03/06/16

Primo atto ufficiale: aggiustare il manto stradale


Come mi giro e come mi volto, tutti i politici in giro hanno un solo grande programma: mettere a posto l'asfalto delle città dove risiedono o dove si sono presentati.
Non c'è altro: il manto stradale è il punto chiave.
Poi, può essere un manto stradale solidale, antiliberista, cittadinante, liberomercatista, antisociale. Tutto, purché sia lui il centro, il manto stradale.
La gente si fotte di fame e debiti? Aggiustamogli il manto stradale per prima cosa. E come seconda, magari, dedichiamo qualche strada a qualcuno che ci ha (ma davvero?) insegnato a fare politica.
Basta fare zapping o acquistare un quotidiano; quel che sentirai o leggerai è che qualcuno ti metterà a norma le strade della tua città, poi sono cazzi tuoi, e quanto ai migranti, alle tasse, alle diseguaglianze palesi, all'infame jobs act, tutto il resto può attendere ed il cittadino è bene che non rompa troppo i coglioni.
Del resto, come amano dire in tanti? “C'è crisi e le ideologie sono morte”.
Come se questo assioma sfiancante, banale e monotonamente ripetuto a pappagallo potesse giustificare i fiumi di liquami mentali che ci vengono sbattuti in faccia come promesse oneste.
Se perdo me ne vado”, dicono, con la faccia furbetta.
Per me potresti andartene affanculo da subito, sai.
I danni causati dalle ideologie noi li abbiamo superati con i fatti... pensate che nel nord del Molise l'occupazione è cresciuta dell'1,67%”
Anche nel mio palazzo l'occupazione è salita del 64%, perché due post-diciottenni si sono impiegati nel supermercato del padre. Allora cosa dovrei fare, votarti? Pensi sia merito tuo?

Mi fanno paura quelli che cercano di spiegarmi che l'economia deve riprendere a muoversi per creare posti di lavoro. Credo che a questo concetto ci arrivi anche il mio gatto, che è pure mentalmente pigro.
Il fatto che a spiegartelo siano quelli che non hanno problemi economici o di sostentamento la dice lunga, sull'intenzione didascalica e conservativa (più che conservatrice) dell'assunto.
Dobbiamo ricominciare ad esportare pelli di gallo in Liechtenstein e una lezione di economia attiva ce la può dare quel che sta accadendo a Montreal”
Bene, tu hai tempo e voglia di informarti su quanto accade a Montreal, e quanto alle pelli di gallo non te ne frega un cazzo, non è un tuo problema. Come non è un tuo problema pagare l'affitto e avere a che fare con eventuali datori di lavoro che ti concedono il privilegio moderno di farti sottopagare. Tu hai tempo per imparare a suonare la balalaika, per scoprirti il pollice verde o marrone, tu fai battute su Trump ma in Trump non vedi un vero pericolo. Trump per te è solo un modo per scrivere freddure su twitter, giusto?

Insomma, la maggior parte degli italiani voterà chi prometterà in modo più convincente di sanare le nostre infami strade. La scelta sarà corredata da altri piccoli elementi, come l'essere di meno disturbo possibile circa le nostre scelte etiche e comportamentali e poi, non possiamo trascurarlo, è chiaro che per quanto riguarda i candidati alle circoscrizioni ci converrà votare qualcuno che può fare qualcosa per noi.
Non per la collettività! Sarebbe da coglioni, al giorno d'oggi!
La collettività sono io”, lo pensano davvero in parecchi. Quel tizio lì si presenta per la Democrazia Associata Falangista ma può facilitare un colloquio di mia nonna con quella stiratoria che assume a nero... e allora lo voto...
Il disgusto e la nausea per queste dinamiche vengono messe alla berlina con la facile frase “questo è qualunquismo” o anche “il tuo è solo nichilismo”.
Nessuna delle due, prego.
Le forche non mi piacciono e non passo il mio tempo sugli autobus a dire che sono tutti ladri, tutti porci, tutti venduti.
A proposito di autobus: io che non guido né auto né moto, chi dovrei votare, al posto di quelli che mi mettono a posto la strada? Quelli che mi garantiscono un più efficace servizio di autobus e metropolitana? E si badi bene, guai se mostrano un minimo lato ideologico, quello è uno schifo da evitare...

Ieri ho incontrato un mio conoscente. Mi aspettavo dei bigliettini elettorali, invece non me li ha dati.
Abbiamo parlato di cose intense, nei cinque minuti di colloquio casuale a pochi passi dall'Anfiteatro.
Abbiamo parlato delle buche per strada.
Un motociclista è caduto all'angolo, lì, l'altra notte... bastardi, figli di troia... aspettano che qualcuno crepi?”
Effettivamente è una cosa scandalosa”, ho risposto.
Tu che strada fai con la macchina? Ci passi da lì?”
Io non guido”
E fai bene che non la prendi più, la macchina, perché uno si può ammazzare...”
Io non gui... no, niente”
Comunque, senti Luca: io sono di sinistra e questo mi fa dire che non le voglio più le tasse, le tasse non sono giuste. Ma ti rendi conto che pago le tasse per tre negozi e i due appartamenti che ho in Basilicata?”
Dura, eh?”
Io sono sempre stato di sinistra, ho sempre combattuto contro le tasse. Le tasse sono una cosa fascista”
Quindi chi evade le tasse secondo te è un rivoluzionario?”
Sì! Ed io sarò il primo in questo senso! Il popolo si deve ribellare alle tasse! E poi, con tutto il rispetto per il colore della pelle, non ne posso più di questi che ti chiedono i soldi per strada...”
A me capita che il 40% sono stranieri e il 60% italiani, non so...”
Ma che dici? Italiani come Thiago Motta ed Eder? Quelli non sono italiani, quelli sono immigrati clandestini con qualche santo in paradiso! Io ti parlo da uomo di sinistra, sia chiaro questo...”
E mi fa piacere. Figurati se non era di sinistra. Mi avrebbe offerto un bicchierino di olio di ricino ed un esame del sangue per comprovare che sono davvero italiano. Perché sono di carnagione molto pallida e posso passare per un finlandese moro, una specie di Banderas cubista passato sotto il pennello di Francis Bacon e nato ad Helsinki.
Comunque, io sto con Renzi. È la prima volta che un ex comunista sta al potere e poi è giovane, è simpatico. Dovrebbe piacere pure a te, perché tifa per la Fiorentina...”
Allora dovrei portare solo scarpe Tod's e chattare di notte con la sorella di Nardella?”
Sei spiritoso. Bella femmina la Boschi. Bella da pappare, a me piacciono le donne. Io sono un uomo di sinistra”
Non vedo il nesso. Comunque, mi limito a dirgli che Renzi non è stato mai comunista. Renzi faceva camping scout sulla provinciale per Prato ed il suo idolo giovanile tipico era un misto tra De Gasperi, Fonzie e Antognoni fuori forma.
Poi il mio conoscente torna prepotente sul tema centrale: “Per me due cose deve fare un governo di ex comunisti moderni: tappare le buche qui all'angolo dell'Anfiteatro e non farmi... ahem, non far pagare le tasse agli onesti cittadini che hanno sudato delle proprietà. Questo deve fare la sinistra, oggi”
Strano, non mi ha detto ancora che le ideologie non esistono più e quindi bisogna tappare le buche. Me lo dirà. Non oggi, forse.
Ti piace la musica di sinistra? Dovrebbe?”
E quale sarebbe? Io sono rimasto agli Inti Illimani, ma preferivo i Menudo, non dirmi niente”
Oggi ci sono fior di artisti ex comunisti che cantano benissimo: Capossela, Mengoni, Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, il fratello di De Andrè che è tale e quale a suo fratello, incredibile...”
Il fratello di De Andrè?”, trasalgo.
Come si chiama? Cristian, mi pare”
Cristiano. È il figlio”
L'ho visto da Fazio, ha cantato una canzone con Aldo Montano, quello delle spade”
Non credo, non mi sembra”
Forse era l'altro, l'altro che stava a destra, mi sembra Santamania... Claudio Santamania... quello che ha vinto l'Oscar italiano”
Ora non ce la faccio più. Non ce la faccio più con questi uomini nuovi della sinistra nuova non ideologica. Vado fuori dai binari.
No quello non era Santamania, era il famoso attore spagnolo Buenaventura Durruti, quello de 'Il segreto'...”
Ahhh, ecco”
Già.
Ci accomiatiamo. Lui espone un sorriso discreto, di uno che va dal dentista. Mi chiede che sto facendo.
Rispondo tranquillo: “Lavoratore in mobilità”
Mica male, alla fine... uno prende i soldi stando a casa. C'è gente che non può dare da mangiare ai figli, capisci... e poi tutti questi diversamente colorati che chiedono soldi non aiutano di certo... lo dico da uomo di sinistra moderna, Renzi dovrà lottare per non cedere al cartello”
Il cartello? Ecco un altro complottista. Basta così.

Oggi non possiamo perdere tempo approfondendo roba. Qualsiasi cosa. Oggi dobbiamo andare ad istinto, laddove ci spinge il culo. Siamo rimasti senza ideologie, lo dicono tutti, ed è giusto trovare il visionario che ci riempia le buche. Possibilmente, senza che ci abbia prima buttato dentro.


Luca De Pasquale 2016


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