09/12/14

Spietati esercizi di fascino in specchio scuro


Gelo.
Ogni volta che mi addormento, una donna si uccide. Ogni volta che mi addormento, qualcuno scompare. Ogni volta che mi addormento, devo prepararmi ad adattare il corpo a nuove situazioni.
Esercizi di assenza, esercizi di mancanza.
Ogni volta che mi addormento, l'inconscio fa prove di vanità allo specchio, vanità grigia in specchio scuro.
Ogni volta che mi addormento, la notte è la più scandalosa e affascinante puttana e per tornare sano ci impiego giorni, settimane, mesi, anni.
Sognare per me è doloroso.
Sognare è una donna che piange per sempre. È un quadro staccato dal muro, un amore interrotto in una scena di vento, è un lampione fulminato in una strada cupa e pericolosa, è il rossetto dimenticato da una sconosciuta in un bagno pubblico dove vivrò un'overdose passeggera e innocua.
Ogni volta che mi addormento sono un soldato senza esercito, sono un cretino smarrito in una new wave che vuole dimenticarsi da sola, sono un mercenario con troppa morale e la mia scrittura è un banale assassinio privato.
Mi addormento desiderando la febbre, le sabbie mobili dei passi che non conosco, e invece precipito tra cose e persone che riaffiorando spariscono in modo ancor più inspiegabile.
Quando mi addormento sono la mia mano sinistra che manca la carezza finale, sono le tonnellate di carta che mi tormentano durante il giorno, sono il sorriso che lo specchio non rimanda, se non carico di eccessive promesse e di inutili suggestioni.
Quando mi addormento, c'è sempre una sconosciuta ai piedi del mio letto che mi guarda, ed io ho i brividi. È una tigre disinnescata, è un funerale erotico e vecchio come la mia memoria, è il fuoco che invece di riscaldare sceglie di essere solo recinto.
Subisco esercizi di fascino alla rovescia. Guardo la notte allo specchio e non vedo niente, sento solo le lancette dell'orologio da polso.
Spesso sveglio durante la notte, desidero esplodere nel cielo come un fulmine, illuminarmi a giorno e poi regalare nostalgia ai treni, ai finestrini dei treni in movimento, alle navi sferzate dal temporale, agli sconosciuti che si ostinano ad amarsi senza sapere nulla che serva a crederci.
Prima di addormentarmi, quasi sempre, ricordo che sono diventato uomo crescendo su fiori che sparivano.
È la mia essenza, è la mia salvezza, è la mia dannazione perpetua.
È un esercizio di fascino alla rovescia in uno specchio scuro.

LdP

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