30/12/14

Sesso clamoroso dopo la fiera del legno



Luca, tu non hai proprio idea di quel che è successo quando io ed Ilenia siamo tornati a casa dopo la fiera del legno...”
Fumo in direzione del mare, mentre Naldo mi spiega, per l'ennesima volta nella storia della nostra amicizia, come lui e la sua compagna si danno da fare con i loro utensili sessuali, le loro prove di resistenza e di attrito, il perfetto combaciare dei loro organi riproduttivi.
La fica di Ilenia è perfetta per le mie misure e viceversa; sembra che siamo stati costruiti dalla Lego...”
Ride, ride di gusto. Ha quarantaquattro anni e si vanta di riuscire a fare il tris in due ore: “È incredibile con Ilenia. Incredibile. Non mi è mai accaduto niente del genere. Lei con me viene subito, ma proprio subito... mi ha detto che sono il primo uomo con cui... oh, cazzo, che gioia...”
Certo. E Babbo Natale in genere prende Viagra per le renne. Continuo a fumare. Il mare ha un colore acido e chiazze irregolari di luce increspata.
... dopo la fiera del legno, l'ho presa da dietro. Era ancora vestita. Mi è sembrato di essere entrato nel segreto stesso della vita, Luca. Siamo venuti all'unisono, credo che ci abbiano sentito in tutto il quartiere. Ho urlato, mi credi? Ho urlato, te lo giuro. Mi sembrava di essere entrato in un serbatoio dell'eternità, una cosa che non si può raccontare...”
E tu non raccontarla”
Non ci fa caso, a quel che ho detto: “Le sono venuto dentro perché lei prende la pillola, è come se ci fossimo svuotati insieme in paradiso... e dopo tre minuti la stavo scopando a missionario, e i suoi occhi mi imploravano... 'continua, continua, prendimi per sempre' mi diceva... e io non sentivo stanchezza, continuavo a montare, sentivo addosso una forza che non ho mai provato... tutto questo accadeva dopo la fiera del legno”
Ti ha ispirato”, butto lì, disgustato. Cristo, questo individuo è davvero esasperante. Questo stronzo mi fa venire voglia di strippare coca, infilarmi una parrucca arancione e ballare deep house in un locale per scambisti fino al giorno dopo. Quando sono in compagnia di Naldo, per un motivo o per un altro, penso fisso alla cocaina e ai liquori. Mi fa questo effetto. Le fumiganti gesta del suo uccello quarantaquattrenne mi deprimono come poco altro. Anche ora, quando mi dice che hanno poi scopato anche una terza volta, laterale e tenendosi le dita in bocca, ho la sensazione che il sesso non gli interessi per davvero. È come se dovesse recuperare anni di sofferenze sciocche, anni di arretrati, una sorta di vendetta compulsiva atta a cancellare giorni e giorni di seghe annientanti dopo pranzo, con la madre che lavava i piatti e il padre che guardava programmi generalisti in salotto.
La ragazza che serve ai tavoli ci porta i due cappucci tiepidi, il suo con panna. Digerirebbe anche un fachiro, questa testa di cazzo, con il suo stomaco estensibile.
Mi accendo una sigaretta anche mentre bevo il cappuccio, sono davvero un drogato maledetto. Senza sigarette io sono fottuto, sono un uomo morto. La ragazza dei tavoli non mi piace, ma ha l'aria di una che fa tremare i muri quando fa sesso. Una che ti si allaccia al collo e ti mangia in tempo reale, ti morde, ti striscia, ti sputa addosso e che ti permette un solo valzer sconcio e felicemente indecente, rendendo un'unione come un pasticcio di crema bollente e idiota, giustamente idiota.
Provoco Naldo, che mi ha rotto il cazzo già da quaranta minuti, facendogli notare le movenze da ghepardo della donna.
Quella ti sfascia”, dico con aria da satiro, “ti sventra e poi si addormenta sui tuoi resti. Dev'essere un'esperienza...”
Naldo la soppesa. Il grembiule verde le bomba il culo, sembra una Lamborghini che strombazza per le strade affollate di una metropoli indiana.
Non male. Ma Ilenia è un'altra cosa, te lo assicuro”
Buon per te”
Tu non puoi capire, Luca. Forse mi troverai esagerato, ma ti garantisco che non ci sono parole per farti capire che cos'è quella donna durante il sesso”
Naldo sembra posseduto. E non capisco cosa voglia ottenere. Siamo sicuri che è solo vanità? Verrebbe quasi da dirgli “fammela provare”, ma questo lo penserebbe solo un povero cristo con il cazzo al collo, al posto della sciarpa d'ordinanza. Non sono curioso. Non immagino volentieri la scena di loro due e il perfetto incastro della loro pelle. Durante i suoi racconti, che lo hanno portato a salivare forte e muoversi scompostamente sulla sedia, il mio cazzo non ha dato nessun segno di attenzione particolare. Le celebrazioni sessuali mi annoiano quasi più dei sermoni, della psicologia da supermercato e degli amici salutisti, sono battute in tedio solo dal “positive thinking” di certi falliti e impotenti che conosco.
Ovviamente, non ricambio la merce di Naldo; nessun dettaglio sulla mia vita sessuale, lo troverei oltraggioso tanto per me che per la mia compagna, e poi non descriverei mai il mio cazzo come un divino strumento di conoscenza e di esplorazione. Il mio cazzo, a conti fatti, è solo un cazzo, e l'uomo che ci sta attorno non è nemmeno uno dei più agevoli in giro.

Parliamo poi un po' di musica, anche se ormai sono ammorbato e non metto passione neanche nel confrontare le nostre scoperte discografiche. Parlerei della Fiorentina, ma a lui il calcio non piace, come a tutti gli snob finti alternativi che gli somigliano. Mario Gomez, la crisi contrattuale di Neto, i continui infortuni di Pepito Rossi, l'ambientamento di Basanta, questi sì che sarebbero argomenti sui quali potrei darmi generosamente. Ma a questo calippo indurito il calcio non piace e allora vattene pure affanculo, tu e Ilenia la stritolatrice di prepuzi.
La quale arriva al nostro tavolo, trafelata e avvolta in uno scialle che sembra verdura crespa. Si mollano un bacio aperto, con goccia di saliva e accenno di lingua, poi lei si presenta con il classico “piacere, Ilenia, tu devi essere Luca”. No, ti sbagli, cara virago: sono Lionel Jospin e tu non mi hai riconosciuto.
Con tutti i racconti di Naldo, che intanto le posa una mano sulla coscia, ora che dovrei fare? Chiederle se è vero che farebbe impallidire Linda Lovelace in quanto “riesce anche a nascondere anche la radice quando scende giù”?
Dovrei chiederle con garbo se ha fatto mai a tre o a quattro? Dovrei cercare di affascinarla, con la mia aria malinconica e smarrita nelle ambiguità?
Niente di tutto questo. Non mi passa niente di sessuale per la testa e credo che Naldo dovrebbe smetterla di comporre la sua Edda genitale per ogni nostro incontro.
Inorridito per la sciarpa di verdura di Ilenia, lontanissimo dai graffi e dal trionfo animale della ragazza dei tavoli, penso alla prossima sigaretta e al rendimento di Mati Fernandez. La Fiorentina è una delle mie droghe preferite e nel viola ci passerei la vita e molto di più.


LdP, 30 dicembre 2014

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