05/08/15

Burattino di vento


Il tipo della pizzeria vuol fare il simpatico. In modo forzoso e studiato. Non mi entusiasmano quelli che fanno i guasconi di battuta pronta. Non si è brillanti se si finge di ridere alle proprie stronzate; non si è seduttivi se si cerca di apparire piacioni e magnetici.
L'acqua del porto è sporca. Peggio di una fogna. Ci galleggia di tutto e l'aria è ferma. Non ho voglia di stare alle battute del tipo, per cui non lo guardo mai negli occhi. Poco lontano, a tre tavoli di distanza, una donna con una gonna color senape -cortissima- si è tolta le scarpe sotto il tavolo e intreccia i piedi. Indossa una cavigliera e lo smalto è rosso. Conosco varie persone che farebbero di questa scena una fantasia per masturbarsi.
Guardo lei e il suo uomo. Avranno fatto sesso nel pomeriggio. Probabilmente nella posizione del missionario. Protetti. Profilattico. Foto di gioventù appese al muro. Stupide canzoni italiane. Bastoncini d'incenso e, chissà, gel intimo, quello che reclamizzano in televisione con quella falsa dottoressa che è davvero grottesca. Ci sta una pizza croccante dopo una chiavata tutta sudore e promesse di continuità.
Bisognerebbe usare solo Lonnie Liston Smith per il sesso. Celestiale e bollente. E magari dopo morire. Partire ogni volta, dopo, senza essere dei bastardi. Solo partire. Senza pretese, senza libri, senza compilation insopportabili, senza tattiche di seduzione prese in prestito da qualche film piuttosto scontato.
Non trovo che i piedi di quella donna siano erotici. Non mi andrebbe di averli dietro la schiena. Niente è erotico stasera. C'è aria di partenza, di scorciatoia a strapiombo, di inutile attesa del temporale.
C'è aria di menzogne e di shampoo, di camerieri idioti, di pizze troppo calde, di sigarette spente male.

Hai da accendere, bello?”, mi chiede un tipo appoggiato ad un muretto. Bello sarai tu, scrostacessi. Gli porgo l'accendino e non lo guardo negli occhi. Niente confidenza stasera.
Bello sarai tu, stronzo. Lingue in bocca al porticciolo d'afa, tanta saliva e nessuna nave con belle luci. Sensibilità mannaia. Fili scoperti in acqua sporca. Estate che sembra non finire mai.

Mi ricordo di te”, mi dicono due persone, una coppia, mentre sono al bancomat. Io non mi ricordo di loro. Proprio no. Saremo usciti insieme anni fa? Io chi ero? L'amico di quell'altro amico? Il futuro “fidanzato avanzato” di quel fallimento? Quanti anni mi davo all'epoca, di aspetto e da vivere? Non ricordo niente.
Che musica ascoltavo? Avevo già la carta bancaria con microchip? Di sicuro fumavo Camel Lights, che sono quindici anni ormai. Questi due sembrano felici, penso. Lo sono anch'io, con le mie modalità notturne. O di apnea. Non mi sento infelice. Non ho rivendicazioni di sorta. Mi è anche andata bene. Solo che non mi ricordo di questi due. Li liquido con gentilezza. Sento addosso la voglia di tornare a casa, non accendere le luci e ascoltare Darkest Dreaming di David Sylvian. Proprio perché non sono infelice. Per niente. Mi piacciono semplicemente i colori cupi e sono stanco di spiegare perché. Ho smesso da anni di fare battute simpatiche per sdoganarmi. E poi non ho un diario. Anche se molti pensano che io di notte scriva un diario. Tutti i miei diari li ho bruciati tanto tempo fa. Non li rimpiango. Il blog non è un diario personale. Non è un termometro della mia anima. La mia anima è una stronza e non si fa mai trovare. È solo una vecchia signora che ha sognato per anni il cielo mentre dava una mano di pittura nelle camere da letto. Non c'è altro. Non voglio che sia altro. Che sembri altro. Che venga intercettata nelle strade sbagliate.

A casa trovo i miei appunti. Le idee che ho già superato e forse ucciso. Le ambizioni letterarie sono solo un modo per pulirsi il culo quando il panorama fuori non risponde alle aspettative. Gli eroi negativi li incontro ogni giorno. Sono nascosti nelle facce “normali”, nelle abitudini “normali”, nella ridicola supervalutazione delle loro possibilità di espressione e di gittata. Sono così osceni nella loro saggezza assortita, così improponibili nel ruolo di battistrada del giusto.
Non creerò un eroe negativo. Mi piace l'idea di un burattino trasparente, del colore del vento. Uno senza antidoti. Uno senza protezioni. Uno che muore in vita, uno che sappia amare in caduta senza diventare fiaba.
Al rogo tutte le fiabe del mondo.
Uno che emani calore di notte e che, definitivamente, non mi somigli.

LdP, 5/8/15

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