01/07/15

Coda blu notte


La pelle scotta. Sembra un pezzo di lava che cerca una posizione nel letto troppo piccolo.
Respiro male perché il soffitto è basso. Ogni soffitto è troppo basso. Solo il cielo può concedere il giusto spazio per respirare.
L'insonnia è un mostro. È pura irrazionalità. Inquietudine. Irrequietezza. Quando sono insonne mi sento capace di tutto. Mi sento libero. Libero e condannato allo stesso tempo. Un pezzo di fuoco che si è sdraiato. Anche se riposare è una sfida troppo grande ed impegnativa.
Quando cerco di dormire mi rendo conto di essere un falò ambulante. La mia mente elabora strategie per superare ogni limite. Qualsiasi ostacolo. Qualsiasi tabù e qualsiasi sconcertante contraddizione.
L'insonnia mi porta a cercare di sedurmi in continuazione; con un'idea, un proposito, un'impresa difficile, con mosse innaturali, in apnea e senza respiro, per alimentare le fiamme.
L'insonnia non è semplice insonnia: è fuoco.
Corpo caldo, stanchissimo e vivo, cuore blu elettrico, mani trasparenti e sogni a strapiombo, in attesa di una selezione che farà molte lacrime e molti temporali.
Quando sono insonne, e capita spesso, cerco di prendere le distanze da tutta la razionalità del giorno, dai mille tentativi di calibrarsi, di darsi una disciplina che sembra non essere mai davvero entrata sottopelle.
L'insonnia è uno dei fuochi fatui, è uno dei movimenti della paura che si fa ribellione e rischio, è una solitudine profonda che gioca a fare Dorian Gray, è un insulto al buonsenso più comune.
Sarà per questo che finisco sempre per addormentarmi, prima o poi. Mi disinnesco quando non ci credevo più.

LdP, 1 luglio 2015

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