23/07/15

Sobrietà Umiltà Vendetta


Il tizio con il SUV quasi mi investe, mentre torno a casa tutto sudato con le buste della spesa. L'ennesimo imbecille che nel SUV vede ed ostenta l'allungamento poco utile del suo cazzo.
Trattasi di un ragazzone con le braccia muscolose, tatuate; questo riesco a vedere nel rapido ed arrogante passaggio che rischia di porre fine ai miei giorni. Riesco a vedere anche le cosce nude della sua passeggera, stese quasi sul cruscotto.
Uno di quelli che fa tutto in automobile. Anzi, con il suo SUV estensione del pene. Uno di quelli che sembra che la vita se la mangia, sicuro di sé, del suo status, dei suoi vizi. Uno che non si sarà mai ritirato a casa a piedi con questo caldo e la spesa dietro, come i vecchi.
Non invidio il suo SUV e il suo cazzo. No. E non vorrei come partner una capricciosa arrapona con le cosce sempre in mostra e un esercito di riserve nel cuore vuoto pneumatico.
Non mi hanno mai eccitato donne del genere. Non mi sono mai piaciute le scopate mezzo soap opera mezzo seduta in palestra con steroidi, anabolizzanti e sciocche battute di buon senso.
È un caldo maledizione, quello di questi giorni. Avrò perso venti chili in sudore e incazzature.
Desidero acqua gelida e luce notturna. Voglio le finestre delle case chiuse. La gente muta. Le radio con le canzoni estive fuori uso. No selfie, no cocomeri, no libri da ombrellone.
Lo so che fumare fa male, con questo caldo: per giunta sono in salita. Forse creperò appena raggiunto il cancello. Fine di una parabola contraddittoria. Fine di equivoci, stronzate, inutili rimandi al passato, fine di spiegazioni pretestuose, di interpretazioni lubrificate, di passioni fraintese, di amicizie con la chiave di carica dietro il culo, fine ingloriosa di piacionerie passatempo che valevano meno di un omicidio o di un furto.
Fine di quelle sciocche lezioni con coccarda e cartella, porta gratitudine, porta rispetto, sii assennato, non drogarti, non bere, non desiderare la donna d'altri, non rubare, non commettere atti impuri.
Precetti e regole. Continuamente. Ma si può sapere una buona volta chi cazzo è il capitano della nave? Cosa vuole e cosa va cercando? Perché sono un po' stufo, stanco di ammutinarmi in faccia ai suoi sottoposti e non a lui. A chi devo consegnare i miei gradi se non voglio far parte della ciurma e preferire lo status di naufrago? A chi devo inoltrare domanda?

Le notti sono lunghissime. Bollenti. Annego in temperature da latte bollito, con tanto di pellicola, con tutto il caravanserraglio dei sogni appresso. Sogni destabilizzanti, abortiti in percentuali risolutive. Sogni da naufrago. Sogni da uomo in mare che continua a scambiare le scialuppe per pericolosi predatori marini e se ne allontana.

A casa mi lavo, mi profumo, mi pettino. Continuo ad avere la faccia che non corrisponde a quanto ho dentro. Soffro d'insonnia e mi mando affanculo in continuazione. E non ne posso più di esperti. Di musica, di quadri, di cinema, di sport, di sesso, di arte in genere, di cucina manco a parlarne. Persone che parlano troppo e si scopano da sole. Si scopano allo specchio con i rossetti delle madri e delle sorelle. Uomini che si depilano il culo, se lo guardano allo specchio e magari si masturbano, nell'illusione di essere anche oggetti di piacere da rimirare. La maggior parte degli “esperti” sono solo dei palloni gonfiati con l'ego a forma di vibratore. Fa troppo caldo per sopportare tutta la supponenza in giro. Fa troppo caldo per fare i bravi bambini.
L'anima non è una pistola d'ordinanza, da queste parti. Neanche un SUV. E non il sesso. Non c'è moderazione, in queste stanze di sudore, pazienza e affanni senza custodia protettiva.
Trilla il telefono, ma non voglio parlare di fantasmi.
L'altarino dei ricordi melliflui ha un piede rotto, come i tavoli nelle case degli sfrattati. Le preghiere agli dei tornano indietro come chiamate rifiutate. Ogni piccola concessione di Dio paghi lo scatto alla risposta e poi ti fotti in qualche modo.
L'entusiasmo sessuale ha un apparenza sgranata e fuori fuoco, proprio come le foto ai fantasmi, quelle che fanno gli imbecilli nelle notti di pioggia, sperando di cogliere il mistero e diffonderlo. La fissazione della giovinezza è come un banco di pesce avariato, scartato dalle casalinghe attente al prodotto, fotografato dai turisti di tutto, i turisti della vita, i turisti della grande curiosità esistenziale. Fa ancora più caldo e continuo a fumare.

SUV. Sempre Uniti Veglieremo. Salsicce Unte Vittoriose. Sesso Urticante Vorticoso. Sedimentate Unioni Vivaci. Sobrietà Umiltà Vendetta. Ecco, questo è l'acronimo che preferisco.
Ma la vendetta è una cosa brutta, non si fa”.
Ma chi lo dice? Il Capitano? E chi lo ha mai visto, il Capitano?
Io vedo solo gente che gli lava il ponte, la cuccetta, la cabina, la divisa. Vedo solo schiavi in livrea, ognuno con addosso la sua maledetta e consistente filosofia di sopravvivenza. Niente che porti lontano. Niente che sia naufragio e basta, non di quelli finti che si portano oggi, quelli in cui vince la morale banale “tutti possono recuperare”.
E se uno non volesse?
Io il ponte non glielo lavo, al Capitano. Ho troppo caldo e ho commesso troppi errori. Il bonus non me lo merito e non lo voglio. Tutto quello che desidero adesso, proprio adesso, è uno specchio scuro di acqua fredda, il passaggio della nave meraviglia immensa e da sognare a distanza di sicurezza.
Come un testimone e non come un figurante. Senza perle di saggezza in bocca, miste a saliva, impazienza, quell'improvvisazione sentimentale nei confronti della propria vita che è solo un danno, una marchetta, un equivoco, un SUV senza motore.

LdP, 23/7/2015

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