06/08/16

L'erezione spontanea


In una strada laterale del posto dove vivo, dietro a una serie di inutili villette a schiera con finte piscine e cani entusiasti, si incontrano clandestinamente una ragazza di nome Clara ed un ragazzone che all'anagrafe fa Genny.
Clara è una commessa, Genny è laureato in giurisprudenza come l'ottanta per cento della gioventù campana della sua leva. Ma non lavora. Fa praticantato presso uno studio, svogliatamente. Gli piace più uscire con la sua comitiva e seguire lo sport con movenze mentali da intenditori; tanto la sua famiglia ha due appartamenti di proprietà e lui intasca il fitto del peggiore. Gli basta e gli avanza.
Si conoscono da poco, Genny e Clara. Lui l'ha corteggiata al solito modo, quegli stupidi sms, battute banali ma spontanee, la macchina nuova, l'ha portata qualche volta in alcuni locali gestiti da suoi amici. Genny è convinto che sia una cosa seducente per una donna, mostrarle che conosce persone capaci di gestire luoghi pubblici, pub et similia.
Clara usciva da una delusione amorosa, quando ha iniziato a frequentare Genny. Si è raccomandata con se stessa di non fare roba sessuale troppo presto, concetto che la sua migliore amica le ha inculcato nel tempo. Al sud, ancora oggi, quando una donna si fa toccare dopo solo due o tre uscite la gente pensa comunque che si tratti di una zoccola.
Genny, invece, è convinto che con l'attendismo educato si possono cogliere i frutti migliori. E così, la prima sera, anche se aveva una gran voglia di intrecciare la lingua con Clara o addirittura di farselo toccare, è stato al suo posto e ha fatto il simpatico. Come può essere simpatico uno che ha fatto giurisprudenza senza nemmeno chiedersi il perché. Uno i cui principi morali più pulsanti vertono intorno a due concetti meravigliosi ed incontestabili: chi non tifa per la squadra della sua città è un fottuto bastardo e ditemi tutto ma non toccatemi la famiglia. La famiglia è sacra.

Ma stasera Genny e Clara sono al quinto appuntamento; io la vedo correre nella nostra marginale strada verso l'auto del futuro, svogliatissimo, leguleio.
La gonna corta è certo eccessiva: che abbia dimenticato che siamo al Sud, un Sud abbastanza profondo? Qui al Sud, se non ci evolviamo troppo, siamo ancora convinti che una gonna corta significhi accesso semi-libero.
Genny si è profumato a lungo, a casa. Ha preso due docce e si è lavato tre volte il membro. Ha parlato a lungo con uno dei suoi migliori amici, quello con cui passa regolarmente intere settimane a giocare a playstation. Hanno anche un gruppo su whatsapp dove si intersecano tematiche nobili come chi sia meglio tra Cristiano Ronaldo e Messi, la nostalgia sincera ma stucchevole per Massimo Troisi e Pino Daniele, la condivisione di immagini di Napoli (“la più bella città del mondo”) e dell'Italia generica (“il paese più bello del mondo”).
Genny ha comprato a Clara una boccetta deluxe di Narciso Rodriguez. Ha deciso di fare il passo avanti. Insieme al profumo, c'è anche un libro di Fabio Volo, che ha visto da Fazio e che gli sta molto simpatico anche se non è nato a Napoli; ma ci sarà tempo poi per regalarle anche quel giallista napoletano che pure è passato da Fazio. Persino Genny ha capito che in Italia si legge grazie ai suggerimenti di quella trasmissione.
Clara entra in auto. Sedendosi in auto, mostra le mutande nere a Genny. Anzi, si tratta di un perizoma. Genny sente un brivido sotto.
Non dovevi correre”
Mi andava”
Davvero?”
Davvero, sì, Genny. Sì”
Grazie, Clara”
Te lo meriti, che una ragazza non faccia ritardo”
Allora Genny prende il pacchetto, con Narciso Rodriguez e Fabio Volo.
Questi... queste... questo è per te, una sciocchezza”
Genny, no... io non...”
Apri”
Lei scarta, si emoziona, sgrana gli occhi, ringrazia quattro volte.
Poi, finalmente, fanno lingua in bocca. Nessuno dei due bacia bene, perché sono emozionati. Però a Genny viene duro e lei si rende conto di essere quasi già pronta, ma non ci vuole pensare. Siamo al Sud.
Io getto la mia cicca sulla loro auto, c'è qualche scintilla. Rientro dentro.

Giù, al porto, Genny e Clara si tengono la mano e ogni tanto limonano. Lui muove la lingua come ha visto fare in quel tutorial scherzoso, su you tube. Come se dovesse impastare la calce. Lei, invece, come ha letto in un libro erotico, ad ogni bacio aumenta di pochissimo la portata dei sospiri, per eccitarlo molto. Le loro tattiche funzionano.
Poi vanno al ristorante. Genny ha prenotato da “Procolo 'o piscatore”, dove si mangia un pesce buonissimo, appena pescato.
Ordinano una frittura di pesce come antipasto, prendono un vino consigliato dal cameriere, hanno fame ma anche voglia di chiavare. È il loro quinto appuntamento, è tutto naturale.
Grazie ancora dei tuoi regali... baci bene... non dovrei dirtelo...”
Tu sei eccitante e sei bella. Lo penso dalla prima volta che ti ho vista”
Mi fai arrossire... ora mangiamo”
Ancora vino, pesce, vino e pesce. Genny è in erezione da un'ora e mezza.
Ad un tratto, poco prima del limoncello, Clara gli dice che avrebbe voglia di guardare con lui la serie Gomorra. Lui sorride ed annuisce, ricordando subito che ha visto quell'attore di Gomorra da Fazio e lo ha invidiato.
Poi Genny paga il conto, rifiutando sdegnosamente le offerte di partecipazione economica di Clara.
Non potrei mai permetterlo”, le dice, con un piglio molto sicuro, da vero uomo. I veri uomini invitano le donne a cena e pagano loro. E poi, devono essere brillanti e semplici, perché l'unica cosa semplice che il mondo riconosce è la semplicità, mica altro.
Arrivati all'auto, Genny reputa opportuno regalare tre euro al parcheggiatore abusivo, un uomo di una cinquantina d'anni, trattandolo come un ragazzino.
Grazie dottò”, dice l'uomo.
E certo che so' dottore”, pensa compiaciuto Genny, “sono laureato in giurisprudenza”

Dopo poco, accostano sul lungomare. Un punto poco illuminato. Si scambiano un altro bacio pesante, e stavolta le lingue esagerano entrambe, due stelle filanti gonfie di saliva e residui di cibo. È tutto così naturale e così semplice. Sembra quasi di stare in un libro di Fabio Volo o da Fazio.
L'erezione spontanea di Genny continua ormai da ore, sicuramente troppo.
Ha speso un sacco di soldi per il profumo; il libro l'ha comprato in uno di quei supermercati con le ceste di cultura all'ingresso. E poi lui è laureato e lei una commessa: lui presume di parlare da una postazione privilegiata. Siamo al Sud, il Sud più bello del mondo, e lui ha pure il cazzo intostato.
Con delicatezza, con finta naturalezza, Genny porta la mano di Clara sui suoi pantaloni firmati, sul bozzo scomposto situato a destra.
Ehi, ma che c'è, sei diventato intraprendente?”, fa Clara, tutta sudata per il vino bianco. Eccitata, e molto. Per il pesce, per il quinto appuntamento, per il profumo, il libro, l'auto pulita e tutta quelle battute da bravo ragazzo.
La mano lei la lascia, i tre appuntamenti sono passati.
Guarderanno Gomorra insieme. Chissà se da lui o da lei, l'importante è che sia tutto naturale, semplice e pulito. Come la società chiede alle persone per bene. Clara deciderà nel corso della serata se farlo stare tranquillo con la mano e con la bocca; lui è un uomo per bene, è laureato, è di buona famiglia. Mica come quei pazzi che vanno in giro ad ammazzare donne: ne hanno parlato da Vespa, da Fazio, dalla De Filippi e pure quella cliente elegante in negozio, quella signora di Bacoli con i soldi.
L'importante è che tutto sia pulito, semplice e naturale. Non complicato, non sospetto, non inquinato da pensieri laidi sulla natura degli esseri umani.

Genny la riaccompagna a casa alle tre del mattino. Si masturbano a vicenda nel punto più buio della nostra strada marginale. Poi lui viene e si salutano dopo una ventina di minuti, semplici e felici.
Poco prima che lui riparta, gli piove sul tetto dell'auto un'altra cicca accesa. È la mia, la mia ultima, mentre torno in casa imbottito di funk e con tutti i lumini delle vendette accesi sugli altarini che detesto e smonto.
È una notte afosa, stupida e umida, dove la semplicità trionfa su ogni complicazione annunciata o vivente.

Luca De Pasquale 2016

Nessun commento:

Posta un commento