16/12/14

Prendersi cura della musica: intervista con Dino Fiorenza


Spesso mi è stato chiesto se in Italia avevamo dei bassisti che interpretavano il ruolo del basso come solista, degli “shredder”, ho sempre fatto il nome di Dino Fiorenza. Chiarendo, al contempo, che si stava parlando di un musicista completo e non solo di un virtuoso. Dino Fiorenza potrebbe tranquillamente vivere in quelle bolle tipiche dei super-strumentisti, forte di uno status cultuale, e invece –come leggerete in quest’intervista- è una persona umile e coerente, che, prima di ogni altra cosa, comunica un messaggio fondamentale ed irrinunciabile: l’amore per la musica in ogni sua forma.
Ripeto, stiamo parlando di un musicista dalle capacità formidabili. La sua tecnica, personalissima è frutto di un incrocio ad alta tensione tra slap’n’thumb e il tapping, lo rende originalissimo ed unico. Ciò nonostante, a differenza di altri suoi illustri colleghi, Dino cerca la melodia e anche nella prova muscolare vuole offrire altro, riuscendoci.
Il suo disco solista, “It’s Important”, è una testimonianza di perizia strumentale, ricerca del suono e superamento del limite, combinando elementi di hard rock, di instrumental metal con fiere e nobili discendenze classiche, e di puro “lead bass”. Tra gli ospiti di rilievo, la mitica Jennifer Batten, il fantastico axe hero Neil Zaza, Marco Sfogli, Prashant Aswani e Dave Martone.
Dividendosi tra tour, collaborazioni, didattica e tutto quanto afferisce la musica come scelta di vita, Dino Fiorenza è una figura di estrema rilevanza nello scenario rock e un esempio da seguire in un paese, il nostro, in cui il pressapochismo mediatico e le continue semplificazioni dei gusti e delle necessità rendono a volte l’aria irrespirabile.
Ecco il resoconto del nostro incontro a distanza.


LDP: Dino, ci parli dei tuoi inizi? Ci racconti perché hai scelto il basso elettrico?

DF: Mah, guarda.. iniziò tutto per caso, nel lontano 1990 mio cugino mi regalò Made In Japan dei deep Purple, io felice appena a casa per la fretta misi il disco dal lato 2 dove c'era la mitica "Smoke on the water", beh rimasi letteralmente folgorato dall'intro di basso sul riff di chitarra, da subito capii che quello era il mio strumento. Mi piace pensare che cosa sarebbe successo se avessi messo il disco dalla parte corretta…
LDP: In una tua intervista, ho letto che non ti sei ispirato solo ed unicamente ai bassisti, ma hai voluto subito cimentarti con musica di tutti i tipi portandola sul basso. Un approccio ottimo. Quali, comunque, consideri essere stati i bassisti che ti hanno maggiormente influenzato?

DF: Sono sempre stato attratto da strumenti che di bassistico in realtà avevano poco, adoravo le escursioni tastieristiche di Jon Lord o Johansson, gli sweep fulminanti di Malmsteen o le plettrate assassine di Morse, e anche strumenti non convenzionali come il banjo o il violino; sforzarsi di riportare quei suoni è veramente difficile, ma ti porta ad esplorare il tuo strumento e la tua mente, sviluppando creatività ed estro, sia nelle composizioni, negli arrangiamenti che nella tecnica, ed è proprio questo mio ascolto omnicomprensivo della musica che mi ha portato a sviluppare quella tecnica che possiedo, che non sarà eccezionale, ma di sicuro originale e che mi ha permesso di farmi conoscere e girare il mondo. Se dovessi comunque dirti quali sono i bassisti che più mi hanno influenzato, Sheehan su tutti, seguito da Stu Hamm e Michael Manring....
LDP: La tua tecnica prodigiosa ti ha portato dei giusti riconoscimenti, sei considerato un grande shredder e il tuo nome è accostato a quelli di Sheehan, Hamm e l'allegra brigata dei supereroi del basso: quale è il punto d'arrivo della tua carriera? A cosa aspiri ancora?

DF: Se pensi di avere un punto di arrivo nella tua carriera hai già finito, credo che la cosa più bella della carriera di un musicista sia quella di avere obiettivi continui ogni giorno, come potrebbe essere la conquista di una nuova scala o di una metrica o l'applicazione di concetti armonici nuovi, non  si finisce mai d'imparare, il segreto sta nel fatto che il tuo sogno nel cassetto debba essere proprio non smettere mai di sognare.
LDP: Io e te siamo coetanei. Quindi immagino che avrai vissuto come me l'epoca degli ottanta, in cui il metal veniva considerato un genere un po' chiuso, da misantropi. E invece, il tempo ha dimostrato che molto spesso il metallaro volgarmente definito dispone di un'apertura mentale superiore alla media in fatto di gusti e inclinazioni. Come vedi la scena metal oggi? Ti piace il tech metal, che dai Watchtower e Cynic in poi ha sfornato nomi pazzeschi, in equilibrio tra creatività e virtuosismo?

DF: Sono cresciuto con quel genere e adoro ascoltarlo tutt'oggi, e decisamente il metallaro è una persona aperta, lo dimostra anche come si è evoluto il genere, esplorando sempre di più territori non proprio metal, ma adattandoli alla potenza dell'Heavy, arricchita da concetti armonici sempre più pericolosi. Ho una forte attività in studio come session man, e mi capita spesso di registrare con chitarristi incredibili, che non sono solo degli shredder con tanta tecnica e basta, mi tocca muovermi su progressioni armoniche incredibili, ma chiaramente tutto ciò è stimolante per un musicista che ha voglia di crescere, la musica si evolve e anche i musicisti debbono fare altrettanto.
Ho sentito dei gruppi di tech metal, che dirti… sono incredibili, personalmente adoro i Watchtower e i Protest The Hero, penso siano spaziali.
LDP: Hai inciso "It's important", che è un disco dove il suono del tuo basso è mostruoso e ci sono ospiti di grande rilievo. Sei soddisfatto di quell'esperienza solista? Pensi di bissare a breve?

DF: Sono più che soddisfatto del mio disco, erano anni che mi chiedevano di fare un disco, ma ero troppo piccolo per avere da dire la mia, avrei potuto farlo anche quindici anni fa, ma sarebbe stato solo un insieme di esercizi senza fine melodico uno appresso all'altro, che senso avrebbe?? Alla veneranda età di trentotto anni creai It's Important, perchè avevo, o almeno credo, qualcosa da dire, un disco è una tappa importante per un  musicista, ma un disco deve essere musica, non dimostrazioni di bravura. 
LDP: Sei certamente un musicista trasversale, non collocabile SOLO nel metal o nello shredding strumentale, hai inciso con artisti rock, pop, etnici, hai toccato il musical, come si fa ad essere così eclettici mantenendo la tua identità con forza come hai fatto?

DF: Semplicemente pensando che la musica non ha etichette e che comunque (pensiero mio) un bassista deve saper suonare di tutto! Come ho fatto? Beh, semplicemente studiando sodo e suonando almeno all'inizio della mia carriera con tutto cio che capitava, qualsiasi genere, qualsiasi età, non ha importanza, tutto aiuta, allo stesso tempo ascoltando tutto ciò che non è solo la tua musica, perchè ascoltando generi diversi, ti aiuta a suonare meglio il tuo, perchè ti allontana dagli schemi... Un po’ come ti dicevo prima, non limitandosi solo ad ascoltare il basso in un brano.
Una volta in un negozio di dischi comprai un album degli Slayer e uno di Whitney Houston, un ragazzino mi disse , ma quello è per tua nonna? E io risposi, NO, gli Slayer sono per mia nonna!!!

LDP: Parliamo della vocazione all'insegnamento del basso. Cosa chiedi ai tuoi allievi, superata la fase iniziale di apprendimento? Dove li porti, per così dire? Cosa, a tuo avviso, non deve mai mancare in un bassista?

DF: L'insegnamento è una delle cose più delicate per un musicista, la didattica deve essere sentita e non una costrizione o un  modo come un altro per vivere con la musica, hai una grande responsabilità nei confronti dei tuoi allievi, sono il futuro.
Un insegnante deve essere davvero appassionato alla didattica e avere tanta voglia di trasmettere il sapere, non a caso ho scritto cinque libri.
Dove li porto? Mi limito solo a mostrargli il cammino, poi saranno loro a capire cosa fare e cosa suonare, a volte arrivano allievi miscredenti nei confronti del tap o lo slap e poi invece lo apprezzano perchè capiscono che non è solo tecnica fine a se stessa e basta, o viceversa consolidano la loro idea, o ancora vengono con tanta voglia di diventare i nuovi Sheehan e poi dirottano su altri generi, non siamo noi a decidere, ma la musica, ricorda sempre una cosa, prenditi cura della musica e la musica si prenderà cura di te.
LDP: Negli anni ottanta la triade Billy Sheehan/Stuart Hamm/Randy Coven ha smembrato tutti i luoghi comuni in fatto di basso elettrico hard rock. Oggi, sulla scia di quanto creato dai mostri (e tu ne fai parte...), abbiamo band metal dove il basso è protagonista assoluto; mi vengono in mente Intronaut, The Faceless, Cannibal Corpse, Obscura, Dysrhythmia... cosa pensi del basso supetecnico che oggi il metal sembra richiedere più che mai? 

DF: Che ne penso??
WOWOWOWOWOWOWOWOWOWOW
LDP: Ci parli della tua strumentazione? Hai un rapporto preferenziale con il fretless o lo consideri in seconda battuta rispetto al fretted? La tua tecnica mista sul fretted è incredibile, riesci a slappare e ad essere potente anche nel tapping e in tecniche incrociate, sul fretless ti diverti allo stesso modo?

DF: Guarda sono felicemente endorser della Markbass come amps (http://www.markbass.it/artist_detail.php?id=94), della Galli come corde (http://www.gallistrings.com/artista.asp?id_artista=22), della Di Marzio come P.U: (http://www.gallistrings.com/artista.asp?id_artista=22), della Sonuus come device (http://www.sonuus.com/users_dino_fiorenza.html) Hipshot come Hardware (http://www.hipshotproducts.com/news/category/testimonials.html), LIuteria 3g come microbass (http://www.liuteria3g.it/micro-bass) e Red Sound come cavi (http://red-sound.tumblr.com/).
Il fretless non lo considero affatto come una seconda battuta rispetto al fretted, anzi, lo adoro, è uno strumento meraviglioso, da quando l'ho scoperto faccio in modo di usarlo almeno una volta in ogni disco che registro, ma col fretted mi rapporto decisamente meglio, è li dove mi esprimo al massimo, anche se debbo dirti anche nel fretless mi diverto tanto a sperimentare, ti farò sentire qualcosa...

LDP: Un noto musicista mi disse tempo fa "la vendita dei dischi è andata a puttane". Credo avesse ragione. Per anni ho lavorato nell'import e ho vissuto la disgregazione del mercato. Pensi ci sia ancora da sperare per il disco fisico, per voi artisti, per noi fruitori e critici, oppure tutto diventerà un superficiale minestrone di musica liquida?
DF: Ormai tutti fanno dischi, l'home recording per certi versi ha permesso a chiunque di poter fare un disco a casa, le uscite si sono centuplicate, questo rallenta di tanto le recensioni sempre più striminzite e ritardatarie per via delle centinaia di dischi che arrivano ogni giorno, youtube è già un minestrone di musica liquida, ormai la musica vera è solo per gli appassionati e per chi vuole davvero ascoltare MUSICA, sono gli unici che ormai comprano i dischi...

LDP: Grazie Dino!
DF: Grazie a te Luca.

©Luca De Pasquale 2014
Con la collaborazione di Manuela Avino



DISCOGRAFIA DINO FIORENZA:

1997 Presentation Andrea Quartarone [Italian Guitar Hero]
1998 Nowhere PromoCD [[Progressive metal band]]
1999 Rock progressive Aritmie [[Progressive metal band]]
1999 Emanuele Di Giorgio Catania [[Italian artist]]
2000 Now Disaster Area [Thrash metal band LP w/Ron Keel]
2001 By self Disaster Area [Trash metal band]
2002 Speciale Friends Compilation GD Trio [Power fusion trio]
2004 Bass tap Dino Fiorenza [Instructional DVD]
2005 Bruno Lauzi e gli amici di Niscemi Bruno Lauzi [Italian artist]
2005 Maqam Strummula [Etno Band]
2005 Ne Avrai Valentina Gravili [Italian Artist]
2006 Favole per adulti Gianni De Chellis [Italian Guitar hero]
2006 Hey Girl Barbara Gan [Italian artist]
2007 Restless hearths Jem in Eye [Tecno Metal band]
2007 ...When the slate becomes diamonds Denied [Metal band]
2007 Mediterraneo Gianluca Rando [Italian guitar artist]
2007 Cannibal Sugery Doublesion [Schizo electro crush metal band]
2008 Hipnotyxed Calista [New Zeland artist]
2008 Frame two Francesco J. Pertcone [Italian Guitar hero]
2008 There's hope Marco Sfogli [Italian Guitar hero]
2008 Escape from the dark Simona Malandrino [Italian Guitar hero]
2009 Angel T.U.P [Bass & Voice Project]
2010 Overcoming the pain Superbia [Prog metal band]
2010 FastGuide for bass Dino Fiorenza [Bass book method]
2010 It's Important Dino Fiorenza [My SOLO CD]
2010 Unheimlich Gianluca Ferro [Italian Guitar hero]
2011 Tap me up Dino Fiorenza [Bass book method]
2011 Il tuo pensiero Giuseppe Guarnieri [Italian Artist]
2011 Sclero Neroluce [Italian Artist]
2012 Tapestry of souls Chris Bickley [USA Guitar Hero]
2012 Bondage Gianni De Chellis [Italian Guitar Hero]
2012 Solo Piano Martina Gustavsen [Bulgarian artist]
2012 A season to rock Intuition [Christmas Rock band]
2012 Take from my hearth Chris Bickley [shredding across the world Vol.4]
2012 Why i play the bass Various bass artist [Bassist compilation]
2012 Innate Grace Exvel [Italian Rock Band]
2012 The signs Spiritrow [Death Metal Band]
2012 Cose di vento Gregorio Lui [Italian artist]
2013 I'm Here Walter Catania [Italian Guitar Hero]
2013 It's important bass transcription Dino Fiorenza [Bass book score]
2013 I Traditori Velvet Rooks [Italian Rock band]
2013 Personalities Simone Fiorletta [Italian Guitar Hero]
2013 Strummula bass book Strummula [Book Bass score]
2013 Paklene Stepenice Rockstill [Croatian Metal band]
2014 Favola Stefania Orlando [Italian Artist]
2014 La chitarra nuova Fernando Alba [Italian Artist]




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