08/10/16

La posizione di Heather Parisi


Quando il sesso era misterioso aveva un certo fascino che ora non ha più. I nostri antenati amavano donne che portavano sei paia di mutande e destavano passioni che oggi non suscitano più.
Eugenio Montale

Raccolgo le cupe confidenze di un vecchio amico. È angosciato: crede che sua moglie abbia un altro. È doppiamente angosciato, perché quelle poche volte che fanno sesso, lui non capisce mai se lei viene.
Lei lo rassicura, gli carezza la testa come si farebbe con un bambino, ma lui non le crede. Evidentemente, penso, se lo immagina che poi è no, che è una simulazione a fin di bene.
Mentre mi parla accoratamente, considero che la gente è davvero ossessionata dal piacere, non solo sessuale. Sembrano tutti impegnati a prolungare quel poco di piacere che spetta cadauno. Poco, vago, interrotto, eppure centro dei nostri pensieri.
Sono in troppi, quelli che vorrebbero il piacere come protagonista principale della loro esistenza. Si lotta, si diventa schiavi, si intraprendono carriere comiche, tutto per mantenere un'insincera aura di piacere attorno alla vita.
Per il sesso, non ci basta la mezz'ora. Non ci basta svuotarci, riempirci, morderci, odiarci violentemente con le bocche aperte. No, non ci basta.
Non ci basta mai niente: pretendiamo che il piacere, godere e godere spesso, si prenda cura anche della nostra dannata routine.
Per questo andiamo in palestra, forse in vacanza, per questo ci facciamo degli amanti. Un nuovo partner ci eccita sempre di più, è la novità. Un nuovo partner ci ripete, con voce diversa e con un senso di sorpresa, quello che ci siamo già sentiti dire.
Ci piace sentire assurdità ottimistiche sulle nostre prestazioni: “Sai.. era davvero grande e duro... non mi hai dato respiro, ma è tutto naturale?”
Mi hai fatto sentire una VERA FEMMINA perché sei un VERO UOMO”.
E magari a te è venuto tutto bene solo perché ti sentivi disperato, bisognoso di velocità, di esagerazioni, di iperboli, e per scongiurare il senso di morte appollaiato addosso come una civetta.

Ora, che cazzo vuole il mio vecchio amico?
Vorrebbe che la moglie diventasse pazza per le sue prestazioni svogliate, consuetudinarie: alle 15e30 del sabato, alle 23e45 del venerdì sera. Con quel misto verbale tra oscenità caserecce e invocazioni di santi, con quelle smorfie da animale soffocato, con il fiato di tonno e peperoni, tutto preoccupato della prossima partita del Napoli e del successo su facebook.
Ma così, vorrei dirglielo, anche un piccolo orgasmo ha le ore e i giorni contati. Non si va lontano con l'abitudine, diamine. E non si va lontano neanche se lo si fa in barca, durante un clamoroso e costoso viaggio, perché quella invece è una farsa dell'apparenza preparata.
Se alcuni sognatori e sognatrici si convincessero che un rapporto sessuale in salsina missionaria è uguale se lo fai a Benevento o Rio De Janeiro, scongiureremmo inutili e inappaganti viaggi della speranza. Il sesso è quello, la cornice è roba da Santa Barbara o Beautiful. Lasciamo le candele nella vasca da bagno agli americani, con i loro baci squacchiati, quegli effetti sonori tipo caramella di frutta che fanno venire il mal di stomaco.

Il racconto del mio vecchio amico mi irrita moltissimo.
Ma che cazzo vuoi da me ora?
Dovrei essere io a dirti che sai fare bene l'amore? Io non lo so e non lo vorrò mai sapere. Non mi interessa affatto come gli uomini espletano il sesso; non mi interessa nemmeno come lo faccio io. Sarò il classico maialino mediterraneo con le tempie che pulsano e la corda dietro la schiena, sotto la mannaia del tempo calmo, penserò di essere un tipo intenso, certo; ma se mi vedessi filmato probabilmente finirei per chiedere alla censura di oscurarmi.
Se fai sesso con la musica house prendi pure ritmo, ma vai fuori giri e sei ridicolo. Se lo fai con le canzoni d'amore italiane, ti si ammoscia subito.
Se lo fai per senso del dovere, non pretendere orgasmi: non puoi.
Se lo fai con il senso del peccato e della sporcizia, sappi che prima o poi il meccanismo ti divorerà. Sbaglierai, vorrai troppo. Soffrirai per il tuo cinismo mollica, che crollerà quando ti innamorerai controvoglia.

Gli scrittori che si vantano di fare ottimo sesso e sono noti per icastiche e minuziose descrizioni, quelli è chiaro che non sanno proprio da dove iniziare. Sono fermi a metà strada tra David Herbert Lawrence e Gin Fizz; ed è in quel preciso punto che inizieranno a piangere, rivelandosi dei bambini complessati.
Probabile che da piccoli rubassero le mutande dal cassetto di qualche parente, molto probabile. La loro potenza seduttiva è inversamente proporzionale alla loro reale ars amandi.

Il mio vecchio e incanutito amico continua con la storia della sua sessualità; mi dice che da un anno e due mesi lo fanno di lato e lui le tiene sempre la gamba sinistra molto alta, alla Heather Parisi.
Funzionava la posizione alla Heather Parisi”, vagheggia amaramente.
Io usavo quella di Barbara Streisand”, dico.
E come è strutturata?”
Devi piangere durante, piangere e poi ridere e poi piangere, in un continuo psicodramma. Chiaro poi che devi mantenere l'erezione”
Funzionava? Cioè, lei veniva?”
Non l'ho mai chiesto”
Perché?”
Perché mi accorgevo che non veniva”
Ma scusa, allora...”
La posizione di Barbara Streisand è fatta apposta per non formulare domande stupide. Perché sembri talmente un coglione che non puoi usarla più di una volta, ti lasciano”
Io... io non... non capisco!”
Se ridi e piangi per dieci minuti, è chiaro che una donna ti pianta”
Ah ecco...”
Mi zittisco. Perché vorrei aggiungere: “ti piantano anche se ti disperi silenziosamente per il declino del tuo ardore e finisci per ingaggiare un detective per scoprire le infedeltà. Questa è la routine, queste sono le regole, amico mio”

Beviamo qualcosa, fumiamo, ascoltiamo un disco dei Led Zeppelin come due vecchi nostalgici; siamo più rintronati di Plant dopo una sbronza in andropausa. Siamo due routinari. Lui si chiede se è in grado di dare piacere ed estenderlo come una garanzia, una polizza; per me questi argomenti, se la passione non c'è, stanno a zero al quoto del cazzo, come diceva qualcuno.
Senza passione, senza il cratere che ribolle sotto, il sesso è come una scheda in palestra, seguiti da un istruttore stupido come una televendita: il nostro orgoglio da prestazione.

Luca De Pasquale 2016

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