.
Prima o poi la riscontrerò”
Fai bene a non mollare”
Yep”
Io, INVECE, al momento sono in libreria con tre cose”
Complimenti, Ignazio”
Eh, per grazia del Signore sembra che quel che scrivo piaccia. Davvero una grazia, io mi sono considerato sempre un operaio della penna. So che mi puoi capire, perché tu sei uno bravo, anche se non hai ottenuto i riscontri che avresti meritato”
E come sottolinea, il succhiacazzi. Come sottolinea. Come ci tiene a lanciare le sue catapulte di merda.
Passo oltre: “Cosa sono questi tre progetti, Ignazio?”
Mi accendo una paglia e prego che mi muoia tra le braccia, fulminato da Ade, da Minerva, da Rocco Casalino.
Dunque, due sono delle collettive dove però io sono presente con tre racconti cadauna...”
Le collettive, te le raccomando le collettive. Le collettive sono spesso dei gloryhole, becchi cazzi a caso mentre ti fumi una sigaretta e scrivi con due dita. In media, sono buone due su dieci.
... mentre il terzo è un libro a mio nome, 'Napoli vale più di tutti voi', un giallo psicologico che però va in trasferta a Miami e a Milano, dove il mio protagonista, l'ispettore Spuma, finirà per incontrare un sosia del papa, un tucano bionico assoldato dall'Isis e il portiere del Milan Donnarumma, che come sai è nato a Napoli e dintorni... ma non ti dico di più, perché sono sicuro che comprerai il libro... noi scrittori tra di noi siamo solidali, dobbiamo essere cooperativi, dobbiamo essere una squadra, quasi dei marxisti aggiornati...”
Marxisti aggiornati. Ma chi, tu? Tu, un neoliberista senza basi, un “cazzi miei” con il sorriso più largo di un forno? Piazzatelo in bocca, amico.
Del resto”, continua il succhiacazzi, “io il tuo libro ce l'ho, com'è che si chiama? Mi pare 'Acca di zero', vero? No, quello è di Massimello... scusa, tanti libri... il tuo si chiama 'Batistuta-Morte 4-1', vero? Bellissimo!”
Non ho mai scritto un libro con questo titolo, ma mi ha dato un'idea.
Sì Ignazio, proprio quello. Ti è piaciuto?”
Moltissimo, soprattutto quando scrivi di quella volta che hai chiesto l'autografo a Batistuta nell'autogrill... ma tu lo sai che anche io tifo un po' per la Fiorentina? Ci tifava un mio zio...”
Davvero? Uddio, ma che bello, Ignazio!!”
Ammazzati, boccalarga, fallo per tutti noi. Lanciati da un balcone vestito dei tuoi segnalibri omaggio.
Che poi io non sono mai stato uno scrittore di gialli. Io nasco come critico gastronomico, poi come pittore napolista e come esperto di mobili antichi. Solo che il giallo mi tentava da tempo. Il giallo tocca tutti i registri della scrittura, tutti”, dichiara spontaneamente Ignazio Fottegro.
Anche a me il giallo mi tenta assai. Ma non ho gli strumenti, come nel tuo caso, per creare l'ispettore Spuma. Io sono uno scrittore veloce, di lampi, faccio dell'eiaculatio praecox la mia filosofia di scrittura. Quattro colpi e me ne vengo pesantemente”
Resta un po' interdetto, ma la sua simpatia frontale lo mette subito al riparo: “Ma lo sai che sei anche simpatico, oltre che bravo? Penso che prima o poi ti troverò in cima alle classifiche”
Come no, sgranacazzi. Mi ci vedo anche io in testa alle classifiche letterarie del sabato con il breve pamphlet “Ho incontrato un succhiacazzi e sono stato gentile”. Come no, come no: bisogna sognare. Ce lo dicono tutti, mai smettere di sognare.
Allora ci conto, sul libro”
Contaci, Ignazio”
Poi ti scrivo la dedica, quando vuoi”. Tientela. Tientela. Tatuatela su per il culo la tua dedica.
Grazie, gentilissimo”
E in bocca al lupo per la tua disperata ricerca di lavoro”
Oh, grazie Ignazio. E tu in bocca per la tua promozione”
Ahem... grazie... sì, grazie”
Davvero Ignazio: in bocca. Tanti in bocca per la tua fortuna letteraria”
Non resiste: “Scusa, ma perché non nomini il lupo?”
Sorrido.
Perché il lupo sono io. Non ti posso certo augurare, Dio ce ne scampi, di finirmi in bocca”
Oh... simpatico”
Dillo forte. Dillo forte finché puoi.

©Luca De Pasquale 2016

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