18/03/16

Black Lipstick Blues

La ragazza ha il rossetto nero.
La ragazza si muove come un serpente. Disinnescato. Ripulito.
Il tizio continua a chiedermi: “Ma non hai WhatsApp? Come mai non hai WhatsApp?”
Giratelo in culo il tuo WhatsApp, amico.
Hai notizie di Gigi?”
No, amico.
Come mai non senti più Tullio?”
Non so, amico.
Ma tu hai un cugino che abita a Vico Equense?”
No, amico.
Ma una parte della tua famiglia abita in quelle zone?”
No, amico. E non mi interessa.
Pensaci a farti WhatsApp... è fantastico”
E tu pensa a farti una sega, amico.
La ragazza ha il sorriso nero, il rossetto nero, si muove nera attorno a noi. Vedova nera senza charme. Non sono quel tipo d'uomo un po' ambiguo che insegue rossetti neri e scene che sembrano i fumetti di Sandman. Non sono dark in quel senso. Sono un barattolo di olio nero notte, e se mi butti un cerino dentro ti faccio esplodere tutti i sogni in faccia.
Se mi fai venire, con la bocca, con le mani o con la fantasia, non farò la parte dell'uomo migliore. Non faccio mai teatri sui divani e i selfie mi fanno orrore.
L'uomo continua a rivolgermi domande inutili, insopportabili. Mi chiede se ho un Audi. No, guido un triciclo con le frecce. Se ho sentito quel tizio che ha cantato in quel talent. Non guardo talent. Non sento tizi cantare in televisione.
La ragazza ha gli stivali neri. Ti potrebbe salire sulla schiena e farti venire, dominandoti, sottomettendoti, lei nera e tu rosa pelle, tu marrone portafoglio, tu collo giovane e anima scorciatoia. Sempre scorciatoia e canzoni di Mark Sandman.
In cosa sei laureato?”
In scorciatoie”
Sei simpatico, originale, un po' pazzoide”
L'uomo è sovrappeso. Mangia molto, caca molto, si sa porre con la gente, è cordiale, commercia, sorride e non ha denti cariati. Mangia e caca, ma sogna pure. Ha una moglie. Non si è mai chiesto nulla sul piacere femminile, ed è meglio per tutti. Crede in un Dio che non conosce, ma gli fa comodo. Ha una fissazione per gli U2 e sostiene di amare John Coltrane e Miles Davis, anche se in cuor suo trova che sia musica noiosa e intellettualoide, ma vuole che si pensi che li ama e li coltiva. Come piante sul balcone. Come il giacimento di selfie che sottopone al prossimo suo.
Mi stucca, mi parrucca, mi esplora, domanda, chiede, sottende, allude, suppone, mi inquadra e poi crea la cornice, mi accende il gas sotto i misteri più banali, mi trova reticente, non lo sa che sono una deviazione, che non dico niente di personale, quasi mai. Che non mi riguarda l'obbligo fasullo di dare informazioni.
Mi chiede se ho facebook: “Ti cerco, che foto hai?”
Una tazza dei New Trolls. Mi piace il modernariato”
Sei simpatico”
Grazie, you too”
Ti piacciono i dischi di Diana Krall?”
Non li ho mai sopportati”
Che ti piace? Tu vendevi rock, vero?”
Forse vendevo strisce di culo, amico.
Mi piacciono i Gentle Giant in questo periodo”
Non conosco”
Okay”
Ti cerco”
Okay”
Hai notizie dei tuoi colleghi?”
No”
Okay”
Ti saluto”
Allora hai una foto dei Gentle Giant su facebook? Ti cerco”
Una tazza dei Gentle Giant”
Okay”
Ciao”

La ragazza ha i capelli neri e il futuro roseo. Potrebbe baciare, stuzzicare, credere e volere, potrebbe fotografare l'orgasmo che è la sua età in movimento. Oggi però sono vecchio. Oggi il sole somiglia a Mark Sandman e durerà poco. Oggi somiglio ad un mio racconto e dunque se parlo mi vengo addosso per emozioni confuse. Non sono quel tipo d'uomo ambiguo che nella decadenza vede il piacere. Non sono dark in quel senso. Dopo un buon vino non ho voglia di scopare. Se bevo significa che ho deciso di fuggire, non di godere. Le canzoni sono tagliate dalla cintola in giù, come reduci, come soldati mai convinti, questa giornata è un rossetto nero disabilitato al sesso e alle bugie, le forze migliori sono in mare, come i marinai, a remare su tutto ciò che chiedeva di essere sommerso.

Luca De Pasquale 2016


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