28/04/16

Il grande carisma di Tucano Tardioli


Ormai si parla per interposta persona. Per risultare efficaci nella comunicazione, si preferisce spesso utilizzare qualche schermo inattaccabile, gente morta ma anche gente viva e famosa. Gente popolare. Individui dei quali nessuno potrebbe contestare l'acume, la profondità di pensiero e lo spessore spirituale.
Ed è così che tanti di noi dicono stronzate colossali, facendosi paravento di Oscar Wilde, di Proust, di Saramago come di Agatha Christie, ed ora che è morto Umberto Eco sono tutti pronti a saccheggiare (e fraintendere, per non dire stravolgere) le sue argute massime e le sue erudite osservazioni sulla società e sulla razza umana.

A poche centinaia di metri da dove vivo io, abita il famoso scrittore, saggista, alimentista, commentatore politico, regista, sceneggiatore, costumista mentale, direttore d'orchestra e chef sostenibile Tucano Tardioli, che è proprio originario di qui. In paese, lo citano tutti. Le parole di Tucano Tardioli sono usate per commentare adulteri, perdite di gas, omicidi, bonifiche palustri, aperture di centri commerciali, attacchi di dissenteria, disfatte o trionfi sportivi, ma sono anche usate per salutarsi, per ritrovarsi, per essere conviviali nel modo giusto.
Può infatti capitare che qui qualcuno ti saluti dicendo: “Ehi, ciao! Come direbbe Tucano Tardioli, ad maiora!”
Perché loro sono chiaramente convinti che “ad maiora” lo abbia inventato Tucano Tardioli. Come “genius loci”, come “cave canem”, “input”, “welfare”, “petting”, e sì, Tucano Tardioli deve certamente aver inventato anche la posizione del missionario, le verdure albine, il parapendio e i centri d'accoglienza.
Tucano Tardioli qui è il demiurgo, il deus ex machina, il burattinaio supremo, l'onnisciente sulla bocca di tutti. Perché è di qui, è l'orgoglio campanilista, è il passepartout relazionale, è lo snodo di ogni evento, minuscolo o gigantesco che sia. Qui se vuoi sedurre una donna devi aver letto Tucano Tardioli e glielo devi citare prima di prenderti l'ultima confidenza. Sei fuori dal tuo gruppo di amici se osi citare uno che sia nato oltre Roma, perché vige la regola del razzismo al contrario. L'orgoglio cittadino già ce l'abbiamo, ti fanno notare scandalizzati, che cazzo te lo leggi a fare un autore di Vercelli, di Rovigo, di Città Di Castello?

Il tabaccaio stamattina mi ha detto che ci sarà un rincaro delle sigarette, l'ennesimo. E mentre io pensavo semplicemente che noi fumatori seriali siamo ormai destinati alla sodomia di stato, lui mi ha citato una massima di Tucano Tardioli sulla crisi e sull'inflazione, una cosa che dubito Mr. Tucano abbia mai scritto o detto.
Poi è toccato all'edicolante, che si è limitato a propormi in modo sconcertante l'ultimo numero della rivista “Fagioli sani e santità di stomaco” (un bimestrale), in quanto nel suddetto numero compariva un'intervista a Tucano circa i suoi gusti a tavola.
No grazie, mi dia 'Sinistrando', la rivista sui fagioli non mi interessa”
Ma c'è Tucano Tardioli!!!! Abita pure vicino casa tua!”
E cacami il cazzo. “Non insista, preferisco così, grazie”

Fino a pochi anni fa, avevo certo dei problemi argomentali. Infatti, non mi piacciono le vongole e la mozzarella e al Sud questo è considerato osceno. Non tifo per la squadra della mia città, non guido, non seguo serie tv e non vado mai nei locali che si inaugurano a gettito continuo. Quando uno non si affilia mai a niente a nessuno, gli argomenti scarseggiano per forza. Poi non parlo mai di politica, perché il mio virulento sentimento antiborghese ed anticapitalista è destinato ad essere girato e lordato come una bambola gonfiabile e si offendono tutti, anche chi non dovrebbe. Ormai ho imparato la lezione e mi tengo le mie idee, tanto mica mi pagano per esprimerle.
Ma la situazione è visibilmente peggiorata con l'arrivo sulla scena di Tucano Tardioli. Non parlando con la sua bocca traslata e pubblica, non conoscendo le sue storie che passano da un eroe sudista che si rifà a Poseidone in abiti civili a un allenatore campano con l'occhio bendato come Capitan Harlock, ecco che sono fottuto. Ancora più distante dal giusto e dal vero.

Qualcuno mi ha anche affrontato a muso duro: “Sei solo invidioso di un grande talento come Tucano Tardioli, te lo devo dire. Sei l'unico a non riconoscergli i suoi meriti. Se scendesse in politica, lo voterei. Mia moglie si è fatta anche firmare il grembiulino di nostro figlio e tu lo critichi. Vergognati”
La libreria qui dietro, quella vicina alla Salumeria Immaginaria, ha ritirato tutta una serie di autori -tra i quali Carletto Marx, Shakespeare (che era stato catalogato come “Shespire”), Goethe, Flajano e D'Annunzio- per fare spazio all'immensa produzione di Tucano Tardioli. Non solo: la suddetta libreria, come del resto tutte quelle del circondario, ha scelto di esporre solo autori nati nel perimetro regionale, perché bisogna “valorizzare il patrimonio endemico e sommerso di questa terra meravigliosa e strapazzata”.
Ecco, questa è una citazione di Tucano Tardioli. Ci sono caduto anche io. Era inevitabile.
Senza volerlo, beffato da me stesso, forse ora sono pronto per scendere (o salire, meglio dire salire) in società, con l'umiltà sovresposta di tutti i citazionisti tucaniani e di tutti coloro che dietro una bandiera urlano devozione, rivoluzione, giustizia, arte e l'innegabile fascinazione delle proprie origini.
Chissà, magari inizieranno a piacermi anche le vongole e i lupini e la mattina, durante un'abluzione intima, proprio come Luigi Malerba, inizierò a discettare con il mio pene, ovviamente usando le parole di Tucano Tardioli, che non risparmia ormai neanche le zone non battute dal sole e dalla ragione.
Così è, se vi pare. Ma anche se non vi pare. Basta che “paia” a Tucano Tardioli.

Luca De Pasquale 2016

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