10/12/10

Dolce festivo con canditi, dinamite e freddo

Capitato per caso nel flusso di studenti che protestano contro la Gelmini, mi interrogo seriamente su quale e quanta sia la mia partecipazione civile nel vivere quotidiano.
Innanzitutto, sono vecchio tra di loro. Vecchio e deluso. Loro non hanno rughe. E io continuo a guardare le persone come fossero degli addii.
Sono brutto, tra di loro. Con la barba irregolare, le occhiaie e il giubbotto blu dell'anno scorso, con il pullover blu sdrucito e nippoloso, perché io le cose griffate proprio non le sopporto. Voglio vestire anonimo e non chiedo altro.
E se posso, mi imbruttisco. Faccio parte di quelle schiere che diventano timide e vergognose anche quando si innamorano. 
Passo tra di loro, pelli tirate e sorrisi ingenui ma testardi, amori che sbocciano, valori in circolo, passo con il mio carico di veglie funebri e cose che non dico mai, passo ed infesto centimetri di aria sgombra con la mia voglia di scomparire, enorme e sobria, in qualche piccola città che contenga la mia febbre di ombra.
I loro slogan, gli scherzi, le boiate, i capirivolta con le kefie, ed io che sogno Perugia, Carrara, Udine, Pistoia, Montevarchi, Ferrara, io che sogno di dimenticare questo mare e chi ho conosciuto. Una volta per tutte e senza lasciar alcun recapito. A nessuno. Ripartire da uno scivolone pianificato, azzerarmi, radermi al suolo senza la pietà dell'amicizia e la puerilità dell'amore.
Le loro mani in alto, le loro voci stentoree, studenti di sinistra, studenti certo intelligenti; ed io con il mio passo sciatico, le mani rotte dai geloni, le mie idee sospese nel limbo degli anni settanta.
Un ragazzo ed una ragazza si baciano con foga, gioia, lingue, capelli al vento, banale immagine.
Sono scene leziose. Le giustifico. Questi slanci non mi appartengono. I vecchi amori altrui mi annoiano e non ne posso condividere il dolore. Non sono fatti miei e sono distante, svampito.
Non ho nessuna comprensione degli amori altrui. Non mi interessano, felici o infelici che siano.
Gestisco le mie sregolatezze senza confidarmi; sarò un bastardo, ma ho il dono del riserbo.

Poi incontro uno stronzo che prima mi parla della collaborazione tra Michael Jackson ed Eddie Van Halen, come se si trattasse di roba recente, e poi inizia una disamina annichilente su ciò che scrivo in questo blog. Il suo parere letterario è di spessore grissinale, direi. Grissinale non esiste, ma va bene. 
Mi dice che il mio blog sembra un diario pubblico. Lo è, rispondo. Scrivo quello che mi gira. Se a qualcuno non piace, basta che non ci vada. Inutile scomodare la critica letteraria per un vecchio babbione, sorrido.
Mi dice anche che non ha mai capito, da ciò che scrivo e dico, se mi piace più il basso elettrico o il contrabbasso. Mi rendo conto che trattasi di una questione da fiato in sospeso per il mondo tutto. E così gli semplifico la vita: "Il contrabbasso rappresenta i miei momenti più scuri, il basso elettrico va meglio quando sono tranquillo e pacifico". Una spiegazione idiota, ma adatta a chiudere la questione.
Nindo Geloja, questo il suo nome, rincara la dose: "Il tuo primo libro mi piaceva di più rispetto a quello che FAI adesso. Eri più allegro, e raccontavi delle storie"
In questi sei anni ho perso tutto quello che avevo da perdere, spaventapasseri. Ma non te lo spiegherò doviziosamente. "De gustibus", sussurro, fissando gambe in transito, senza entusiasmo.
L'interrogatorio si sposta sulle donne: "Io ti sono amico. Spero di non offenderti e dire cose che ti diano fastidio", guaisce, "ma ho l'impressione che tu non trovi pace. Appena mi abituo a qualcuna tu poi mi dai altre notizie... secondo me tu dovresti innamorarti".
"Lapalisse"
"Come? Cioè, quando ci si innamora allora ci si innamora sul serio, LUCA"
"Con tutti i crismi", chioso.
"Sì. E' una cosa naturale che ti porta nel sogno. Tu allora vivi con uno scopo nuovo, e tutto ti parla di ciò che vivi, di ciò che senti, e conti i minuti, e conti le ore, e sei felice e nuovo"
"Devo averlo letto da qualche parte, sì", allego al mio silenzio.
"LUCA, io lo so che tu vuoi innamorarti"
Rivelazione. Agnizione. Disvelamento. Parole divinatorie. Ologrammi mistici. 
Farneticazioni popolari. Con un fare salmodiante ed invasato, tipico di chi gioca poco intimo.
E già, caro Nindo. A furia di stringertelo nel pugno hai riscoperto il valore dell'amore da stendere sui giorni come aspettativa sacra. Continua così. Pasta Barilla e cenette a quattro con il tuo amico d'infanzia, è così che ci si sente protetti, no?
Io so solo che qui fa freddo, molto freddo, e che non conta quante presenze possano riscaldarti, ma quali. Questo so, sacerdote orfico di Onan. E ora ti saluto, che altrimenti sorrido troppo e vanno via le rughe, quelle cupe, quelle da contrabbasso.

Mi risale la febbre. In televisione, su un canale privato, ci sono dei cafoni con camicia bianca e foulard dozzinale che ballano in qualche locale della provincia. Soldi di camorra e pompini cocainati nei cessi. Cambio canale.
Trasmissioni sul Napoli Calcio. Non ho nessuna simpatia per il Napoli Calcio. Non ho tifato per il Napoli un solo, dico uno solo, giorno della mia vita. Retorica ed entusiasmo, piagnistei e volgarità pittoresche. Cambio canale, ciao ciao Napoli Calcio.
Da quando non c'è più Maria Grazia Capulli in televisione ho perso stimoli. Amo le bionde. Amo follemente le bionde e non me le so tenere.
Metto la testa sotto le lenzuola, come per soffocare. Ricordo che un cliente mi ha detto: "Ho generato mia figlia facendo l'amore con Barry White". Difficile e ributtante, cancello il ricordo.
Non voglio mettere il termometro, così come non voglio pensare a chi sarà il prossimo che deluderò, considerando che ricerco quest'attività con scrupolo.

In una cartellina blu conservo le vecchie lettere d'amore.
Sto facendo la faccia lunga e scontenta a furia di non volerle rileggere mai.
A ripensarci, potevo innamorarmi anche di chi non me ne ha mai scritta una. Ma non conta. Non conta nulla, ha ragione Nindo Geloja, devono suonare le campanelle e le slitte devono colare mirra sul mio soffice cuore. Io mi innamorerò, saccarotico predicatore, quando tu avrai un orgasmo decente e auscultabile anche dalla sventurata che ti avrà scelto come missionario.

Provo le nuove MS Special: sigarette proletarie. In televisione si parla delle abitudini sessuali dei nostri politici. Giochi di parole inverecondi per alludere ad una banale fellatio POV. Dite irrumazione, che vi fa sembrare colti.
Sversatoi. Yara. Assange. Benitez e la crisi dell'Inter. John Turturro e Passione, non lo vedrò mai, quel film. La colonna sonora me l'hanno tatuata sulla spina dorsale, al lavoro. La detesto.
Le gambe, le sento chiodate. Le braccia sono estensioni di malessere, capaci di abbracci nascosti, il cuore è una marmellata di rughe che finirà in qualche crostata festiva.
Ho scritto di meglio, ma anche tanto di peggio. Se non altro, sono memorie da traghetto ideale, quello per i laghi, quello per la quiete che mai mi è sembrata tanto lontana.

LDP

Ringraziamenti: MS Special, la febbre, chi non si fa mai avanti, la fulminante frase "hai quarant'anni, vedi di darti una calmata", essere sempre in bolletta, Fender Rhodes, non sono un tipo solare, al rogo le camicie bianche, Nindo Geloja, le sciarpe non possono sostituire a lungo gli abbracci, le leziosità di certi single orgogliosi per etichetta, chi mi segue anche se mi è passata la voglia, chi mi segue ma non partecipa alle veglie, chi non mi segue affatto ma intuisce le voglie.
E ai circuitatori di facebook, ci si becca, ci si trova lo stesso. Magari all'inferno.


1 commento:

  1. è troppo tardi per dire "Dolcetto o Scherzetto?"... La marmellata non mi piace, ma adoro il contrabbasso e il suo suono cupo e caldo, quasi ipnotico... mi ricorda lo scrocchiare attutito di chi cammina nella neve alta per il solo piacere di essere circondato dal bianco, mentre dentro è tutto irreparabilmente nero... dicono che in natura il nero non esista... la superficialità porta all'enunciazione cieca (e bieca!) di emerite cazzate... ma non è un problema.... sono cazzate che non mi appartengono... queste!
    Sogni d'oro, Sir Luke...
    Jonathan L.

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