25/08/16

Ma ti si fa duro qualche volta o pensi solo all'arte?


Chi parla della gente in termini di 'sfasati nevrotici' fa ovviamente ricorso al linguaggio degli psichiatri: ma stando appunto a tale linguaggio, ciò che assai spesso tradisce il nevrotico tipico è proprio la sua intensa attività produttiva. Già parecchio tempo fa, infatti, è stata avanzata l'ipotesi che tali loro manifestazioni energetiche siano null'altro che lo sfogo sociale di eccessive preoccupazioni anali, radicate in individui naturalmente attivi e costruttivi”
John Osborne

Mi piace la poesia delle cose: mi piacciono le persone, mi piace parlare, sono curioso e mi piace vivere”
Quel cliente, che aspirava a diventarmi amico, mi spiazzò con quest'elenco di incondivisibili propensioni.
Si vedeva, si capiva, che si trattava di uno di quei cercatori estremi del bello, dell'appagante, e soprattutto delle “cose graziose da fare con altri”.
Ma, mentre lui cercava di farsi pubblicità come ideale compagno di uscite, io guardavo oltre lui. Più precisamente, guardavo i piedi della donna che girava tra Blur e Radiohead ascoltando le inutili chiacchiere esibizioniste del suo accompagnatore. Provai diverse sensazioni insieme. Normale, per un essere umano.
Innanzitutto, pensai che quello sciocco fidanzato, quella melanzana con lo swatch, quella faccia da borghese opulento e finto intelligente meritasse una lezione, anche solo una testata. Poi realizzai che quella donna, di una certa finezza e con un pizzico di lolitismo addosso, di certo non poteva godere con un paguro simile. “Che ti sbatti?”, considerai guardando il fidanzato-zucchino, “Ti illudi che lei rida CON te. Lei ride DI te. Con quel cazzo in giacca e cravatta, che pensi di fare? Ringrazia il cielo che puoi avere accesso a lei con una piumetta del genere”
Già. Perché è vero, spesso misuro il mondo con il cazzo. Che c'è di male? Almeno evito di entrare nel gregge dei pensanti per forza, quelli che con grande solennità ti spiegano che loro vivono di anima, di nobili impulsi, di misurazioni intellettive e di luccicanze a tavolino.
Mica serve solo a fare figli o spruzzare, il cazzo. Finché un uomo se lo sente attaccato mentre cammina, mentre sorride, mentre fa la spesa o lavora, se al mattino può ritrovarne la consistenza, allora questo strumento serve anche ad altro. È una specie di naso, di piccolo argano, in fondo è un pianoforte, un demone, un frontaliero, è il mozzo, il pennino, il diapason e forse, un giorno, la pistola da portarsi alla tempia.

Non mi perdo un solo concerto, che sia pop, elettronica, classica o rocksteady. Ai concerti si conosce bella gente”, mi disse la voce del cliente aspirante amico.
Io continuavo a posare dischi. Lavoravo. I clienti parlavano sempre troppo: volevano vedere il lato empatico del mio lavoro. Io non lo vedevo affatto, soprattutto negli ultimi tempi.
... pensa che ai concerti dei giovani musicisti napoletani -che adoro- incontro sempre tre ragazze con le quali sono poi entrato in contatto... e ora andiamo insieme a quasi tutte le manifestazioni! Una cosa davvero bella, credimi”
Adori tutti i giovani musicisti napoletani indiscriminatamente?”, chiesi, malizioso.
Si fece serioso e un po' compunto: “Trovo giusto valorizzare i nostri giovani talenti. E comunque, il sostegno è importante, molto importante”
In questo momento avrei bisogno di un sostegno per le mie palle, pensai. Avrei voluto chiedergli: “Ma ti si fa duro qualche volta o sai parlare solo di arte e di anima?”
E intanto continuavo a seguire la coppia tra gli scaffali, insistendo nel focalizzare lo sguardo sui piedi di lei, chiusi -si fa per dire- in un paio di sandali bianchi tardo-greci con zeppa sessualmente accattivante. Lavorare in quella specie di sottopassaggio con luci al neon e con l'episodico e improvvido passaggio del capo di turno che valutava il mio lavoro, il mio ordine e la mia presunta attitudine al visual marketing, mi esasperava. Smaniavo. Ero un animale compresso. Dietro le cortesi apparenze, si è sempre nascosto un animale. Che ora non mi va più di celare, a me stesso in primo luogo. Un animale impaziente, febbrile, riottoso, dalla logica spesso piatta di crudeltà, come da prassi.
Ti piacerebbero le mie amiche”
Sarebbe meglio di no”
Che vuoi dire? In che senso?”
Non credo sia molto praticabile l'amicizia con le donne”, dissi, afono.
Quindi hai solo amici maschi? E poi, perché questa distinzione?”
Ho pochissimi amici. La distinzione per me è necessaria. Non puoi considerare una donna come un uomo”
Non condivido assolutamente quel che dici”, si piccò il giraffone, “ESISTONO LE PERSONE. Sono le persone che contano, non il loro sesso, non trovi?”
No”
Vuoi dire che consideri ogni donna come una preda di altro tipo?”
Preda di altro tipo? Iniziavo a sentirmi saturo di quel discorso.
Con le mie tre amiche di concerti”, continuò il pizzicagnolo del bello, “si è creato un bellissimo rapporto che prescinde dal fatto che siano anche delle belle donne...”
In me aumentò la voglia di chiedergli se qualche volta gli si faceva duro. Ma era tempo perso. Scaricai un altra cassa di dischi da mettere a posto, e in quel momento arrivò il capo, il tirapiedi dell'altro capo.
Luca, tutto a posto come stai messo?”
Bene, sono in dirittura”
Come?”
Ho quasi finito, dicevo”
Non dimenticarti gli scaffali metal”
Non potrei mai”
Hai messo in ascolto il cd di Elisa?”
Chiaro che sì”
Hai fatto il facing verticale doppio del cd di Amici?”
Certo, Vitullio. C'è Maria De Filippi per ogni dove”
Ricordati poi di chiamare Vannino per l'ordine Warner”
L'ho chiamato alle tre, era fuori stanza”
Riprova”
Domani arriva il nuovo Eric Clapton, la compilation di Striscia La Notizia e Bossa Lounge plays Burt Bacharach. Dobbiamo metterlo sopra all'ora di punta”
Musica per dentisti in libera uscita”
Che vuoi dire?”
Era una battuta, Vitullio”
Non l'ho capita. Comunque, se mi vuoi sono al bar con il direttore”
L'idiota, senza sorridere, girò i tacchi e si diresse al bar. Il solito aperitivo dei responsabili, una scena inguardabile. Il peso delle responsabilità in una struttura piramidale crea cocktail, pranzetti fuori e qualche pompino. Questo è lo spirito delle catene commerciali quando sono gestite da coglioni.

La coppia era scomparsa. Peccato. Forse, e dico forse, avrei passato il numero di telefono alla donna in sandali ateniesi. Mi avrebbe guardato con stupore e un pizzico di riprovazione, ma lo avrebbe nascosto in borsa. Il suo accompagnatore valeva troppo poco per non meritarsi un segreto osceno.
Ma ecco che tornava alla carica l'incentivatore di giovani musicisti napoletani, l'amante di tutta la musica e della pandemia culturale.
Quello era il tuo capo?”
Sì. Una testa di cazzo”
Ne deduco che non ci vai d'accordo!”, disse insulso, scoppiando a ridere.
Ma che ridi? Ma ti si fa duro qualche volta o ti piace solo l'arte?
La classica testa di cazzo che fa strada in posti del genere”
Sei duro”
Su questo puoi giurarci”
Secondo me devi guardare il lato positivo della cosa: lavori nei dischi, che sono la tua grande passione, sei apprezzato dai clienti, e poi in posti così si conosce un sacco di gente con la quale puoi legare sulla base di comuni interessi, tipo i concerti”
Tipo i concerti, certo. Chiaro. Decisi di tagliare a corto. Dovevo.
Senti, in tutta franchezza: qui guadagno mille euro al mese dopo dieci anni di lavoro. È un lavoro logorante e insensato, perché la nostra non apprezzata fatica fa guaagnare soldi alla multinazionale gestita da un miliardario idiota. Partiamo da questo. Ma c'è anche tutto un altro tipo di logorio, che ti porta a sbroccare. Ora, per esempio, sono così esasperato che avrei bisogno di un pompino”
Come? Io...”
Non da te, figurati! E ti dico: mi piacerebbe rimanere in divisa aziendale mentre lo ricevo. Una specie di fantasia, come quella cazzata del dottore e dell'infermiera, no? Un pompino in divisa aziendale, per sbarcare le ultime ore di turno. Ne avrei un disperato bisogno. Fare sesso dopo il lavoro è invece un'altra cosa, appartiene alla sfera del privato”
L'uomo non diceva più nulla. Sicuro che mi aveva depennato dal gruppetto di persone da concerti.
Comprendo la tua rabbia...”, disse imbarazzato e quasi in fuga.
Ma quale rabbia? Un pompino con sandali ateniesi, dietro una colonna, ricordando una canzone di Van Morrison, senza pensare alla morte, ecco quanto mi basterebbe. Andrebbero bene anche sandali di Larissa o Smirne”
Sono stato a vedere Van Morrison a Milano con due amici...”
No. A certi uomini la presenza del cazzo quasi pesa: un errore del disegnatore, nient'altro. E non mettete in mezzo l'anima bella o gli artisti napoletani anche adesso.

Luca De Pasquale 2016

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