26/09/14

Riconoscibilità sociale


Fermo in auto con un amico, di sera, mi accorgo di alcuni bagliori in fondo alla piazza.
Campi magnetici, lampi? No, sono i flash per un matrimonio. Gli sposi sono usciti dalla chiesa e tutti fanno foto e lanciano riso.
A me il riso non lo lanciarono; peccato, lo avrei fatto al sugo. Mi piace il riso al sugo.
Dopo le foto di rito, tonnellate di foto, gli sposi salgono in auto e il resto delle persone si sparpaglia ai lati della nostra macchina. Io sto fumando, il finestrino abbassato, si parlava di musica. Gli uomini indossano camicie bianche quasi abbaglianti, giacche scure e dalla foggia discutibile, e non so come sia possibile che i tatuaggi si intravedano lo stesso.
Le donne viaggiano su veri e propri trampoli, vestiti corti estivi, ai matrimoni sembrano sempre erotiche, tutte carnali, tutte da scopare. Da scopare, ma qui e ora, non dopo, non avrebbe più senso. Scopate come sono vestite, scopate per quello che rappresentano ai matrimoni, delle maschere di partecipazione e di profumo concreto. Scopate in piedi, senza nessun romanticismo, il piacere per il piacere, alla faccia del vincolo ineffabile.
Se la vita ti rompe i coglioni con l'istigazione al bel pensare, l'unica è infilarle le dita nelle mutandine, saperci fare e scoparla.
Di stronzi che fanno foto ce ne sono troppi. Di incapaci che partecipano, partecipano, partecipano, non parliamone neppure. Tu sorridi e il reietto ti fa godere, va bene come scambio? Tu speri nel domani e io ti scopo. È uno scambio alla pari?

Che poi quelli che vedi ai matrimoni, se il matrimonio fallisce, non li rivedi mai più. Partecipano solo in tinte rosa, quando il fiore marcisce spariscono tutti, per incanto, e tutti prendono posizione, come soldatini di latta gestiti da un bambino tirannico. Solo i più volenterosi, risultando però insopportabili e indefiniti, cercano di tenere un piede in due staffe. Essere salomonici rende però insipidi e l'effetto è anche peggiore.
Per strada, ancora oggi, incontro persone categorizzabili come “amici di vecchie fiamme”, persone che ho frequentato solo per la durata della relazione di turno. Non ci si saluta più. Non avrebbe senso. Non ne aveva, salutarsi e frequentarsi, neppure durante la relazione, se per questo. Gli amici maschi delle donne spesso si comportano da femminielli isterici, sono gelosissimi e hanno anche il complesso del pene. Si comportano come dei perfetti cornuti in bianco e fingono di dover dare un assenso, un'approvazione.
Ci sono uomini che nascono cornuti, che hanno la vocazione del cornuto, c'è poco da fare. Si manifestano sicuri di sé e delle loro scelte, giocano a fare i maschi capobranco, ma cederebbero di fronte ad un bel maschione con la barba sfatta che sapesse loro fare un bel servizio con la bocca. Dei complessati vitaminici, che probabilmente da piccoli hanno avuto erezioni colpevoli sentendo ansimare i genitori, e che continuano a cercare la madre tra le cosce delle donne.

Il peep show matrimoniale finisce e le auto sfrecciano verso il sicuro ricevimento. Auguri.
Per le scale del palazzo, le due vicine non rispondono al mio saluto. Perché mai? Perché salgo le scale fumando e non si fa? Convinte antitabagiste? Perché non ho firmato la petizione quartierale? Perché non partecipo alla vita condominiale? Perché sono uno scomunicato, un senza lavoro non inquadrato nella società? Se avessi tenuto un bambino nel passeggino e non avessi indossato i miei jeans più rovinati, mi avrebbero certamente sorriso. Se porti a passeggio un bambino o un animale tutti ti sorridono e c'è sempre un pretesto per elargire bocconi liofilizzati di umanità.
C'è il francese con due figli, nel parco, e l'inglese con cinque che sono molto popolari. Tutti si fermano con loro, e fanno le vocine strozzate.
Si è anche molto gentili con gli ossessivi. Quelli che fanno reclutamento religioso, animalista, civico. Tanta convinzione in una causa porta strane forme di rispetto.
Gli indefinibili e i fuori del coro finiscono fisiologicamente per essere emarginati, spesso con loro piacere. Non sai quello che pensano e quello in cui credono, e questo è destabilizzante se non fastidioso. Meglio evitarli.
Se mi mettessi a scrivere che pregare un'entità sumera dopo le 22 serve a purificare l'anima e arrecare buona sorte, troverei qualche imbecille che mi segue. Se sapessi parlare d'amore senza lasciar intravedere la maschera dell'abisso, sarei più amato. Questo lo so e non posso farci niente.
La parte del reietto e del cattivo è comoda e sfronda il caos.

Eppure, accendendo le luci in camera, mi rendo conto che stasera non sono altro che un insieme di suoni, che riesco a riconoscere nell'inizio di “Weathered wall” di David Sylvian.
Io stasera sono solo e semplicemente “Weathered wall”, non c'è altro. Sono suoni suggestivi, sono carezze di una tempesta passata che dovrebbero dare il coraggio di volerne, di gesti, di altre carezze, di somiglianze.
Ma stasera sto bene così. Spengo la luce, lascio la finestra aperta, non mi chiedo niente, non pretendo il grafico dei miglioramenti, faccio partire “Consapevolezza” degli Area e imparo comunque qualcosa.

LdP, 26 settembre

Nessun commento:

Posta un commento