19/04/16

L'incantatore di passere


Un conoscente mi telefona, preso da un entusiasmo incontenibile.
Ha scritto un libro. Sì, un libro. Quelli con la copertina, quelli che ci metti la foto in retrocopertina mentre guardi il tramonto, o ti tieni una mano sotto il mento accanto ad un pc di ultima generazione. Quell'oggetto che ti permette, oltre la laurea e i master, di poter dire a chiunque, con sommessa alterigia “io ho ANCHE scritto un libro”.
Lui si chiama Benny Pietrardente, lo conosco poco, pochissimo. Decenni fa venne ad una mia presentazione, acquistò una copia del mio libro e poi, nel casuale incontro successivo, ci trovò svariate pecche. Usando aggettivi che ricordo solo per la mia buona memoria, tant'è che non mi sono ucciso per la sua scarsa convinzione: “immaturo”, “gratuitamente provocatorio”, “opinabile in alcune pagine”, “un po' noioso”.
Io gli sorrisi e incassai. La storia dei complimenti con riserva per cercare di farti a pezzi è una vecchia attitudine di molti. L'infame meccanismo del “sei bravo, ma...” è merce così scontata che solo un cazzone potrebbe prendersela sul serio.
Benny è su di giri, mi dice che il suo libro è un libro on demand ma che lui non ha pagato per pubblicarlo ma è comunque on demand. E chi lo domanda?, mi chiedo.
Il titolo è ornitologico e spirituale, “L'incantatore di passeri”. Mi trattengo davvero a fatica per non esplodere in una risata sguaiata.

Trattasi di un giallo psicologico”, mi dice Benny.
Molto originale, soprattutto di questi tempi”
Vuoi sapere la trama?”
Il plot?”
No, la trama”
Okay, dimmela”
Dunque, c'è questo poliziotto in pensione, Gennaro Miracolo, che indaga sulla morte della cognata di suo fratello. In una Napoli piovosa e bellissima, con elementi di Parigi e Praga... Gennaro Miracolo ha un aiutante che si chiama solamente Gomez ed è un messicano napoletano...”
Tutto questo è stupafacente. Ti supplico di continuare”
... Miracolo e Gomez vivono varie peripezie, tra le quali quella di restare chiusi nel cimitero e anche nella Cappella di San Severo... e anche all'università Federico II, facoltà di lettere...”
Un po' di attenzione in più sugli orari di chiusura no?”, dico, ma lui nemmeno capisce la battuta/obiezione.
... poi ad un certo punto Gennaro Miracolo conosce una ragazza bellissima e anche molto bona che si chiama Jirina Sosnowiecz, è una polacca con un seno meraviglioso e la passione per il canto, una vegetariana che ha un passato di assassina... e che ha vissuto le tragedie del comunismo polacco”
Sempre più appassionante Benny, ti giuro che ho la pelle d'oca...”
... poi si scopre che c'è un arabo dietro tutto, uno che forse fa parte dell'AISIS... ma non voglio dirti altro... te la compri una copia da me? Ti faccio uno sconto di un euro e te lo autografo pure. Mi sembra una cosa carina, no?”
Carino sarà il tuo culo, penso, ma gli rispondo: “Benny, sono in bolletta, guarda che sono ancora un lavoratore in mobilità... quanto costa questo libro?”
A te te lo faccio nove euro... mi dispiace per il tuo lavoro, ma qui siamo tutti in crisi, io pure che ti credi, faccio i salti mortali...”
Ma certo. Per quel poco che so di lui, Benny Pietrardente vive in un appartamento che gli hanno regalato i genitori ed incassa pure il fitto di un appartamento intestato al padre. In più, ha un comodo lavoro come consulente finanziario, cosa che gli consente di avere orari elastici, tipo 11,30-16,30, con possibilità di non andarci proprio previo telefonata di avviso.
I suoi capelli sembrano quelli di Barbie impiantati su un corpo d'uomo, praticamente somiglia all'ex calciatore Caniggia ed ha tatuato sul braccio destro un motto cinese e una specie di croce runica che non sa neanche lui cosa cazzo significhi. Si mormora che piaccia molto alle donne e lui, ovviamente, non fa nulla per smentire questa diceria. Anzi, quando parla lascia intendere con grande piacere ed ebbrezza che si trova perennemente in guai seri con affascinanti esponenti del sesso femminile. Anche se la sua vita è comoda, apparentemente ben riuscita e calzante con i suoi sogni, è in aperta competizione persino con un decadente westerner come me.
D'accordo Benny, nove euro te li dedico...”
Tra scrittori dobbiamo essere solidali”, fa lui.
Questo è giustissimo”, rispondo io, falsissimo come mi è richiesto. La solidarietà tra scrittori è una questione più utopica dell'orgasmo femminile, dello scudetto della Fiorentina, quasi quasi più improbabile ed inverificabile della collocazione a sinistra del Partito Democratico.
Io il tuo libro lo comprai”, aggiunge lui, acido e suadente.
Tiè. Me l'ha lanciata, la zeppata. Come dire, “non mi piaceva, era una merda, ma la marchetta con te l'ho fatta, ora falla tu con me, stronzo”.
Ed io la faccio. Non per debolezza, solo perché voglio togliermelo dai coglioni, lui e il suo passero del cazzo. A proposito di passeri. A proposito di passeri. Quasi dimenticavo.
Una sola curiosità, Benny: perché il libro si intitola 'L'incantatore di passeri'?”
Sento una risatina, dall'altra parte. E ridi.
E va bene Luca... giusto perché sei tu... giusto perché siamo tra SCRITTORI... perché tu sei un ottimo scrittore medio, anche se non hai trovato ancora una tua dimensione a mio modesto avviso... e comunque, saranno proprio due passeri ad aiutare Gennaro Miracolo e Gomez a sbrogliare la matassa e risolvere il caso... ma ripeto, non voglio dirti altro... il libro lo compri... e allora non rovinarti il finale...”
Ma certo che te li sgancio i nove euro, cane. Strozzatici. Infilateli su per il culo.
Solidarietà tra scrittori, ci mancherebbe.
Ah Luca... siamo anche tra uomini, oltre che tra scrittori, no...? Beh, il titolo è anche un doppio senso...”
Strano Benny, non ci avevo pensato... Sarebbe?”
... dai, non fare l'ingenuo... il titolo originariamente parlava di 'passere' e non di 'passeri', ma l'editore me l'ha bocciato... sai quel moralismo? Il fatto è che uno scrittore, rispetto all'uomo medio, per forza di cose, ha più facilità con... la passera! Ah, ah, ah! Dico giusto? Dico chiaro? Tu mi capisci, ne sono certo...”

Ora posso anche morire. Dopo un'allusione così elegante, posso anche dire addio al mondo. Ma in fondo no. Voglio prima leggerlo, “L'incantatore di passeri”. Potrebbe contenere qualche passaggio interessante. Potrebbe aprirmi ad una nuova visuale sul mondo, potrei innamorarmi di questo Gennaro Miracolo, di Gomez, di Jirina, di Napoli che somiglia a Praga e forse anche a Capracotta, chissà. E poi c'è la solidarietà tra scrittori. Tu fai un complimento fasullo a me, mentre il tuo solo scopo è di sopravanzarmi ed appoggiarmi le palle in bocca, ed io rendo la pariglia con un bel sorriso.
È il mondo. È il saper stare al mondo. Sono i rapporti. Sono i rapporti sociali. L'innocuo utilitarismo di ogni categoria reale o presunta. Bisogna farsi furbi per ottenere attenzione. Bisogna usare i passeri, inventarsi i messicani, costruire figure di modelle polacche assediate dai fantasmi del comunismo.
D'accordo. Faccio ammenda. E il libro lo compro sul serio, anche se l'ornitologia non mi appassiona.

Luca De Pasquale 2016

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