20/05/15

Recensioni - DEAF DEALER "Journey Into Fear", Cult Metal Classics 2014


DEAF DEALER – Journey Into Fear (Sonic Age Records/Cult Metal Classics 2014)

Chi ha avuto modo di leggere la mia intervista al bassista dei Deaf Dealer, Jean-Pierre Fortin, su questo blog già saprà di quale disco sto parlando.
Per gli altri, mi basta dire che questa ristampa della sempre meritoria label greca Cult Metal Classics è degna di massima attenzione per tutti coloro che hanno amato l'heavy metal più puro degli ottanta, ma anche per chi ha amato gli Iron Maiden e quelle band classiche che proponevano un sound sorretto e per così dire “tipicizzato” dal basso elettrico.
Infatti, pur offrendo all'ascolto una cifra originale e di notevole impatto, ascoltando questo classico per troppo tempo sommerso dall'inadeguatezza del mercato discografico non possono non venire in mente (anche) gli Irons e Steve Harris, vista anche la geometria della formazione, basso centrale, doppia chitarra solista, voce e batteria.
Jean-Pierre Fortin, coadiuvato dal vocalist Michel Lalonde, dai due axemen Yves Pedneault e Marc Brassard e dal batterista Daniel Gregoire, sforna infatti al basso una prova davvero maiuscola, connotata da stop and go, arpeggi e cavalcate harrisiane di notevolissima fattura, mai fuori contesto e capaci di tingere il sound della band canadese con grande forza.
Journey Into Fear”, originariamente inciso nel 1986, araba fenice per tanti cultori del metal ottantiano, supera però agevolmente la prova del tempo; anzi, paradossalmente, suona più moderno e compatto di tanti dischi usciti negli ultimi anni. Un insistito paragone con gli Iron Maiden non farebbe giustizia alla band canadese, però posso dire tranquillamente che questo lavora non sfigura affatto se associato a lavori come “Piece of mind” e “Powerslave”. La competenza tecnica è altissima.
Gli episodi felici del disco sono molti. “Back to God's country” apre con aggressività, “Mind games” travolge da subito con la batteria ed è una cavalcata veloce e spietata, “Blood and sand” parte come una ballad ma si evolve al meglio, “Tribute to a mad man” si affida ad uno dei tanti bass start da urlo, “To hell and back” gioca su intarsi veloci e molto tecnici tra sezione ritmica (con Fortin sugli scudi) e i due axemen.
Escape from the witch mountain” è un pezzo strumentale di grande forza, ed è qui che quelli come me possono toccare il cielo con un dito, considerato che Jean-Pierre Fortin non ha un solo momento di tregua, con una presenza corposissima e, qui con la piena valenza del complimento non derivativo, davvero vicina alla meravigliosa bulimia di Mr. Steve Harris.
Il disco si chiude con la title track, cupa ed epica a suggello di un riuscitissimo esempio di NWOBHM in salsa canadese, salsa per verità assai saporita, a confermare tutta la straripante qualità musicale di quella terra.
Difficile comprendere come un disco del genere sia rimasto sommerso per ventotto anni, considerata la qualità. Mi auguro sinceramente che questa splendida ristampa ottenga tutta l'attenzione dovuta, una sorta di doveroso e grato risarcimento per una delle tante ingiustizie discografiche perpetrate. E che sia, questa ristampa, il viatico per una resurrezione del marchio Deaf Dealer, garanzia assoluta.

TRACKLIST:
Back To God's Country
Mind Games
Blood And Sand
Tribute To A Mad Man
East End Terror
To Hell And Back
Escape From The Witch Mountain
Journey Into Fear

Jean-Pierre Fortin – electric bass
Michel Lalonde – vocals
Yves Pedneault – lead guitar
Marc Brassard – lead guitar
Daniel Gregoire - drums


Luca De Pasquale, 20 maggio 2015

Nessun commento:

Posta un commento