15/09/15

Ti scopo, anzi no, chiedo venia


Ci sono degli uomini che ce l'hanno scritto in faccia, che sono rotelle dell'ingranaggio. Rotelle, nemmeno pistoni. Magari fossero pistoni.
Uno di questi è Pietropaolo. Un uomo da un orgasmo alla settimana. Appassionato di fai-da-te, di piante da appartamento, dei Led Zeppelin, della mamma, del ragù e dei dvd di Eduardo.
Ha votato Berlusconi, perché aveva creduto in lui. Ci aveva creduto sul serio. Ora vota Renzi, perché ci crede sul serio nel Divino Scout. Non è una questione di progressismo o ideologie. Pietropaolo non avrà mai il coraggio di un'ideologia sbagliata o di una monomania. Pietropaolo crede negli uomini, pensando che possano aiutarlo. A risparmiare. A fare più soldi. A non pagare la seconda casa. A sveltire pratiche pubbliche alle quali non intende sottoporsi. Pietropaolo non vorrebbe pagare niente, davvero niente. Neanche la spesa al supermercato, magari. Ha creduto nel vatusso di Arcore e adesso nel Biascicatore di Firenze. Tanto è la stessa cosa.
Pietropaolo non ha mai tradito la moglie Malga. Questa sarebbe una nota di merito, ma non c'è merito in questa fedeltà. Perché Pietropaolo non ha lo stomaco per cercare di dirigere il suo cazzo dove vorrebbe; e non sempre la direzione espone il cartello “Malga”. Prendiamo il caso della sua collega Capinera, quella che gira sempre con quei gonnellini a sottanina, ha le labbra a canotto morbido e le tette forse ritoccate, sembra in un centro di Malaga, in Spagna. Ecco, Capinera lo eccita parecchio. E infatti ci ha flirtato per due anni. Si è creato anche un falso account facebook sotto lo pseudonimo di “Hamsik Zeppelin” per chattare equivocamente con lei. Lei è stata al gioco, perché per lei è tutto un passatempo, anche se non succede niente. A lei basta piacere e non sentirsi avviata alla vecchiaia per stare bene. A volte basta poco. Pietropaolo è stato capace di chiedere casa ad un amico per andare a chattare con Capinera. Perché sapeva che si sarebbe masturbato durante la chat. In genere, uno chiede in prestito una casa o una stanza per scopare seriamente, non per tirarsi un auto-grattino durante una chat. Quando -dopo un penoso corteggiamento fatto di faccine, battutine, stralci di poesie prese in rete ed emoticon- pareva che le cose fossero pronte all'uso, Pietropaolo si è tirato indietro, preso dagli scrupoli e dalla paura. E se poi Malga mi lascia, come cazzo faccio?, ha pensato. Non ne vale la pena, per una scopata o poco più. Quindi si è goffamente tirato indietro ed ha deciso di riscoprire la moglie, le piante, il loro bell'appartamentino tanto sudato ed è persino andato in chiesa due volte in un mese per darsi l'idea di essersi purificato.
Poi, qualche volta e con un enorme senso di colpa, ha ripensato alla bocca di Capinera mentre era sotto la doccia e si è toccato lentamente fino a venire. Ma dopo, probo uomo, ha abbracciato la moglie in cucina mentre lei preparava da mangiare. Un cous-cous speciale, la cui ricetta campeggiava a pagina 27 di quel settimanale generalista sui programmi tv e sul gossip. Due voti per Renzi e un cazzo di media lunghezza ritirato dal mercato è un buon risultato, in una moderna famiglia borghese.

Pietropaolo ogni tanto mi ordina dei dischi. Spesso si tratta di cacofonici bootleg dei Led Zeppelin. Non capisce un cazzo di musica, ma ha tentato di aprire una pagina per fan del rock duro su facebook. Quarantatré adesioni e nessuno che se lo caca di pezza. Non credo che Pietropaolo mi apprezzi come persona, quel poco che intravede lo spiazza ed un po' lo disturba. Credo che mi veda come un mezzo pazzo che si arrangia dopo aver perso il lavoro. Una volta per curiosità è andato a leggersi un mio racconto sul blog e si è schifato. Troppe parolacce, e poi non si capisce che vado cercando, sembra un diario pubblico fatto apposta per scandalizzare. Deve aver persino creduto che vorrei essere un Melisso P. o scrivere quelle puttanate sulle sfumature di colori tra le cosce. Può darsi che io lo accontenti tra qualche anno. Potrebbe, un libro del genere, tornargli utile per flirtare con una new entry ma sempre con il cilicio sotto le palle e chili di ipocrisia nel cuore.
Nemmeno io stimo lui. Penso che sia un comico stronzo. Non ha stoffa in testa, in petto e nei coglioni. Ci serviamo a vicenda, altrimenti saremmo nemici, in quel modo patetico con il quale ai giorni nostri si detesta qualcuno.

In ufficio, Pietropaolo fatica a tenere a bada un'erezione inerziale causata dai movimenti felini di Capinera. Quella donna lo porterà alla follia. Continua a guardarle la bocca, dalla sua scrivania. E poi passa alla foto della moglie, che campeggia accanto al telefono e ad un portapenne comprato dai cinesi, con un fiorellino che spunta. La vita sa essere crudele, pensa Pietropaolo. Lo stesso pensiero che fece per quel rigore sbagliato da Higuain con la Lazio.
“Devo resistere”, mormora tra sé e sé, “voglio diventare padre e poi Malga cucina bene e quando eravamo fidanzati mi faceva dei grandi pompini al sapore di birra”.
In fondo è un brav'uomo. Sa il fatto suo: sopravvivere e costruire. Nessuno, neanche il sacrestano con il quale si è confidato, potrebbe fargliene mai una colpa.

LdP, 15 settembre 2015



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