16/12/16

Apparire, succhiare, distruggere


Al bar il televisore è acceso.
Ospite di una trasmissione generalista, una specie di santone dispensa pareri sulla mafia, sulla camorra, su Gentiloni, sulla spazzatura a Roma, sugli sbarchi a Lampedusa, sulla serie tv tratta da Pif, sul sesso estremo tra adolescenti, sull'eutanasia, sullo scontro duro tra carnaioli e vegani.
Proprio quando mi aspetto un parere anche sui pompini, ecco che la conduttrice, calze velate e sorriso umano, lo congeda.
Intanto, il cornetto mi è andato di traverso. E anche il caffè. Quando mi alzo per pagare, mi dico che un disoccupato non dovrebbe andare al bar a mangiare il cornetto. Vuol dire, allora, che non ha realmente necessità: sicuramente avrà qualche rendita nascosta.
Quando vado alla cassa a pagare, sfioro una coppia talmente cotta dalle lampade abbronzanti da somigliare a una specie di quadro dadaista color fango e merda. Entrambi -avranno una trentina d'anni e se me li immaginassi scopare vomiterei- esibiscono un taglio longitudinale sui jeans, all'altezza delle ginocchia.
Parlano del Partito Democratico, gettando chili di letame su Renzi e compagnia. Sono grillini. Lo capisco da una battuta. Io non sono del Partito Democratico: col cazzo. Come potrei mai esserlo? Forse potrei aderire al 15% all'ala minoritaria. Ma è chiaro che mi sentirei come se avessi aderito a una nuova incarnazione della DC. Eppure, trovo detestabile il tono strumentale degli attacchi grillisti al PD, roba che Gasparri mi sembra addirittura un moderato.
Esco dal locale e cerco di essere sincero con me stesso: la politica di oggi mi fa schifo. È perfettamente inutile che io simuli un'indignazione che ormai si è incancrenita.

Fuori al bar c'è una donna che flirta con un ganimede vestito di chiaro, un mezzo bignè al gianduia che nella sinistra stringe una ventiquattro ore di pelle. Che mestiere farà questo stronzo?
Quanti soldi avrà in banca?
Cosa gli avranno lasciato i genitori?
Dovrei rapinarlo. Dopo le diciannove, nei pressi di casa sua. Dovrei rapinarlo.
Per chi vota questo stronzo?
Penso di conoscerla la sua storia di elettore: Partito Socialista (craxismo e post-craxismo), Berlusconi, Ulivo, Berlusconi, Centro Del Centro Di Mezza Destra, di nuovo Berlusconi e infine Grillhaus.
Vorrei rapinarlo. Senza fargli male. Gli lascerei anche la valigetta.
So che prima o poi lui e la sosia di Claudia Koll finiranno a letto. Secondo me lui dice un sacco di roba inutile a letto, suda. Porterà calzini corti di filanca e avviserà prima di eiaculare. Avrà buoni bicipiti da palestrato. Avrà letto le sfumature di colore e sesso, quella robaccia. Leggerà Saviano solo per far vedere. Legge i giallisti perché lo mettono in pace con il mondo. Legge “Il Fatto Quotidiano”, anche qui solo per far vedere. In fondo, lui di quotidiani non ci capisce un cazzo.
Musica preferita: Eagles, Bob Dylan (per far vedere), Gigi Finizio (ma non lo ha mai detto a nessuno, da provinciale si vergogna), Dire Straits (solo raccolte), Madonna (ma ha paura di sentirsi un po' frocio), Jovanotti (anche se è troppo PD per i suoi gusti), Aerosmith (solo in mp3). Naturalmente, a casa il cane ha un cd di Glenn Gould e uno pure di Bill Evans perché deve far vedere che è sensibile e colto.
Gli piace accompagnarsi a persone ricche e più elevate socialmente di lui, perché è un provinciale del cazzo. Ha un suo personale culto dei morti (ha letto diversi libri su faraoni, sumeri e gente della Nuova Caledonia), ha cambiato tre auto in un anno, quando si presenta a qualcuno parla continuamente del fatto che è laureato, e che non si tratta di laurea breve.
Vorrei rapinarlo. Depredarlo. Lasciarlo con i suoi calzerotti di filanca e lo sfilatino nudo, magari sotto gli occhi di questa Claudia Koll di pongo.

Mi hanno chiesto dei racconti “carini”. Io non so cosa sono i racconti carini. Qualsiasi cosa sia, mi disgusta a prescindere, la trovo deteriore. Carino è questo tipo che fa lo smargiasso, non quello che potrei scrivere io.
Questo è uno che si farà maree di foto. Foto, tag, abbracci, saliva, gioia e mare, spiagge, sciovie, punti neri nascosti dal cerone, testicoli depilati e sesso stupido, plastico come una farsa, come nuoto sincronizzato nell'inferno della propria noia.
Ora lo rinnega il voto a Berlusconi, questo pusillanime. Questo illuso, questo cazzone che non mi ha fatto niente di male. Ma io sono in libertà, condizionata e non si sa bene fino a quando, per cui posso accanirmi liberamente senza creare disagio a nessuno.

Voglio filmarlo mentre fa l'amore. Sono sicuro che nell'unico momento di una sua possibile verità, lo schizzetto, finirebbe per ammettere che lui, di suo, avrebbe continuato a votare Berlusconi. È passato con Grillo per piacere alla gente che lo attornia; lo stesso motivo per cui legge Saviano e ha guardato “Fuocammare”. Ma di tutte queste cose non gliene frega niente. A lui piacciono i calzini di filanca e -sotto sotto- la gente che fa i soldi. Lui stima chi è riuscito a guadagnare una posizione economica adeguata e vincente.
Io no. Per me quello non è un requisito. Anzi.
Lui non fa distinzione: scrittori, piduisti, cantanti, calciatori, feticisti del nulla, santoni, comici cittadini, attorucoli che confondono Ibsen con Ibrahimovic, sfogliatelle bellacoscia che partecipano ai programmi sportivi sulle private, assi del computer che non scopano da venti anni, a lui piacciono tutti quelli che intascano. Chi patisce, pensa, evidentemente “non si è fatto valere, non ha grinta”.
Voglio filmarlo mentre fa l'amore, con quei suoi calzini da emulatore dei ricchi, voglio filmarlo mentre invoca qualche santo a caso senza neanche credere in una redenzione, in una condanna, nel bianco panna del suo paradiso stilizzato.
Non sono armato, non sono pericoloso; sono però in giro. Fino a prova contraria. E riconosco le mie nemesi, purtroppo.

©Luca De Pasquale 2016

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