12/07/16

La sublime arte del santone sessuale Paradorn Ebladadaudig


A casa del mio ex collega Short'Enzo trovo un libro con una copertina strana ed allusiva. Mi incuriosisco. Si tratta dell'opera di un santone thailandese del sesso, tale Paradorn Ebladadaudig. Il libro si intitola -nella traduzione italiana- “Loppalo”, e Short'Enzo mi dice che è fantastico, che ha migliorato la qualità del sesso tra lui e la moglie, grazie a pagine autenticamente illuminate.
E così, mentre lui mi intrattiene con le sue solite mattane, tipo non farsi capace del perché non ho Whatsapp o com'è possibile che non mi collego a Twitter dal telefono, io avidamente sfoglio il libro di Ebladadaudig.

Sembra che il santone abbia ben settantasei anni. Con una lettura veloce, apprendo che Paradorn consiglia il sesso nelle ore fresche delle giornate. E fin qui, grazie al cazzo.
Ma Paradorn va ben oltre, quando spiega, con fare didascalico ed illuminante, che “il sesso migliore è quello che si compie con la positività addosso, tenendo occluse tutte le finestre negative dell'esistenza”.
Io sono della corrente di pensiero opposta: nulla è più noioso e sfiancante del sesso in salsa positiva. Ma sono curioso, e continuo.
Il sesso si giova ineffabilmente, poi e poi, della progettualità dei due amanti. Nulla è più corroborante di un coito tra due individui di sesso opposto che pensano alla reciprocità del fattibile futuro contiguo e comune...”
E poi e poi questo santone è pure sessista, ma guarda un po'.
... inoltre è bene che alberghi l'arte nell'ambiance della sessualità. Ci si può contornare di quadri con visioni positive. Ottima poi e poi la musica per chitarra classica, vedi Segovia. Per un sesso durevole e di scambievole soddisfazione adatta la musica classica ed il jazz più socializzante”
E cosa sarebbe il jazz socializzante, poi? Quello di cui si può parlare con altri e soprattutto prima di scopare? Miles Davis, Keith Jarrett, Chet Baker, insomma gli autori conosciuti?
Ma Short'Enzo, al quale chiedo lumi, non lo sa proprio. Mi ribadisce in compenso con fervore che lui e la moglie Nagra scopano da dio da quando Paradorn è entrato nelle loro vite.
Ma tu lo sai che alla fine del libro il santone fa una lista dei migliori alberghi o villaggi dove si scopa meglio, sempre secondo le sue direttive? In più, come appendice ci sono dei menu afrodisiaci ed una colonna sonora adeguata a seconda degli orari scelti. Comunque non si fa sesso alle tre del pomeriggio e neanche alle sei del mattino, porta male. Transita la transitazione di energie molto negative”
Fantastico, quest'uomo è super”, mento.
Ma vedi che stronzo. Le sei del mattino invece, caro Paradorn, è un tipico orario dell'anima. Alle sei del mattino sei davvero tu che ti muovi, che desideri, che cerchi e forse ti arrendi. Il rovescio della medaglia è che dopo, inutile fingere, puoi avere anche voglia di morire o semplicemente sparire. L'alba è sempre un modo di finire altrove, ed è anche peggio dopo aver goduto.
E poi e poi, Paradorn... io non praticherei mai del sesso con addosso un jazz socievole a mo' di coperta. Meglio il dub, scende più in basso, ti rastrella dentro, ti aiuta ad essere bello come una ferita che simula la guarigione. Altro che jazz da salotto. Dev'esserci il dub, dico io. Una cosa tipo “Here to go” di Beat Pharmacy, che va bene anche per sparire, scrivere e depistare. Va bene per tutto, se non ti sei tatuato un dio salvatore sulla lingua.
Quel pezzo è flusso, dispersione, onda e ritorno, contorni non fissi, eyeliner che vuole piangere, terreno del passato infecondo e futuro bastardo.
Io ci muoio da anni, e dopo non parlo per ore.

Mentre Short'Enzo mi parla delle vacanze del figlio e di quanto sua suocera sia una donna molesta e con problemi di stomaco, riprendo in mano il libro di Ebladadaudig.
... fondamentale è poi fare del sesso -e qui non ci sentiamo di escludere momenti più soft con la bocca e con la spinta a posizione di scoiattolo da vestiti- con la scienza delle citazioni a portata di mano. Per eccitare il/la partner, nulla può essere più infuocante che una citazione di un autore che piaccia anche socialmente, come per esempio Charlie Chaplin e il gabbiano Jonathan...”
Sono rapito. Il gabbiano Jonathan come autore, giuro che è la prima volta.
... sconsiglio vivamente momenti transitivi e passivoidi di negatività accertata linguisticamente. Vanno in effetti evitati autori come Louis Ferdinand Céline, Friedrich Nietzsche, Karl Anton Schopenhauer, Emil Cioran, Albert Caraco...”
KARL ANTON SCHOPENHAUER? Oh, bella.
E comunque la lista, gentile Paradorn, è incompleta. Dove ce li metti von Kleist, Morselli, Cesare Pavese, Romain Gary, Debord, Nerval e pure Foster Wallace? È chiaro che per Paradorn Ebladadaudig chi ha scritto nella notte e magari si è anche suicidato ha scopato poco e male. Bisogna usare scrittori vivi ed ottimisti per farselo venire duro o lubrificarsi, mi sembra sensato.

Poi faccio caso alla voce lamentosa di Short'Enzo: “Luca, pensa poi che a mia suocera fanno sempre male i piedi... e come rompe i coglioni... chiama a casa alle nove di sera e anche alle dieci e mezza? Ma quante cazzo di buonanotte vi dovete dare? E madonna... cioè, poi, l'altra domenica... non sai... quella stronza... no, ma io me ne vado di casa, io lo giuro...”
No, questa roba decisamente non mi interessa. Preferisco tornare a Paradorn.
Vado verso la fine del saggio e trovo questo:
In questo saggio che vuole essere modesto e che ho scritto con l'ausilio eccelso di mia moglie Emarsah, con la quale ho anche sperimentato carnalmente le mie teorie nel corso dei lustri, non posso non arrivare ad una conclusione che mi preme a cuore: scindiamo eros e tanatos una volta per tutte. Eros e Tanatos non sono fratelli, non hanno mai giocato insieme, non hanno mangiato allo stesso desco e Dio -ma anche il nostro Dio del sesso privato e pubblico- non li considera alla stessa guisaglia. Eros è bene, Tanatos è disfacimento. Via Tanatos! Allontanati! Sparisci! Non assistere ai nostri giochi d'amore, guardone, perverso, incestuoso, nichilista! Non c'è potere nel tuo richiamo, quando due corpi si agganciano nel cielo dell'infinito che si costruisce spasimo dopo spasimo, con ottimismo!”
Ora sto davvero per vomitare. Quest'uomo è certamente pazzo e anche pericoloso, visto che c'è gente come Short'Enzo che gli dà credito.
Ci sono delle immagini che sono una sorta di upgrade di una edizione pocket e censurata del Kamasutra. Le vagine sono depilate e i peni sono finti, come nei film di Tinto Brass. In un'immagine estremamente suggestiva, si vede una donna che morde una fragola mentre un uomo le pratica un cunnilingus a settanta centimetri di distanza. Nessuno può credere ad una roba del genere.
Short'Enzo sta ancora blaterando sulle telefonate della suocera. Avrei preferito trovare un libro di Araki, ma sarebbe andato bene anche Sorrisi e Canzoni.
Sul retro del libro, si rimanda ad un altro imperdibile tomo del nostro santone sessuale. Questa volta il titolo è più criptico: “Mi mordi, ti mordo, non c'è sangue eppure l'arte è lubrificante: metodologia per il piacere reverse”.
A cura e di Paradorn Ebladadaudig. Costa cinquanta euro, acquistato sul suo sito. Compatisco Short'Enzo e quelli come lui.

Quanto a me, nessun orario, sesso o meno, ha lo stesso fascino delle sei del mattino. A quell'ora il mare è complice e la vita non ti ha promesso un gesto positivo. Non ti inganna. È solo quiete, attesa che si accorda con il fumo della prima sigaretta e le amnesie necessarie. Anche a quell'ora, in quella conca di poco che non chiede e non molesta, io non riesco a dimenticare il profondo legame tra piacere e scomparsa. E allora, se sto di genio, vado a cercare suoni profondi, il dub e le sue derivazioni.
Ma giuro che tornerò a leggere Ebladadaudig. Mai sottovalutare la saggezza dei filosofi (positivi) della copula (costruttiva).

Luca De Pasquale 2016

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Nobuyoshi Araki

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