30/09/15

Dai Pilot ad Elton John e gli Alan Parsons, intervista a David Paton


Pochissimi musicisti possono vantare il pedigree di David Paton. David ha suonato davvero con il gotha, ma conversando con lui il suo meritato status di leggenda non pesa affatto.
La sensazione, confermata poi dalle sue parole, è che David Paton sia un musicista di grande talento completamente innamorato della musica. E questo è raro, ancora di più in tempi di ego spropositati e rivendicazioni di autenticità artistica.
I primi successi David li ebbe con il gruppo Pilot, autore di cinque album (escluse le innumerevoli raccolte), band che eseguiva un pop rock raffinato ma capace di graffiare, ben confezionato ma suonato con grande personalità.
Sullo sviluppo della carriera di David Paton ci sarebbe tanto da dire che è meglio affidare a lui il compito di esporci il suo punto di vista. Alan Parsons Project per tanti anni (i migliori), Kate Bush, Camel, Sir Elton John (chi può dire di non aver seguito ipnoticamente la bassline di Nikita?), i dischi solisti di Fish dei Marillion e poi una carriera solista davvero molto interessante. Ho ascoltato con grande attenzione i dischi a nome di David, e posso assicurare che sono da avere. Nonostante l'altissima competenza strumentale (anche come chitarrista), è il corpus musicale a focalizzare totalmente l'attenzione, ricordandoci piacevolmente che David è stato fondamento nei Pilot, pilastro ritmico degli Alan Parsons Project e session man aureo per tutti coloro -e i nomi sono noti- che lo hanno voluto al loro fianco.
Vi lascio all’intervista che David mi ha concesso, non prima di permettermi due annotazioni personali: ho sempre pensato che l'approccio di David Paton al basso fretless avesse qualcosa di unico e di riconoscibile (come del resto quello al fretted); la seconda è una curiosità. Durante la stesura di quest'intervista ho ripetutamente ascoltato “Hold me” dei Pilot, in versione live del 1975 (da Blue Yonder); non sono riuscito a star fermo un attimo, il basso di David è una sorta di sirena ritmica alla quale non si sfugge.


Troverete l'intervista integrale sul mio sito web Bass, My Fever al seguente link:

DAI PILOT AD ELTON JOHN E GLI ALAN PARSONS: INTERVISTA A DAVID PATON

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