04/05/15

Intervista con Jean-Pierre Fortin (Deaf Dealer) - Entrevue avec Jean-Pierre Fortin (Deaf Dealer)




Nel settembre del 2014, la meritoria Sonic Age Records ha fatto un regalo a me e a tutti gli appassionati di heavy metal di qualità, ristampando dopo 27 anni il notevolissimo secondo album della band canadese Deaf Dealer (già Death Dealer), « Journey Into Fear ». Uno dei tesori meglio sepolti del classic metal. 
A nome Death Dealer sono usciti due album demo, Coercion To Kill e un doppio vinile omonimo. A seguito del cambio di nome in Deaf Dealer, sotto il nuovo moniker la band ha inciso Keeper Of The Flame nel 1985 e Journey Into Fear nel 1986, quest'ultimo ristampato l'anno scorso.
La migliore notizia è appunto la riedizione di questo bellissimo album, nel quale si può apprezzare la grande duttilità al basso di Jean-Pierre Fortin, leader della band e strumentista vicino a Steve Harris ma con una cifra stilistica assolutamente originale.
Parliamo di questa ristampa e di molto altro proprio con Jean-Pierre, persona molto gentile e disponibile.

LDP : I Deaf Dealer sono stati un gruppo di culto... io li ho amati moltissimo e trovavo il tuo stile al basso fantastico. Ci racconti come è iniziata la vostra storia?

JPF : All’inizio degli anni ’80 ho scoperto il metal con gli AC/DC, Van Halen, Judas Priest, Iron Maiden, Tygers Of Pan Tang e molti altri della NWOBHM… Avevo molti amici musicisti, e visto che l’apprendimento della chitarra mi era fastidioso, ho comprato un basso piuttosto economico e un amplificatore, grazie alla generosità di mio fratello Normand… Qualche settimana più tardi, ho capito che avevo una gran facilità a suonare il basso… ho iniziato a suonare brani di Judas Priest, Motorhead e Saxon molto rapidamente… ma la svolta fu riuscire a padroneggiare i primi due dischi degli Irons in meno di due settimane! I miei amici erano molto stupiti, ma a me la cosa sembrava normale, visto che suonavo continuamente… All’epoca, conoscevo bene Michel Langevin (prima che si facesse chiamare Away) e frequentavo lo stesso college di Denis Belanger (Snake), rispettivamente batterista e cantante. Michel cercava dei musicisti per fondare un gruppo nuovo; mi invitò a casa di un virtuoso chitarrista (il famoso Denis « Piggy » D’Amour) ed io rimasi sconvolto di fronte a tanto talento. Piggy era tanto a suo agio a suonare Jimmy Page alla chitarra che Chris Squire al basso! Decidemmo di fare una prova, ma dopo qualche pezzo mi resi conto che i musicisti volevano prendere una direzione thrash alla Venom… io preferivo il metal melodico, così rinunciai. Il gruppo invece proseguì e nacquero i famosi Voivod.
Dal mio canto, io incontrai altri musicisti più vicini alla NWOBHM. Formai un gruppo con un mio amico d’infanzia (Yves Pedneault) e i due fratelli Larouche che erano suoi vicini di casa.  Facevamo pezzi di Judas Priest, Iron Maiden, Motorhead, etc e componemmo dei pezzi nostri per i primi spettacoli. I Death Dealer erano nati. Facemmo un demo che apparve sulla compilation Metal Massacre IV negli USA e ottenemmo un contratto con la Polygram Mercury nel 1985 per il primo album « Keeper Of The Flame ». Forte di questo exploit, decisi di lasciare la regione dove vivevo per trasferirmi a Montréal, la metropoli del Québec. Tuttavia, la casa discografica non apprezzava la parola « Death » nel nome della band perché dava una connotazione più thrash. Dovemmo cambiare nome, che poi in seguito diventò Deaf Dealer…
Marc e Yves, i due chitarristi solisti mi seguirono, con mio grande sollievo perché erano due eccellenti chitarristi, talentuosi e rigorosi. Sfortunatamente, i due fratelli Larouche (batterista e cantante) lasciarono il gruppo. Ma non era il caso di incrociare le braccia… facemmo subito delle audizioni e reclutammo Daniel Grégoire e Michel Lalonde, alla batteria e alla voce. Dopo essermi speso nel processo di composizione, affittammo uno chalet a nord della città per un mese, allo scopo di consolidare il repertorio che diventò poi Journey Into Fear nel 1986. Quest’album è stato appena rimesso sul mercato a settembre 2014 dalla Sonic Age Records…
In seguito però a numerosi problemi, il gruppo si sciolse nel 1987. Quel periodo fu molto difficile da mandar giù, perché avevamo messo tutto il nostro impegno nel progetto e dopo tanti anni ci si ritrovava davanti il nulla, perché avevamo anche interrotto gli studi per consacrarci interamente alla musica… l’atterraggio fu davvero brutale.
Mi misi allora a lavorare in dei cantieri edili, senza diploma in tasca ma senza tuttavia smettere di suonare il basso… Ho partecipato ad un progetto (composizione e basso) di un mini cd con un cantante giapponese che mi ha portato in questo paese favoloso. In seguito, ho fatto un album solista, « Reflexion », che però è rimasto nell’ombra. Ho almeno finito i miei studi in psicologia, facevo la scuola serale e lavoravo di giorno!
Nel 2009, André Larouche, che aveva suonato nella prima line-up della band nel 1981, mi contattò per fare un concerto/reunion con i Voivod e i membri originali. Accettai e fu un bel momento per ritrovarci nella nostra città, dove tutto era cominciato : Jonquière, nel nord del Québec. In seguito ad un certo interesse, abbiamo fatto degli spettacoli e il punto culminante fu il festival Keep It True in Germania nel 2011. Ma, come in una vecchia coppia che crede che ritrovarsi insieme cancellerà i dolori del passato, le dinamiche negative sono tornate a abbiamo dovuto interrompere di nuovo. Nel 2012, abbiamo tentato una reunion per una prova con i membri originali dei Deaf Dealer… c’erano tutti tranne il cantante… ma fu una grande delusione e l’inizio di un punto di non ritorno. Almeno con questa formazione.

LDP : So che hai amato molto la NWOBHM, ma vorrei chiederti specificamente quali bassisti ti hanno influenzato di più negli anni formativi e quali ti piacciono oggi...

JPF: Chris Squire, Billy Sheehan, Cliff Burton, Steve Harris e Geddy Lee…

LDP : Nella tua carriera, hai avuto modo di incrociare spesso il tuo destino con quello di grandi musicisti come i tuoi conterranei Voivod.  Sei d'accordo se ti dico, da vecchio metalhead, che la scena canadese è stata assolutamente fantastica?

JPF : Fantastica e sottovalutata. Degli esempi? Exciter, Anvil, Obliveon, Sword, Helix, Triumph (registrammo Journey Into Fear nei loro studios), Razor, Annihilator, Coney Hatch e tanti altri…

LDP : Tornando alla tua tecnica strumentale, tu hai mostrato una grande abilità al basso. Io da anni ed anni difendo la posizione di quelli che pensano che il basso nel metal e nell'hard rock ha un'importanza capitale. Sei d'accordo?

JPF : Certo, tanto più che compongo proprio sul basso!

LDP : Il basso elettrico negli anni 80/90 ha avuto una sua emancipazione anche nel rock duro, grazie a musicisti come Billy Sheehan, Stu Hamm, Randy Coven, Cliff Burton, Rudy Sarzo... oggi il basso elettrico nel metal sembra usato nel modo più eccitante in contesti estremi come il death, il djent, il post black metal. Segui questa nuova musica? Ti piacciono le cose fatte da Steve DiGiorgio, Jeroen Paul Thesseling, Alex Webster?

JPF: Jeroen Paul Thesseling è fantastico. Ma, essendo un bassista della vecchia scuola, per me stare sulle quattro corde è lo scopo della vita… bassi o chitarre a sette corde non fanno al caso mio.

LDP : Giorni fa sul tuo profilo facebook ho visto un meraviglioso basso Carvin. Ci parli dei bassi che hai usato negli anni e di quelli che stai usando al momento... anche le chitarre naturalmente, perché so che suoni regolarmente la chitarra... e poi voglio chiederti: tu sei mancino (come me...), questo ha cambiato il tuo approccio allo strumento?

JPF : Ho una netta preferenza per i manici a 24 tasti con tastiera in ebano. Carvin, che ho scoperto da qualche anno, fa degli strumenti di grande qualità a prezzi accessibili. Mi piace molto anche il suono del Fender Jazz Bass USA anche se ha solo 20 tasti. Il mio basso migliore è stato un Lado Super Falcon II (ditta canadese). Era molto pesante ma che strumento… tipo Alembic… Agli inizi dovevo invertire le corde sui bassi, perché il mio avanbraccio finiva per urtare sulla manopola del volume. Ma da quando ne ho avuto i mezzi, ho comprato dei bassi per destri. Posso suonare su bassi destri senza problemi. Utilizzo un amplificatore Gallien Krueger 400 RB con un cab 4X10.

LDP : Come vedi la scena metal oggi, in un mondo musicale che sta subendo tante trasformazioni? Le legioni di fans ci sono ancora, ma il genere riesce a rinnovarsi secondo te? Ci sono degli artisti validi tra i nuovi?

JPF : Sono della scuola dell’heavy metal melodico, devo ammettere di provare un’insofferenza totale di fronte a cantanti la cui voce è simile a quella di una iena in calore… Spesso questo tipo di metal estremo è molto ben suonato ma quelle voci abissali sprecano tutto.

LDP : Invece di farti il gioco dei tuoi dischi preferiti à la Nick Hornby, ti faccio dei nomi di bassisti sui quali voglio un tuo parere, ci stai ? Tony Levin, John Myung, Steve Harris, Ian Hill, Billy Sheehan, Jaco, Jeff Berlin, Lemmy Kilmister, Chris Squire, Roger Glover, Glenn Hughes, Bob Daisley...

JPF: Domanda trabocchetto… la maggior parte di loro l’ho già citata nelle mie influenze. Sono per un basso leader, ma riconosco quanto meno l’apporto di Ian Hill che non utilizza il virtuosismo nei Judas Priest ma fa un eccellente lavoro vista la struttura dei pezzi. Idem per Lemmy con il suo basso saturato al massimo, lui svolge le mansioni di bassista e chitarrista ritmico al contempo. Chris Squire possiede un suono unico, con delle partiture che si avvicinano alla poesia. Steve Harris con le sue dita d’acciaio ha portato il basso verso altri vertici. Billy Sheehan, come Steve Vai, possiede questo lato “too much” che non sarebbe necessario considerata la sua abilità nel suonare il basso… Jaco è il mio bassista jazz preferito!! Uno stile ed un suono unici!! Il mio modo di suonare si colloca tra Sheehan, Harris e Cliff Burton.

LDP : Che rapporto hai con il basso fretless? Ti piace il suono, lo senti tuo? Lo hai suonato spesso?

JPF: Per me il fretless appartiene ad un altro mondo che mi è totalmente sconosciuto. Quello del jazz. Mi piace ascoltarlo ma suonarlo è un’altra cosa. Non amo questo lato tecnico (un po’ freddo) di chi eccelle con questo tipo di strumento. Ma apprezzo il suono quando è naturalmente ben suonato!

LDP : Mi racconti come è nata la ristampa di «Journey Into Fear» nel 2014? Come hai accolto questa notizia?

JPF : Kostas Organopoulos della Sonic Age Record mi ha contattato e mi ha offerto di ristampare l’album. Avendo avuto un buon contatto con lui e con la confidenza nata tra noi, abbiamo trovato un’intesa. L’importante era che i pezzi che avevo composto nel 1986 vedessero la luce e potessero essere ascoltati dai fans nel mondo. E la Sonic Age mi ha offerto questa possibilità. Non è una questione di soldi o di celebrità, qui. Solo, rendere giustizia a un gruppo sottostimato, cosa questa dovuta in parte alle difficoltà con il management, all’epoca (non è il caso di parlarne in questa intervista). È la soddisfazione di aver completato un capitolo, con un grande sentimento di gratitudine verso la vita, che io ho sentito quando ho avuto le copie per posta…

LDP : Anche quando il gruppo si è sciolto, hai continuato a suonare. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

JPF : Vorrei convincere la maggior parte dei vecchi membri a riunirci per suonare in dei festivals, ma la maggior parte di loro sembra aver perso ogni interesse…

LDP : Un album solo di Jean-Pierre Fortin? Possiamo sperarci, noi fan?

JPF : Desidererei di più un altro album metal, continuando il discorso dei Deaf Dealer con dei giovani musicisti di talento.

LDP : A questo punto te lo chiedo: i dischi che hai amato di più...

JPF: Genesis: Foxtrot, Pink Floyd: Ummagumma, Iron Maiden:  First  and Killers, Judas Priest: British Steel, Rush Hemispheres , Van Halen: First Album, Motörhead Ace of Spades, Tyger of Pan Tang: Wild Cat, Metallica Kill ‘Em All, Diamond Head: Lightning to the Nations, etc…

LDP: Cosa ti appassiona, oltre la musica?

JPF : Amo molto la letteratura (Marquez, Maupassant, Zola, Flaubert, Steinbeck, Carlos Ruiz Zafon, Umberto Eco, Stieg Larssson, Edgar Allan Poe, etc), lo sport (ciclismo, corsa, marcia…), il cinema, i viaggi… e SCRABBLE!

LDP : In coda, una domanda speciale. Parlando con te, io ho l'impressione che tu abbia lottato molto e con grinta per affermare l'importanza della musica nella tua vita. Un coraggio di andare avanti che non è di tutti. Mi sbaglio?

JPF : Tu hai ragione, anche se ho dovuto lavorare duro nei cantieri per sopravvivere, la mia reale identità è quella del musicista. È lì che sono al meglio. È stato Friedrich Nietzsche ad aver detto : « Senza la musica la vita sarebbe un errore »… d’accordo al cento per cento!

®Luca De Pasquale 2015
Grazie per la collaborazione a Manuela Avino


                                                                        ………

En Septembre 2014, la méritoire Sonic Age Records a donné un cadeau pour moi et pour tous les fans de la qualité du metal, avec la réédition, après 27 ans, de le deuxième album par le remarquable groupe canadien Deaf Dealer (anciennement Death Dealer), "Journey Into Fear" .
Un des trésors enfouis dans la tradition de le meilleur metal classique.  
Le groupe Death Dealer a sorti 2 albums (démos) Coercion to Kill et un double vinyle éponyme.
Suite au changement de nom et de personnel, Deaf Dealer ont enregistré Keeper of the Flame en 1985 et Journey Into Fear  (1986, mais sorti seulement en septembre 2014 ).
Mais la grande nouvelle est en fait la réédition de ce magnifique album, dans lequel vous pourrez apprécier la grande flexibilité du bassiste Jean-Pierre Fortin, leader et instrumentiste près de Steve Harris, mais avec un style absolument original.
Parlons de cette réédition et plus précisément avec Jean-Pierre, très gentil et coopératif. Et franc, qui est toujours apprécié.

LDP : Death/Deaf Dealer étaient un groupe de culte ... Je personnellement, je les ai aimais beaucoup et je trouve votre style à la basse fantastique. Pourriez-vous nous dire comment tout a commencé?

JPF : Au début des années 80 j'ai découvert le Metal avec AC-DC, Van Halen, Judas Priest , Iron Maiden, Tygers Of Pan Tang et plusieurs autres de la «New Wave of British Heavy Metal »
J'avais plusieurs amis musiciens et vu que mon apprentissage de la guitare était fastidieux , j'ai acquis une basse pas trop chère  et un ampli grâce à la générosité de mon frère Normand.
Quelques semaines plus tard, j'ai réalisé que j'avais une grande facilité à jouer de l'instrument à 4 cordes.. J'apprenais les pièces de Judas Priest, Motörhead, Saxon assez rapidement.. Mais le vrai déclencheur fut lorsque que j'ai réussi à maitriser les 2 premiers Iron Maiden en moins de deux semaines...
Mes amis étaient stupéfaits mais moi je trouvais cela normal étant donné que je pratiquais souvent.
A cet époque, je connaissais bien  Michel Langevin ( Avant qu'il se nomme Away) et fréquentais le même collège que Denis Bélanger (Snake) respectivement drummer et chanteur.
Donc Michel se cherchait des musiciens pour créer un nouveau groupe . Il m'a invité chez un ami virtuose de la guitare ( Le fameux Denis D'amours RIP « Piggy» ) et je fut complètement abasourdi devant tant de talent . Piggy était aussi à l'aise à la guitare pour jouer du Jimmy Page qu'à la basse pour jour du Chris Squire....
Nous avons donc organisé une répétition et après quelques pièces, j'ai réalisé que les musiciens voulaient  prendre une direction plutôt Trash Metal  « à la Venom«..  Moi je préférais le Melodic Metal . . Donc je me suis abstenu... Le groupe a poursuivi et est devenu le célèbre groupe Voivod.
De mon coté j'ai rencontrer d'autres musiciens qui étaient plus dans le style NWOBHM.
Nous avons formé un groupe avec un de mes amis d'enfance ( Yves Pedneault ) et 2 les frères Larouche qui étaient voisins de celui-ci.
Nous faisions des pièces de Judas Priest, Motorhead,Iron Maiden etc...et nous avons créé nos propres pièces dès les premiers spectacles.
Le Groupe Death Dealer était né...
Nous avons fait un démo qui s'est retrouvé sur la compilation Metal Massacre IV aux USA et avons obtenu un contrat de disque chez Polygram Mercury  en 1985 pour le premier album Keeper of The Flame .
Fort de cet exploit, j'ai décidé de quitté la région où j'habitais pour me diriger vers Montréal la métropole du Québec ..
Toutefois la compagnie de disque n'appréciait pas le mot Death dans le nom du groupe qui était plus a connotation « trash metal» . Nous avons donc dû changer le nom du groupe qui est devenu Deaf Dealer  pour la suite.. Voici un vidéo que l'on retrouve sur you tube de Deaf Dealer https://www.youtube.com/watch?v=ixvQqFqqBUE
Marc et Yves les 2 lead guitar on suivi à mon grand soulagement car c'était d'excellents guitaristes talentueux et rigoureux
Malheureusement les 2 frères Larouche ( Batteur et Chanteur ) ont quitté le groupe.
Il n'était pas question pour moi de baisser les bras.. Nous avons fait passer des auditions et recruter Daniel Grégoire et Michel Lalonde respectivement batteur et chanteur.
Après m'être investi dans le processus de composition nous avons louer, un chalet  dans le nord de la ville  pour un mois dans le but de consolider les pièces de ce qui deviendra  Journey Into Fear en 1986. Cet Album vient tout juste d'être mis en marché en septembre dernier après 27 ans sur le Label Sonic Age Record ...
Suite à de nombreux problèmes de toutes sortes, le groupe s'est dissous en 1987.
Cette période fut très difficile à accepter car nous avions mis tout notre coeur dans ce projet depuis tant d'années et on se retrouvaient devant rien car nous avions négligé nos études pour se consacrer entièrement à la musique.. L'atterrissage fut brutal..
Donc je me suis mis à bosser sur les chantiers de construction sans diplômes en poche sans toutefois arrêter de jouer de la basse..
J'ai participer à un projet (composition de la basse) de mini cd avec un chanteur japonais qui m'a amené dans ce pays fabuleux.
Ensuite j'ai fait un album solo ... «Reflexion» qui est resté dans l'ombre.. J'ai au  moins terminer mon niveau collégial en psychologie à temps partiel le soir tout en travaillant le jour ...
En 2009 André Larouche de la première formation Death Dealer de 1981  me contacta pour faire un show réunion de 25 ans de Metal avec Voivod et  les membres originaux. J'accepte et ce fut un beau moment de retrouvaille dans notre ville où tout à commencé ... Jonquière au nord du Québec. 
(https://www.youtube.com/watch?v=Qg-Sv1t4CEY)
Suite à un certain intérêt nous avons fait quelques spectacles dont le point culminant fut le Festival Keep it True en Allemangne en 2011: (https://www.youtube.com/watch?v=7ez5TLG02g8)
Evidemment dans un autre endroit, nous avons rejouer mon cover préféré: (https://www.youtube.com/watch?v=jsMgN83Nk74)
Mais comme dans un vieux couple qui croient que se retrouver ensemble effacera les douleurs du passé,  les interrelations négatives sont revenues et nous avons cesser.
En 2012 nous avons tenté une réunion pour une répétition avec les membres originaux de Deaf Dealer...
Tout le monde y était sauf le chanteur (lien sur la Page Fan de Deaf Dealer sur FB,  (https://www.facebook.com/groups/224723757540132/?fref=ts)
Ce fut une grande déception et le début du point de non retour ... Du moins avec cette formation.....

LDP : Je sais que vous avez aimé le "New Wave Of British Heavy Metal" , je voudrais vous demander précisément les bassistes qui ont vous influencé en plus dans les années de formation et ce que vous aimez maintenant ...

JPF: Squire, Sheehan, Burton, Harris et Geddy Lee…

LDP: Dans votre carrière, vous avez croiser souvent votre chemins à celui des grands musiciens comme vos compatriotes Voivod. Êtes-vous d'accord quand je dis, comme un vieux metalhead, que la scène métal canadienne était fantastique?

JPF : Fantastique et très sous-estimée.. Des exemples ? Exciter, Anvil, Obliveon, Sword, Helix,Triumph (  nous avons enregistré Journey into Fear dans le studio de Triumph), Razor
Annihilator, Coney Hatch et tant d’autres..

LDP : Continuent le discours sur votre technique instrumentale, vous avez montré de grandes compétences à la basse. Depuis des nombreuses années, J'ai vigoureusement défendu la position de ceux qui pensent que la basse est cruciale en métal et hard rock. Êtes-vous d'accord?

JPF : Bien sûr dans la mesure oû je compose justement à partir de la basse!

LDP: La basse électrique dans les années 80/90 avait eu son émancipation dans hard'n'heavy, grâce à des musiciens comme Billy Sheehan, Stu Hamm, Randy Coven, Cliff Burton, Rudy Sarzo ... aujourd'hui la basse électrique dans le métal semble utilisé dans la plupart excitante dans des environnements extrêmes tels que le death metal, la djent, le post black metal. Suivez cette nouvelle musique? Aimez-vous les choses faites par Steve DiGiorgio, Jeroen Paul Thesseling, Alex Webster?

JPF: Jeroen Paul Thesseling, is amazing. But as a old school Bassist, for me go through 4 strings to the top is my goal in life… 7 strings bass or guitar for me? Ce n’est pas ma tasse de thé…

LDP : Il y a quelques jours que J'ai vu sur votre profil facebook une merveilleuse basse Carvin. Tu veux nous parler de les basses que vous avez utilisé dans ta carrière et ceux qui sont à l'aide en ce moment ... même les guitares bien sûr..! Et puis, je voudrais vous demander: vous êtes gaucher, cela a changé votre approche à jouer la basse?

JPF : J’ai une préférence marquée pour les necktrugh 24 frets avec fretboard en ébène  . Carvin que j’ai découvert il y a quelques années font des instruments de grande qualité à prix accessible. J’aime bien aussi le son des Fender Jazz Bass USA même si elles n’ont que 20 frets. Mon meilleur instrument fut une Lado Super Falcon II ( Compagnie canadienne). Elle était lourde mais quelle instrument … du type Alembic..  A mes début de devais inverser les cordes sur les basses car mon avant- bras touchait toujours le bouton de volume . Dès que j’ai eu les moyens j’ai acheté des basses gauchères. Par contre je peux jouer  sur des basses droitières sans problèmes. J’utilse un ampli Gallien Krueger 400 RB avec un cab 4 X10

LDP : Comment voyez-vous la scène metal aujourd'hui, dans un monde musical qui connaît tant de changements? Les légions de fans sont toujours là, mais le genre est capable de se renouveler à votre avis? Y at-il de nouveaux artistes valides?

JPF : Étant de l’école des Heavy Metal Mélodique , je dois admettre que j’ai une intolérance totale face aux chanteur dont la voix s’apparente à celle d’une hyène en chaleur.. Souvent ce type de metal extrème est très bien exécuté musicalement mais désolé cette voix abyssale vient tout gâcher.

LDP : Au lieu de vous demander ton albums préférés (à la Nick Hornby), je te nomme certains bassistes sur lequels je voudrais votre opinion ... Tony Levin, John Myung, Steve Harris, Ian Hill, Billy Sheehan, Jaco, Jeff Berlin, Lemmy Kilmister, Chris Squire, Roger Glover, Glenn Hughes, Bob Daisley...

JPF: Question piège  ici ..  La plupart de ceux qui sont mentionnés ont été mes influences. Étant de l’école du lead bass je reconnais quand même l’apport d’un Ian Hill qui n’ utilise  pas de virtuosité dans les opus de JPriest  mais fait un excellent travail vue  la structure de pièces. Idem pour Lemmy avec son instrument saturé au maximum, il tient le rôle de bassiste et de guitariste rythmique en même temps. Chris Squire possède ce son unique et des partitions parfois près de la poésie. Steve Haris et ses doigts d’aciers a amené la basse vers d’autres sommets. Billly Sheehan à l’instar de Steve Vai  possède ce côté « too much» qui n’est pas nécessaire à mon avis vue l’extrême dextérité de son jeu de basse..  Jaco est mon bassiste de Jazz préféré !! Un style et un son unique!! Mon jeu se situe entre Sheehan, Harris et Cliff Burton…

LDP: Quelle est votre relation avec la basse fretless? T'as joué beaucoup de fretless par le passé?

JPF : Pour moi la Fretless appartient à un autre monde qui m’est totalement inconnu. Celui du Jazz. J’aime bien en écouter mais en jouer est une autre histoire. Je n’aime pas ce côté  technicien (un peu froid ) de ceux qui excelle avec ce type d’instrument.. Mais j’apprécie le son lorsque bien joué!

LDP : Racontez-moi comment vous avez accueilli la nouvelle de la réédition de «Journey Into Fear»... pour moi est un grand disque. J'ai attendu 27 ans!

JPF: Kostas Organopoulos de Sonic Age Record m’a contacté et m’a offert de rééditer l’album .
Ayant eu un bon contact avec  lui et la confiance installé nous avons conclu une entente. L’important était que ces pièces que j’avais composées en 1986 voient le jour et soient entendues par les fans à travers le monde . Et SAR m’offrait cette possibilité. Ce n’est pas une question d’argent ou de vedettariat ici  . Seulement de rendre justice à un groupe sous-estimé en partie dû  à de graves difficultés avec le management à l’époque . ( Ce dont il sera nullement question de discuter dans  ces lignes). C’est  la satisfaction du devoir accompli et un grand sentiment de gratitude envers la vie que j’ai ressenti lorsque j’ai eu les copies par la poste..

LDP : Même lorsque le groupe se séparait, vous avez continuez à jouer, autant la basse que la guitare. Quels sont vos plans pour l'avenir?

JPF : Je voulais convaincre la majorité des anciens membres musiciens  de se réunir pour faire des festivals , mais la plupart ont perdu tout intérêt..

LDP : Un album solo de Jean-Pierre Fortin? Nous pouvons espérer, nous les fans?

JPF : Je souhaiterais plus un autre album Metal dans la continuité Deaf Dealer avec de jeunes musiciens talentueux.

LDP : Maintenant, je te le demande: les diques que vous aimez de plus...

JPF: Genesis: Foxtrot, Pink Floyd: Ummagumma, Iron Maiden:  First  and Killers, Judas Priest: British Steel, Rush Hemispheres , Van Halen: First Album, Motörhead Ace of Spades, Tyger of Pan Tang: Wild Cat, Metallica Kill ‘Em All, Diamond Head: Lightning to the Nations, etc…

LDP : Qu'aimez-vous, en plus de la musique?

JPF : J’aime beaucoup la littérature ( Marquez, Maupassant , Zola, Flaubert, Steinbeck, Carlos Ruíz Zafón, Umberto Eco, Stieg Larsson, Edgar Allan Poe.etc…) , le sport (vélo, course à pied , marche…) le cinéma, les voyages..et le SCRABBLE…

LDP : Enfin, une question spéciale pour toi. Parler à vous, je ai eu l'impression que vous avez combattu dur et avec détermination pour affirmer l'importance de la musique dans ta vie. Courage d'aller de l'avant qui n'est pas à la portée de tout le monde. J'ai tort?

JPF : Vous avez raison  même si j’ai eu à travailler dur dans la construction pour survivre, ma réelle identité est celle d’un musicien . C’est là que je suis à mon meilleur. C’est Friedrich Nietzsche   qui a dit : « Sans la musique la vie serait une erreur»…. 100% d’accord!

®Luca De Pasquale 2015


Nessun commento:

Posta un commento