05/05/16

Eroi personali: Benjamin Orr (The Cars)

       

         A volte gli uomini adulti entrano in quel cono di luce, sfuggente come il chiarore dell'alba, in cui sembra che il futuro sia ancora tutto da costruire. Come se si fosse ancora molto giovani ed inesperti. Poi, basta un dettaglio per rendersi conto che la strada percorsa è stata comunque lunga, per quanto costellata di ostacoli, di retromarce, di deviazioni e di soste più o meno lunghe.

Come ieri sera, ad esempio. Quando, inaspettatamente, mi sono imbattuto in alcuni appunti che avevo preso su Benjamin Orr. Benjamin Orr è stato il bassista (e spesso anche cantante) dei Cars. I Cars sono stati uno dei gruppi della mia adolescenza e poi della mia maturità. Fino ad oggi, senza alcun segnale di cedimento.
Le loro canzoni ossute, intessute di elettronica in effetti primordiale, con il frontman Ric Ocasek a ricoprire l'improbabile ruolo di troubadour per metà affine a Lou Reed e per l'altra giullare pop, hanno accompagnato molti anni e molti eventi della mia vita. Benjamin Orr, poi, come sempre, aveva catalizzato la mia attenzione in quanto bassista. Era bravo, Orr. Non tante note, ma giuste e nel posto giusto. Che è cosa rara, in un epoca, quella dei Cars, che offriva tonnellate di bassisti bulimici ed esibizionisti, devoti al verbo dei vari Jaco, Stanley Clarke e Jeff Berlin, tanto per citare una triade di sovrani assoluti.
Benjamin Orzechowski, questo il suo vero nome, è stato uno di quei musicisti dei quali si è parlato davvero troppo poco. Come capita -troppo spesso- ai bassisti, soprattutto se facenti parte di band che arrivano al pubblico ed ai fruitori di musica come formazioni ossidate nel nome e nel logo, oppure forgiate e modellate sulle fisionomie di chitarristi e cantanti.

Orr, che purtoppo è morto nel 2000 a soli 53 anni di cancro al pancreas, è stato un musicista importante per la mia formazione. Le sue linee di basso martellanti ma sobrie, soprattutto sul secondo e terzo album dei Cars (Candy-O e Panorama) mi hanno insegnato che si possono creare degli ibridi niente male con il basso, saltellando prosodicamente da stilemi marcatamente pop ad imprevedibili sbavature new wave e, nel caso di Orr, quasi punk.
Il buon Benjamin faceva un po' da trait d'union tra l'immagine da nerd del tastierista Greg Hawkes, quella più marcatamente rock del chitarrista Elliot Easton e del batterista David Robinson e la figura centrale costituita dal lunare Ocasek. Infatti, che Orr suonasse il basso -oltre a cantare svariate ballate e brani complessi- sembrava un dato non fondamentale o comunque acquisito. Era parte della pietra Cars, quello biondo, ecco. Ma il basso?

PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, VISITA IL SITO "BASS, MY FEVER" A QUESTO LINK:

http://bassmyfever.weebly.com/#BENJAMIN-ORR







Nessun commento:

Posta un commento