04/01/16

Un lungo viaggio sonoro: intervista a René Breitbarth / A long journey into sound: interview with René Breitbarth



Una doverosa premessa. Per quanto la mia formazione musicale, e il conseguente approfondimento, siano di matrice principalmente rock e funk (con la logica estensione all'heavy metal, hard rock, post punk, grunge, etc), sono sempre stato affascinato dalla musica elettronica, pur non potendo disporre dello stesso spettro conoscitivo e della stessa competenza. Da venditore di dischi, ho “dovuto” consumare musica elettronica di tutti i tipi, rifiutandone una parte ed accogliendo invece con curiosità e ammirazione ciò che restava più dentro. Quindi posso dire che quando un musicista di un'area apparentemente lontana dalla mia mi interessa e mi coinvolge, quel coinvolgimento è autentico. Mi piace inaugurare una nuova serie di incontri in musica con artisti di matrice “diversa” proprio con René Breitbarth, musicista e produttore tedesco, autore di due album a suo nome e di un numero infinito di produzioni, remix e quant'altro. Ebbi modo di conoscere la musica di René Breitbarth nel 2003, anno dell'uscita dl suo primo album “Solar”. Nel 2004 seguì il secondo album, “With a little luck”, che diventò presto, nel negozio dove lavoravo, il disco delle ore serali. Soffuso, sinuoso, con grooves rotondi e allo stesso tempo profondamente “ambientali”. Entrambi gli album uscirono per la label che René aveva fondato, la Treibstoff. Successivamente, ho continuato a seguire la sua produzione, che garantiva, a me ascoltatore istintivo più che tecnico, il fabbisogno sonoro elegante e notturno che preferivo per inclinazione. Devo probabilmente a René Breitbarth la mia necessità crescente, negli anni a seguire, di approfondire tech house, minimal, deep house, con mia somma sorpresa.
Come si evince dall'intervista che René mi ha gentilmente concesso, il nostro è un artista che ama percorrere più strade, aprire e chiudere cicli, perfezionarsi e stimolarsi, come dovrebbe sempre essere. E, rispetto ad una delle domande che gli ho posto, mi piacerebbe ritrovarlo come compositore di uno di quei film che ha bisogno di un battito per descrivere i colori, le fasi, le suggestioni e anche le direzioni. Compiti che la sua musica, nel corso degli anni, ha assolto al meglio.


LDP:  Allora Rene, puoi raccontarmi come è iniziato tutto?

RB: Ho iniziato con un computer Commodore Amiga intorno al 1989. Non molto tempo dopo ebbi accesso ad uno studio analogico abbastanza grande.

LDP:  Ascoltando la tua musica, ho sempre pensato che andasse oltre la definizione di “musica elettronica”, perché piena di rimandi, citazioni, suggestioni diverse. Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente?

RB: Grazie per il complimento. È così difficile scegliere un artista tra così tanti musicisti e generi. Se dovessi prediligere qualcuno in base al vasto repertorio direi i Beatles per il Rock, i Daft Punk per la musica dance elettronica. Ma mi piacciono così tante cose, ad esempio adoro in generale la musica Pop degli anni ’80, che mi ha ispirato enormemente in termini di armonie che d’altra parte provengono da tutti questi artisti di decenni prima.  

LDP: Uno dei principali tratti distintivi della tua musica, a mio parere, è l'elemento “dreamy”. Non ti sei limitato a creare una deep house morbida, ma qualcosa di più denso, a volte addirittura di oscuro. Trovi anche tu che la dimensione onirica sia stata una delle tue carte vincenti?

RB: Forse. Mi sono servito di armonie ed atmosfere in queste tracce Deep House, il che ha potuto favorire l’elemento dreamy. 

LDP: Nel 1997 hai fondato la Treibstoff, nel 2008 la Deep Data (specializzata in deep house), nel 2011 la Deep Data Loops e infine nel 2013 la Cycles&Spots; queste ultime due dedicate ai suoni e ai loops, attività che stai svolgendo a tempo pieno. Nel 2014 hai scelto di fermare la produzione di tracce house e techno per dedicarti appunto ai suoni, ai loops a al sound design. Mi tracceresti il tuo percorso rispetto alla fondazione di queste etichette e come sei arrivato alle tue ultime scelte?

RB: Ho creato la Deep Data Loops con il mio sound di Deep House, dopo ho ampliato lo spettro con la mia esperienza nella produzione di Techno, Minimal e Tech House. Ma sono riuscito a sviluppare molto di più di quello, dato che oggi mi occupo di produrre loops, patches e templates per la Chill Out, la Disco, la Nu Disco, il Pop, Hip Hop, Trap, Chiptune e la World music. Potrei persino dire questo mi ha liberato in termini di produzione, diventando capace di esplorare di più facendo musica in altri generi che mi piacciono allo stesso modo.

LDP:  Io sono un appassionato e scrittore di rock ed heavy metal, principalmente, ma la tua musica mi ha sempre attratto moltissimo. Perché nel “mare magno” dell'elettronica ho sempre trovato la tua proposta molto originale e differente dal resto. Una sorta di ipnosi, dove anche il ritmo più sostenuto si abbelliva con inserti liquidi à la Fender Rhodes (tre esempi su tutti, Let's Ride, Go To e Strom) e coloriture elettroniche di grande fascino. Come hai maturato il tuo suono?

RB: Questo è uno dei più bei  complimenti  che io possa ricevere, perché a mio avviso più generi musicali ti piacciono e meglio è e se posso davvero essere d’aiuto in questo, è grandioso.
Non ho davvero sviluppato un mio sound personale, ma mi dedico soprattutto alla produzione. Tendo a missare insieme inconsciamente parti sonore che ho ascoltato in precedenza in altre tracks o canzoni. 

LDP: Quali musicisti stimi di più, in ambito di musica elettronica? E, in genere, cosa stai ascoltando in questo periodo?

RB: Potrei menzionare di nuovo i Daft Punk riguardo la musica elettronica dal momento che hanno coperto un ampio spettro di stili nella loro musica. Sinceramente sto ascoltando musica sempre meno. Sono più che altro impegnato nella produzione con frequenza  giornaliera.  Se mi sono messo ad ascoltare qualcosa di recente si tratta più che altro di roba non elettronica.

LDP:  Molta gente fa ancora fatica a distinguere i ruoli tra “musicista elettonico” e DJ, oltre naturalmente all'annosa polemica sulla musica suonata e campionata. Secondo te c'è una distinzione opportuna da fare tra musicista e DJ? Lo chiedo a te che sei entrambe le cose, quindi chi meglio di te può rispondere?

RB: Secondo me un DJ non è abile quanto un musicista anche se lo Stems oggigiorno consente ai DJ di andare verso una direzione creativa. Ma proviamo a vedere quanti  DJ - ed in che misura - saranno in grado di usare lo Stems, in fin dei conti. Ho smesso di fare il DJ qualche anno fa, a proposito. Una delle ragioni è che molte persone non sono in grado di operare una distinzione tra chi è musicista e chi è DJ e neppure tra musica buona e cattiva, secondo il mio punto di vista. Ritengo che ci sia troppa idolatria nei confronti dei DJ, specialmente se comparata ad una band che suona.  A mio avviso, per dare un’idea, per essere un DJ devi essenzialmente essere appassionato di musica ed avere un gusto personale ma che possa andare bene quasi per tutti. 

LDP:  Qual è la tua opinione sulla presunta morte del disco come supporto fisico? Sei d'accordo con chi si lamenta dell'eccessivo uso degli mp3 e della musica liquida o credi che bisognerebbe mettersi al passo ed apprezzare la musica al di là di come viene proposta e promossa?

RB: Ho sempre abbracciato il progresso della tecnologia, conscio che possa portare certamente sia cose negative che positive, ma contrastarla non ha alcun senso per me.

LDP: Molti dei brani che hai inciso negli anni sono terribilmente “cinematici”. Penso a bellezze come “Widescreen”. Vorrei domandarti se ti hanno mai chiesto di comporre delle colonne sonore...

RB: Si tratta infatti di qualcosa che mi entusiasmerebbe molto, anche comporre il soundtrack di un gioco, dal momento che risulterebbe persino più dinamico. Nessuno me lo ha proposto sinora ed il fattore tempo mi distoglie dal ricercare attivamente progetti di questo tipo. Ma serberò sempre quel pensiero in fondo alla mia mente.

LDP: Al di là della tua attività musicale, cosa ti piace e ti appassiona oltre la musica? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

RB: Amo la mia famiglia e ci piace fare esperienze vivendo all’estero. Abbiamo intenzione di continuare a trasferirci molte volte in futuro credo, il che funge anche da ispirazione e da catalizzatore della mia attività musicale. In generale non sono una persona che pianifica troppo, sono più il tipo che segue la corrente :)

LDP: Grazie Rene!

RB: Grazie a te Luca!

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I want to make some essential introductory remarks.
As far as my training in music and the consequent deepening are mainly rock and funk in nature (with the logical inclusion of heavy metal, hard rock, post punk, grunge etc.) I’ve always been fascinated by electronic music even though I never could count on the same expertise and competence in that genre that instead I was able to show in my field. As records seller I had to listened to electronic music of all kinds, by refusing a certain part of it and embracing with curiosity and admiration all that was more impressive to me. So I can say that when a musician - who seems to be further from my special area of interest – catches my attention and strikes me, that emotional involvement is real. It’s no coincidence that this interview with Renè Breitbarth  inaugurates a new series of music encounters with artists belonging to different backgrounds.
So let’s talk about a german musician and a producer, author of two albums under his name and of an infinite number of productions, remixes and much more. I’ve got to know the music of René Breitbarth in 2003, when his first album “Solar” was released. In 2004 followed the second work called “With a little luck” that became soon the most played record in the evening hours right in the store where I worked.
It sounded soft, sinuous with such rounded grooves and deeply “ambient” at the same time. Both albums came out with the label that René had founded, that is to say, Treibstoff record. Later I continued to follow his productions which ensured to me, as more technical than instinctive listener, the need of an elegant and nocturnal sound which I prefered for my own aptitude. Probably I owe to René Breitbarth my growing imperative in the years that followed to go into tech house, minimal, deep house to my very great surprise.
As can be deduced from the interview that René has kindly granted to me, we introduce an artist who loves going down different roads, by opening and closing different cycles, so as to improve and motivate himself which is the way it should always be.
In relation to one of the questions that I proposed to him, I’d like to find him again as a composer for one of those movies that are in need of one beat to describe colours, passages, suggestions and also directions. And surely these are tasks that his music was always able to fulfill to the best of his abilities, over the years.



LDP: Well Rene, would you like to tell me how it all started?

RB: I started on a Commodore Amiga computer around 1989. Not too long after that i had access to a quite big analogue studio.

LDP: By listening to your works I’ve always thought that they were able to go beyond the usual definition of “electronic music”, because they are full of cross-references, quotes and different suggestions. Who were the artist have inspired you most?

RB: Thanks for the compliment. It´s so difficult to pick anybody out of so many musicians and genres. As it should  be anynone with a big repertoire i´d say the Beatles if it´s for Rock, Daft Punk for electronic dance music. But I like so much, I also love 80s Pop music in general for instance, which hugely inspired me in terms of harmonies which then again come from all these artists from decades before.

LDP: In my opinion, you didn’t just create a smooth deep house but you were able to achieve something denser and sometimes even darker. You find that this sort of dream-like state could be one of your main trump cards?

RB: Maybe. I used harmonies and atmospheres in these Deep House tracks which brings the dreamy feeling.

LDP: In 1997 you founded Treibstoff Records, in 2008 was the turn of Deep Data Records (specialised in deep house), in 2011 you founded Deep Data Loops and then in 2013 has been the time of Cycle&Spots; the last two labels are mainly focused on sound and loops, an activity that seems to be a full-time commitment for you. In 2014 you chose to stop the production of house and techno tracks so as to dedicate yourself to sound, loops and sound design. Would you like to piece together  your own path with respect to the establishment of your labels? How did you come up to your last choices?

RB: I started Deep Data Loops with "my sound" of Deep House, then I extended the spectrum with my experience in the production of  Techno, Minimal, Tech House. But it developed to much more than that as you can nowadays get loops, sound patches and templates for Chill Out, Disco, Nu Disco, Pop, Hip Hop, Trap, Chiptune and World music from these two imprints. It lead to an improvement of my production skills. I would even say it liberated myself in terms of production, being able to more explore making music in other genres which i like as well.

LDP: Personally, I am mainly an enthusiast and a writer of rock music as well as heavy metal, but your music was always really exciting to me. That’s because in the vast reaches of electronic music I’ve always found your proposal innovative and very different from the other ones. It’s a sort of hypnotism where even the most sustained groove was enriched with fluid insertions by way of Fender Rhodes (three examples out of many are Let's Ride, Go To and Strom) as well as with great emotional electronic shades. How did you develop your sound?

RB: That´s one of the best compliments i got because in my opinion the more musical genres you like the better it is and if i really could help with that, that´s great.
I didn’t actually develop a certain sound, I mostly produce automatically anyways. I subconsciously mix pieces together which i heard before in other tracks or songs.

LDP: Who are the artists whom you appreciate most with regard to electronic music? And generally speaking, what are you listening to in this period?

RB: I could mention Daft Punk here again in regards to electronic music as they perfectly covered this wide spectrum of styles in their music.
Honestly i´m listening to music less and less. I´m busy producing myself on a daily basis though. So i´m basically listening to my own music mostly. If i am listening to something recently, it´s rater non-electronic stuff.

LDP: Many people still find it difficult to draw a distinction between “electronic musician” and DJ, surely aside from the old-age debate about played vs sampled music. In your opinion is there a real need to make a proper distinction between musicians and DJ? I want to ask this to you because you’re both of them, then, who better to explain that than you?

RB: In my opinion a DJ isn´t as skillful as a musician although Stems nowadays let DJs go more into the creative  direction. But let´s see how many DJs will use Stems to which degree in the end. I stopped Djing a few years ago btw. One of the reasons for that IS many people not being able to draw a distinction between musician and DJ nor between good and bad music from my point of view. I think there´s too much worshiping the Dj, especially compared to a band playing. In my opinion, roughly speaking, to be a DJ you basically just need to like music and have a personal taste in music  and that goes for almost everybody.

LDP: What’s your view about the presumed death of records as physical medium? Do you agree with those people who complaint about the disproportionate use of mp3 as well as of liquid music or do you believe that we should accept catching up to the current situation and enjoying the music beyond how it can be proposed or promoted?

RB: I always embraced the progression of technology, surely it brings good and bad things but to "work" against it makes no sense for me.

LDP: Many of the tracks that you have recorded over the years are incredibly “cinematic”. I think to gems like “Widescreen”. I’d like to know if anyone has ever also asked you to compose soundtracks…

RB: That would be in fact something i´d like to do very much, moreover to compose a game soundtrack because it could be even dynamic. Noone asked me so far and the time factor holds me back to actively look out for projects of this kind. But i´ll always keep that thought in the back of my mind.

LDP: Aside from your music activity, what do you like and what do you love beyond music? And what are your plans for the immediate future?

RB: I love my family and we like to experience living in foreign countries. We´re going to continue to relocate a lot in the future i think, which is always inspiring and developing my musical activities, too. I´m generally not a person who plans much, more of a go-with-the-flow guy :)

LDP: Thank you so much, Rene!

RB: Thank you Luca!





 

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