08/09/15

Schizzare a salve su un tapis roulant ed emigrare in Galles


La tizia che abita sopra di me si mette a correre sul tapis roulant alle sette del mattino. Prima va piano, poi aumenta di poco, infine si lancia nello scatto finale. Un po' come scopare. Penoso. Io mi auguro che ci resti, su quel cazzo di tapis roulant. Con le sue cuffiette analgesiche che trasmettono musica di merda, canzoni italiane culocuore in mano o nenie negrosbiadite per anime ignoranti, ignoranza soul. La naiade passa tre ore buone sul tapis roulant. Vuole tenersi in forma. Vuole che le sue cosce siano toniche. Che le sue tette siano sode. L'ho incontrata per strada. Era seminuda, vestitino blu cortissimo. Neanche per un secondo ho avuto voglia di metterglielo dentro. Preferirei una sottiletta. Portava a spasso un cane giocattolo, una specie di pulce nervosa, e si guardava attorno per la conta delle erezioni. Mi sono chiesto come dev'essere la sua faccia durante un orgasmo. Non so se è vaginale, clitoridea o altro. Ma il suo volto durante il piacere dev'essere deprimente come il resto. Vacuum cleaner. Non dev'essere un'epifania di fuoco, schizzarle dentro. Troppa banalità da tenere sotto controllo. Penso che sarebbe più eccitante recitare una poesia di Keats al suo cane e sperare che si innamori di me. Il cane, naturalmente.

Della nazionale italiana di calcio non me ne frega niente. Assolutamente nulla. Viziati miliardari mezzi analfabeti, strapagati, retorici sui social, ospiti in programmi televisivi per ebefrenici, banali idoli di sterco e credenze popolari, i famosi “undici uomini in mutande dietro ad un pallone”. Ho tifato forte per l'Italia solo durante i mondiali del 1982, ma avevo dieci anni solamente ed era comunque tutta un'altra cosa, a cominciare da Enzo Bearzot. Adoro il calcio, davvero. È uno sport splendido, ma le mie preferenze vanno ad altre nazioni. Per il Galles, prima di tutto: ossessione che non mi ha mai abbandonato dal 1979. Tifo veramente per il Galles. Quasi come per la Fiorentina. Da due mesi a questa parte sono tutto trepidante per la storica qualificazione (incrocio l'incrociabile) che si profila, quella agli europei 2016. Sono anni che mastico amaro per i mancati successi del Galles, ma non ho mai smesso di amarlo. Sono felice per la qualificazione dell'Islanda, già arrivata e sorprendente fino ad un certo punto, attendo con ansia e buona predisposizione quella dell'Irlanda Del Nord, per la quale simpatizzai proprio ai mondiali spagnoli dell'82. Altre nazionali che mi piacciono sono il Lussemburgo, Gibilterra, Liechtenstein (anche se sono ricchi tutti, lì), Nuova Zelanda, Honduras, Finlandia, Far Øer, Malta. Per le squadre di club, naturalmente Swansea City e Wrexham, gallesi.
Vorrei trasferirmi in Galles. Non hanno Renzi, in Galles. Non hanno Il Volo e Bruno Vespa. Non c'è Maria De Filippi e credo che la tv gallese non trasmetta tutte le fiction di merda per le quali la Rai spende i nostri soldi. Non so se in Galles ci sono i pacchi di Insinna, le scosse, le veline depilate, l'isola degli stronzi e altra robaccia popular simile. Non essendoci Renzi, forse in Galles non c'è nemmeno bisogno di un Grillo. Penso che a Cardiff avrebbero ucciso Berlusconi. Non gli avrebbero permesso di imperversare per un ventennio. Ma d'altra parte qui in Italia è già accaduto di scegliersi una pena ventennale senza senso.

Mi piacerebbe formare il Partito Anarchico Gallese. Lo stemma del partito avrebbe la Ⓐ, il dragone gallese e l'effigie di Neville Southall, l'ex portiere della nazionale ai miei tempi.
Musicalmente, tra gli altri, il Galles ha prodotto i Badfinger, John Cale, The Alarm, il bassista dei Deep Purple Roger Glover, Paul Chapman degli Ufo, Kim Simmonds dei Savoy Brown, Spencer Davis e Percy Jones dei Brand X. Niente male.
Potrei sedermi su una panchina di Swansea e recitare al vento, in un inglese maccheronico, Dylan Thomas e poi morire. Meglio che disegnare un cazzo sulla scheda elettorale qui in Italia e finire in un corso di new age con dei pantaloni larghi, alla caccia di emozioni ed erezioni perdute.

Ho dei boxer con la bandiera gallese, ma non li indosso mai. Per rispetto. Certo, a capodanno preferirei quelli ai tradizionali rossi. Intanto, le ore sono trascorse e la naiade è tornata ad esercitarsi con il tapis roulant. Chissà se la tipa dispone di un maggiordomo che le passa limonata amara e integratori a pause regolari. La gente non ha proprio un cazzo da fare. La dispersione di energie in giro è spaventosa. Agli italiani piace avere tanti passatempi e possibilmente non pagare le tasse. Risparmiare, sempre e comunque. Ottenere privilegi e poi mantenerli. I più sensibili si buttano sulla salvaguardia della cultura, salvo dare via il mazzo dopo qualche mese di coerenza. In fondo, l'Italia “alternativa” all'Italia idiota vive male comunque, le reazioni sono solo scenografiche, le cause comuni sono piuttosto patetiche e resta la sindrome della supposta per fare la cacca e dell'olio di ricino.

È scesa la sera. Non cucinerò gnocchi per me e nemmeno per gli altri. Anche oggi non mi sono convertito. Anche oggi ho evitato di cercare gli agganci giusti. Non ho scritto quelle mail ruffiane. Non ho contattato quella testa di cazzo che potrebbe introdurmi non si sa dove. Non ho fatto finta di aver scritto un saggio sul dramma immigrazione. Non ho recuperato quei contatti con i quali basterebbe cospargersi il capo di cenere ed inscenare una mancanza altrimenti totalmente assente. Non ho dato adesione ad alcun movimento di pensiero o sedicente partito. Non mi sono iscritto in quella palestra dove il mio amico Carobnjaci mi ha detto che si scopa facile, e mal che vada si succhia e lecca nelle pause. Non mi va di schizzare sulla plastica mentre MTV manda un video con una canzone d'amore del redento Neffa. Non mi va nemmeno di passare un trancio di poesia gallese su whatsapp.
Vorrei girare un videomessaggio per i servi di Renzi e per tutti i moderati, per tutti gli amanti dell'Expo, per i cucinisti, i vinopompinisti, gli scrittori neoleggeri e neoclassici, per tutte le fotocopie della Santanché, per tutti quelli che si rincoglioniscono tra posti al sole, drammi caraibici e trasmissioni sportive con pelo di fica bagnato il giusto.
Avvolto in una bandiera gallese, su un tapis roulant, stordito da un'aria tenorile in mp3, proclamerei la nascita del Partito Anarchico Gallese in Italia e poi reciterei una poesia di Dylan Thomas in lacrime per una donna inesistente, una donna di quelle che piacciono ai lettori cretini, quelli che confondono il romanticismo con la vocazione al dramma senza sperma.
Il gelatino merda e sperma è la specialità della ditta vita, è con quello che andiamo avanti. Ogni tanto la passione ci fa sentire diversi e avviati diversamente. Ma dura tragicamente troppo poco, ed ecco che torniamo alle nostre preoccupazioni principali. Fottere, non pagare le tasse e vincere lo scudetto alla faccia di.
In un paese civile non si verificherebbe mai la scena da me vissuta ultimamente, con un multiproprietario di palazzine che si lamenta della situazione economica “in faccia” ad un disoccupato in mobilità, io nella fattispecie. Un creso del cazzo che piange sulla spalla slogata di un rifiuto della società (sempre io), un invisibile (ancora, ancora io e pure me).
Galles, aspettami.

LdP, 8 settembre 2015

Nessun commento:

Posta un commento