16/09/14

Zio Crema e il coniglio diesel


Nel filmato amatoriale la donna accarezza lentamente il sesso del figlio venticinquenne e poi inizia a leccarlo, tenendo gli occhi aperti. L'attore che interpreta il figlio, una faccia da idiota totale, sussurra “brava mammina” e addirittura sbaglia battute in seguito, mentre la donna continua la sua noiosa fellatio.
Perversioni. Perversioni artefatte. Avevo scaricato un file audio e per tutta risposta mi ritrovo un film porno amatoriale. Con un finto incesto e un blow job di quelli fatti anche male. Che merda.
Il filmato procede. Voglio vedere dove va a finire. Il mio cazzo non risponde, sono stufo da tempo di questa roba. Tocca a zio e nipotina.
“Chiamami zio crema, puttanella... apri le cosce, dammi il miele...”
“Ma zio, non si fa... zio, ma che... oddio, ma cosa fai? Oddio...”
“Lappalo, stronza”
“No, zio... ti prego... ma non pensi a mamma... zio, oh zio, che bel cazzo che hai”
Chiudo tutto e distruggo il filmato. Nemmeno divertente. Zio Crema.

Beati coloro che risolvono tutto svuotandosi le palle.
Al telefono mi becca uno che mi racconta tutta la sua vita in cinque minuti. Mentre lui parla, io fumo, mi distraggo e sono certo di avere un'ala lacerata, inservibile, marcita. La parte sinistra del mio corpo protesta.
Il bipede premuroso tenta qualche accenno di custome e società. Lui è di sinistra. Sinistra borghese e autoreferenziale. Mi parla di associazioni. Di iniziative sociali. Neanche rispondo. Poi mi viene di fargli una rivelazione raccapricciante, è cioé che non sono di sinistra come lui crede e come si sa in giro. Sono un individualista che si giostra tra esilio e deriva. Voglio il mare viola e nero, voglio godere e farmi a pezzi per la felicità che non si trattiene, delle sue associazioni non me ne fotte un cazzo.
La sua indignazione megafonata e isterica non mi appartiene, io ho scelto la parte sterrata della strada, è inutile che mi nomini, ora che mancano otto anni ai cinquanta, i 99 Posse e gli scrittori chiave della sinistra italiana.
Piazzati i tuoi totem sul comodino, radical chic intubato. Parla male della polizia e poi chiamala quando scippano la tua mogliettina. È inutile cercare ancora di annettermi ad un movimento, ad un partito, ad un modo di pensare e dunque di protestare.
Immagino il suo culo bianco sul suo letto costoso.
“Amore, scusami... amore, scusa, ma sto venendo”
“Non preoccuparti amore mio, ti amo”
Da quanto tempo la tua compagna non è costretta ad affondarti le unghie nella carne per il piacere animalesco? Sei un coniglio diesel, sei una mammola, non sai scopare e non sai amare. Produci sperma solo perché sembra che Dio abbia deciso in tal senso. E se il tuo sperma ha significato una o più nascite, questo non ti rende uomo sul serio.
“Ci sono anche i 99 Posse”
“Porca mignotta”
“Ti piacciono?”
“Scusa Alfio, ma come cazzo possono piacermi? Non li ho mai sopportati”
“Pensavo che dati i tuoi trascorsi nella sinistra...”
“Trascorsi nella sinistra? Comunque una sinistra individualista e ispirata alla DDR, amico bello. Non ho mai messo piede in un centro sociale e non credo nella società. Neanche un po'. Dei 99 Posse non mi piace la musica e nemmeno il messaggio, giusto per chiarire”
Alfio è deluso. Ora può schierare uno dei suoi amici tra i reazionari da evitare. Tanto da guadagnare per me.

Però poi Alfio finisce con il farmi tenerezza, perché mi dice che è cornuto, che sospetta fortemente una relazione extraconiugale di sua moglie.
Corna, parola orribile e tristissima.
Tradimento, parola reale e pratica abusata.
Sono certamente stato tradito più volte di quante ne posso immaginare, sono stato usato come fluffer emotivo, sono stato il giocattolo mentale di coppie allo sbando, sono stato usato come pretesto di gelosia e ne ero blandamente consapevole. Sono stato il vento esotico ed esotizzante (più che estetizzante) che ha rinfrescato genitali stanchi, clitoridi invecchiate, smanie di rinnovamento e di riconoscibilità affettiva, sono stato la lama che ha tranciato vecchi tumori del pensiero, ma poi sono finito nella spazzatura, con mio compiacimento.
Ci siamo usati. Tutti. Reciprocamente e senza troppi scrupoli. Ci siamo prima dati piacere e poi fuoco. Ma io non credo in Dio, nella quiete e nel calmo rimestarsi del dopo.
In piedi nella grande latrina urliamo e urliamo, “voglio essere amato”, “ti prego, fa sì che io sia felice”, e soffiandoci il naso con la carta igienica spugnata guardiamo la porta, sperando che si apra e si regoli finalmente il conto, che tutto l'amore pisciato nel nulla ci sia restituito.
Ma l'idea di un maltolto da riguadagnare è una religione piagata, purulenta, è la religione dei vermi.
“Sono stato molto amato”, dicono in molti.
Davvero? Ne sei così certo, figlio di puttana?
Tante volte si scambia la moneta della curiosità con quella della passione.
E si spera, si spera, si spera. Poi c'è il crollo e Dio o chi per lui ci cade in testa come una stupida statua senza senso.
Non esiste la certezza dell'amore. Ma vale la pena lottare. Aprire le porte, guardare nelle camere, farsi assalire e forse perdonare, regalare l'odore del proprio respiro e acquistarne un altro senza paura. Se va male è una pugnalata, ma sangue chiama sangue e coraggio chiama deriva.

Non so cosa dire ad Alfio. Non so se sua moglie lo tradisca o meno. Comunque mi dispiace. Dei suoi dubbi. Del limbo triste in cui è caduto, e in cui si cade almeno una volta nella vita.
Lui è un uomo conservativo. Un uomo che ha bisogno di sicurezze e di tanto affetto.
Io non so che uomo sono e non mi interessa più. E da quando ero bambino vivo con l'idea di non aver niente da perdere, anche se non è vero.
E così non so cosa dirgli. Non sono un buon consolatore e un buon consigliere.
Se c'è da spezzare, da distruggere, meglio procedere. Rimandare è certamente peggio.
Alfio non reggerebbe una deriva non volontaria, ma per sua fortuna ha la politica, i suoi tetragoni convincimenti in materia civile e sociale, forse una qualche fede fatta di lacrime e cilicio. Forse crede negli esseri umani e nelle feste di piazza, e per giunta gli piacciono gli scrittori di sinistra e la musica rassicurante.
Non ha mai avuto la febbre del negletto, la percezione delle cose del non possessore, della scheggia, del fantasma. È quindi salvo a prescindere.
La morte lo prenderà dolcemente, probabilmente convinto di essere amato di nuovo, omaggiato e considerato, senza quell'ignoto assurdo e bianco che è la volontà di appassionarsi in eterno, più del mare, più della morte.

LdP, 16 settembre 2014

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