15/10/15

O'Fetaciaro (il mio orrore quotidiano)


Un tempo mi piaceva la musica fusion. Un tempo. Mi gasavo molto ad ascoltare virtuosismi, in particolare bassistici. Per fortuna, mi piaceva anche molto altro.
Poi ho scoperto che mi annoiavo a morte, tranne rare eccezioni. Come in quei rapporti che dai per scontati, poi ti svegli una mattina e scopri che tutto ti è estraneo e lontano.
Oggi, e da diversi anni, mi divido tra più generi musicali. L'heavy metal allegrone tutto tette e birre naturalmente non mi appartiene affatto. Certe cafonate americane e certe imitazioni europee sono insostenibili. Anche qui ci sono doverose eccezioni. Come i Kiss, W.A.S.P.  e Motley Crue, che non mi sembrano certo degli indagatori degli abissi dell'animo umano, ma mi piacciono ancora. Certo, se voglio riflettere ed arrivare a qualche conclusione, non sceglierò certo i Kiss.
Comunque, da anni ho lasciato la fusion. Come posso aver lasciato D'Annunzio.
Eppure, c'è ancora qualcuno che mi ferma per strada o mi cerca, mettendomi di fronte al fatto che io sono un fissato per la fusion. Quando le persone non si aggiornano sulla vita degli altri -ed è pienamente legittimo- si rischia di prendere dei granchi. Granchi imbarazzanti e poco belli da vedere. 
Un tizio che neanche ricordo come si chiama, ma che nei negozi dove ho lavorato chiamavamo “O'Fetaciaro”, mi chiede se gli posso suggerire dischi di bassisti a sette o otto corde.
Me lo chiede al bar, dove lo incontro per caso. Lo chiamavamo “O'Fetaciaro” perché ha un fiato perenne impastato di pesto alla genovese, tartaro e carne semicruda. Avrà scopato quattro volte in vita sua, se gli è andata bene. Vive per la musica. Una musica di merda, fatta di convintissimi acrobati dello strumento. Tastierine isteriche, basso slap, assoli di batteria e vocalizzi femminili da colite spastica. Orrore supremo. Orrore ricusato da molto tempo.
Non voglio parlare di musica con lui. Lui ancora mi vede con quel gilet del cazzo addosso. Non si è aggiornato ed è stato un bene che non lo abbia fatto. Mi immagina a sbavare per un assolo di basso e passare come lui il tempo ad acquistare dischi esornativi, per gente abbiente e sostanzialmente insensibile.
Rispondo con imbarazzo, a monosillabi, vorrei che sparisse.
Ho comprato un cofanetto dei Casiopea”, mi informa. Che puzza quell'alito. Maledetto.
Capisco. Bene”
Poi ho preso un'edizione giapponese dell'ultimo di Marcus Miller e ho scoperto una band quebbecchese di fusion tipo un incrocio tra i Toto e gli Spyro Gyra”
Capisco. Bene”
Mastica il cornetto. La sua bocca è un'esposizione di bolo, molliche maciullate e denti irregolari. È il mio orrore quotidiano. Il mio prezzo da pagare. Ogni giorno devo saldare una rata diversa allo sportello dello squallore.
Ah, poi sono stato dove lavoravi tu e mi hanno det..”
Non mi interessa”
No, è che hanno preso dei dischi...”
Non mi interessa”
Scusa, ma hai chiuso male?”
Ho chiuso. Mi piace chiudere”
Scusa”
Dice scusa con la tipica “sh” dei napoletani poco interessati alla dizione. Il mio orrore quotidiano.
Finiamo la colazione in silenzio. Vorrei che sparisse. Ci salutiamo freddamente, ma lui mi fa la domanda finale: “E che stai ascoltando tu? Non ti piace più il basso?”
Non mi piace più il basso? Quest'uomo è totalmente pazzo.
In questo periodo ascolto Gang Of Four, Disappears, Talking Heads e derivati. Anche 23 Skidoo e A Certain Ratio
Sono tipo Yellowjackets?”
Inutile continuare.
Sì, in un certo senso”
Quindi fanno fusion?”
In un certo senso”
Muori. Cazzo, muori. Il mio orrore quotidiano. L'Equitalia dell'anima. Ma vaffanculo veramente.

Esco dal bar. Lui va a destra, io a sinistra. Regolare.
Piove. Tempo emotivo. Cupezze del cielo. Ho bisogno di un disco molto emotivo, devo tornare a casa. Credo che metterò su "Fire dances" dei Killing Joke. Un disco cupissimo. Non vedo l'ora. Sì, ho bisogno di questo: mezzo sogno, mezzo Inferno. I colori pastello sono buoni solo per l'intimo femminile da sbirciare.
Ma, mentre armeggio con l'odiato ombrello, mi sento toccare la spalla con energia. È di nuovo lui, O'Fetaciaro.
Che c'è?”, dico scortesemente.
Shcusami Luca, mi sono accorto che non ho il tuo numero di telefono”
Mmh. E perché dovresti averlo?”
Un tempo lo avevo”
Non credo. Lo escludo”
Forse hai ragione, shcusa. Forse avevo quello del tuo collega, quello con i capelli color...”
Non mi interessa”
Qualche volta l'ho chiamato”
Non mi interessa”
Vabbuono, senti ma non vuoi darmelo il tuo numero?”
Perdonami, ma per farne che? Sei una persona simpatica, ma non siamo amici”
È come se gli avessi dato un pugno. Arretra, con un'espressione tra il disgustato e il sorpreso.
Mi guarda con una bocca a dodecaedro. Attorno alla bocca ci sono molliche masticate e uno sboffo di crema chantilly. Il mio orrore quotidiano. Sto ancora pagando.
Sei villano, però”, dice. Proprio così: “villano”. Una parola che non ti aspetteresti da lui.
Io volevo solo parlare di musica con te, ma tu sei un villano”, si giustifica. Io non dico niente.
La sua faccia è ora cattiva. È bruttissimo.
... e comunque non mi stupisco che ti hanno fatto fuori là dentro... hai capito? Cioè, è normale con uno che fa così... anzi ti dico che mi fa piacere che ti hanno cacciato... hai capito?”
Ho la sensazione che voglia mettermi le mani addosso. Serro la mano sinistra a pugno. La tengo dietro la schiena. Incocci male, penso, ho da smaltire qualcosa come trent'anni di rabbia conservata. Ma resto calmo.
Ma tu vedi a questo villano... questo scostumato”, dice, allontanandosi lentamente. Ho ancora la sensazione che potrebbe improvvisamente scattare.
Buona giornata”, gli dico, con un sorriso forzato. Non ne vale la pena. Proprio con O'Fetaciaro non potrei mai.
L'unica cosa sensata che potrebbe fare per se stesso sarebbe farsi togliere le costole ed iniziare a succhiarselo da solo, con gli Spyro Gyra in sottofondo. D'Annunzio docet. È un dato tecnico incontrovertibile: con il cazzo in bocca si parla meno.

Piove e piove. Il mio orrore quotidiano. È andata, anche oggi.

LdP, 15 ottobre 2015

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